venerdì,Novembre 27 2020

Disastro Asp, Simone: «La causa è l’interesse economico e clientelare della mala-politica»

ll sindacalista della Uil Fpl scrive una lettera aperta ai Commissari del presidio sanitario reggino

Disastro Asp, Simone: «La causa è l’interesse economico e clientelare della mala-politica»

«Sicuramente la gravissima situazione è conseguente al pernicioso interesse economico e clientelare della mala-politica, della ‘ndrangheta e della massoneria, ma riguarda anche le complicità interne strutturate nel tempo e le “sponde” offerte generosamente dal grumo di potere riferito a quei dipendenti considerabili quali infedeli». Così Nicola Simone, segretario territoriale della Uil Fpl scrive in una lettera indirizzata ai commissari dell’Asp reggina.

In particolare, circa quello che è accaduto, scrive il sindacalista «La Commissione d’indagine ha posto la sua attenzione in particolare sull’Ufficio risorse umane il quale essendo ritenuto un eloquente esempio di inefficienza ed irregolarità è stato definito dal Prefetto: “assolutamente fuori controllo”. Lascia perplessa questa sigla, proprio in funzione di quanto accertato e relazionato, il tergiversare da parte delle SS.LL. riguardo ad un adeguato intervento, atto a ripristinare la legalità, impedendo a numerosi elementi di continuare imperterriti nella indefessa opera di distruzione di quel poco che di buono ancora rimane dell’Asp. Alcuni atti ci lasciano perplessi, infatti vanno nella direzione di consolidare “disinvolti” comportamenti amministrativi scarsamente virtuosi, che hanno ingenerato seri problemi all’andamento di settori strategici e di dipartimenti delicati su cui si parlerà ancora per molto. Scelta inopinata quella di mantenere in auge un rapporto con dirigenti che hanno dato ampia dimostrazione di insipienza e tracotanza. Alla luce di quanto su espresso e rappresentato appaiono, altresì, alquanto temerarie e preoccupanti alcune dichiarazioni esternate confusamente, apparse palesemente fuorvianti, destinate a naufragare fragorosamente nello scadente tentativo di screditare il ruolo e la funzione che svolge da decenni la UIL FPL. Come UIL lottiamo affinché gli altri abbiano la libertà, anche, di snaturarsi e svendersi, abdicando al loro ruolo di controllo e di denuncia che la legge riconosce al Sindacato, l’importante è assumersi la responsabilità dello sfascio in cui ci troviamo. Il tentativo corale, comunque, di delegittimare ed isolare la UIL è estremamente pericoloso, l’azione consistente dell’indicare chi diuturnamente denuncia il malaffare, smarcandosi e prendendo le distanze porta con se la conseguenza di sovraesporre i dirigenti di questa Organizzazione. Si sono succeduti nel tempo Direttori Generali, Commissari senza che dai “banchi” sindacali si proferisse parola o si accennasse a larvate critiche; anche sul reiterato silenzio di parte del sindacato bisogna interrogarsi, confutando il sospetto che anch’esso faccia parte integrante di quello che viene definito il “sistema”».

Dopo le riflessioni,«la UIL – afferma Simone – continuerà nell’azione di contrapposizione a quanto di marcio insiste nell’Azienda, pertanto, si esorta la commissione Straordinaria ad essere consequenziale con il ruolo che la legge le conferisce, ricordando che giacciono senza alcun riscontro decine di denunce fatte. In particolar modo, desidereremmo che fosse dato seguito e riscontro riguardo alla richiesta di attivazione dei poteri ispettivi sugli episodi che hanno riguardato l’uso personale di mezzi soccorso, la sedicente scuola di formazione con annesso personale medico potenzialmente distratto da decenni dai propri compiti di istituto e soprattutto la necessaria severa disamina sul distretto sanitario di Reggio. Quest’ultimo, in particolare, deputato a razionalizzare le risorse umane e tecnologiche utili a dare risposte di qualità alle angosce ed al dolore di decine di pazienti in fase di dialisi costretti a migrare, anche, per tale evenienza. La UIL continuerà a non fare sconti ad alcuno».