martedì,Ottobre 20 2020

Dializzati dirottati a Messina. La Uil chiede ispezione sull’attività dell’Asp

Il sindacato chiede l'attivazione dei poteri ispettivi su attività Distretto Sanitario di Reggio Calabria sulla vicenda che vede il servizio dialisi dirottato in Sicilia pur avendo posti liberi a Scilla

Dializzati dirottati a Messina. La Uil chiede ispezione sull’attività dell’Asp

La Uil già nel mese di ottobre comunicava che “nel Centro Dialisi allocato presso la Casa della Salute di Scilla, negli ultimi tempi, si sta venendo a verificare una evenienza al quanto anacronistica, consistente nella non utilizzazione dei posti di dialisi liberi (per decessi, trasferimenti presso il GOM ecc.). Tale totale incuria amministrativa e carenza di oculata utilizzazione dei posti dedicati alla dialisi, appare inconcepibile se raffrontata alla tanto “strombazzata” migrazione sanitaria e le sofferenze ed i sacrifici affrontati dai pazienti interessati al processo dialitico”. 

«Alla luce della disponibilità ricettiva dell’ASP, soprattutto nell’ambito del Distretto Sanitario di Reggio, appare assurdo, infatti, assistere alla ripresa dell’esodo di pazienti uremici verso il vicino Centro Dialisi privato di Messina, per come, peraltro riportato dagli Organi di stampa, nel mentre vengono lasciati liberi 7 posti di dialisi nei vari turni dialitici degli ultimi 3 mesi a Scilla cui si possono aggiungere i posti che si stanno sacrificando in quel di Melito P.S.. La UIL, altresì, segnalava che il personale operante, nonostante, le difficoltà riscontrate per tutta l’estate ha continuato ad operare trattando pazienti provenienti da altre Regioni e dall’estero. Ci rincresce dover constatare l’inerzia e l’inefficienza dimostrata , anche, in questa circostanza, dal responsabile del Distretto di riferimento il quale evidentemente non ha predisposto quanto dovuto alfine di giungere alla liquidazione delle spettanze dovute ai dipendenti in questione per la realizzazione del progetto anno 2018. Nella fattispecie il personale interessato ha dovuto subire una sostanziale sperequazione rispetto al rimanente personale operante nella Piana e nella Ionica che hanno avuto corrisposto quanto dovuto. Sulle numerose illegittimità palesate a carico del dirigente Carbone questa O.S. chiede alla S.S. di riscontrare su quanto di seguito riportato:

  • Per quale motivo il Dr. Carbone, Direttore Sanitario   del Distretto  di Reggio Calabria,  non ha posto in essere quanto di sua competenza quanto necessario per fornire la giusta e dovuta risposta ai pazienti dializzati.
  • A quanto ammonta la spesa relativa alla migrazione sanitaria dei pazienti (Reggio, Melito, Scilla,) discendente da evidente carenza gestionale.
  • Per quale motivo i soli dipendenti dell’ASP non remunerati per il sopra detto progetto risultano essere soltanto quelli applicati nei centri di Scilla e Melito.
  • Risulta indispensabile conoscere per tabulas l’attività complessivamente svolta dal 2018 a tutt’oggi dal dott. Carbone.
  • Quanto risulta essere il personale infermieristico, tecnico, dirigenti non medici, medici ed amministrativo,  in servizio presso gli uffici di direzione del Distretto e per quali tipologie di lavorazione sono impiegati.
  • Detto  personale  probabilmente applicati in funzioni amministrative percepiscono le indennità insite nell’essere operativamente in servizio in reparti o servizi sanitari.
  • Chi risponderà dei danni economici procurati all’Azienda per la migrazione sanitaria che si sarebbe dovuta risolvere in loco.
  • Chi risponderà dei danni economici procurati dalle vertenze scaturenti dalle mancate retribuzioni discendenti dal progetto dialisi   estiva  2018.

Nelle more del richiesto riscontro e dell’interessamento delle A.C., si chiede alla S.S. attivare i poteri ispettivi dell’Ente per fare chiarezza su quanto esposto e denunciato».