mercoledì,Giugno 19 2024

Carcere Reggio, reparto di osservazione psichiatrica ancora chiuso – VIDEO

Dopo la riapertura nei mesi scorsi, le camere detentive sono state nuovamente rese inagibili. Amministrazione penitenziaria e asp proseguono le interlocuzioni per risolvere definitivamente le criticità

Carcere Reggio, reparto di osservazione psichiatrica ancora chiuso – VIDEO

«Il reparto di osservazione psichiatrica è un reparto di carattere sanitario. L’amministrazione penitenziaria deve garantire la sicurezza e quella sanitaria deve occuparsi della salute psico – fisica dei detenuti. Per questo siamo al lavoro con l’Asp per riaprire il reparto denominato Argo che adesso è chiuso perché inagibile». Così il direttore degli istituti penitenziari Panzera e Arghillà di Reggio Calabria, Giuseppe Carrà.

Interlocuzioni in atto

Proseguono, dunque, le interlocuzioni tra amministrazione penitenziaria e azienda sanitaria per venire a capo della complessa situazione del reparto di osservazione psichiatrica dell’istituto Giuseppe Panzera di Reggio Calabria. Competenze diverse e da mettere a sistema, quelle di amministrazione penitenziaria e aps, come messo in evidenza anche dal sottosegretario alla Giustizia con delega al Trattamento dei detenuti, Andrea Ostellari, in visita al carcere proprio la scorsa settimana.

Le cinque camere detentive di nuovo inagibili

Dopo essere stato riaperto solo qualche mese fa, il reparto di osservazione psichiatrica del carcere reggino è stato nuovamente chiuso. Si tratta per altro di uno dei due reparti per detenuti con patologie psichiatriche che necessitino di osservazione della regione unitamente a quello del carcere di Siano a Catanzaro. Nonostante ciò la sua riapertura ha coperto un lasso di tempo brevissimo. Solo qualche mese. Le cinque camere detentive, per impossibilità di attivare il percorso sanitario e trattamentale previsto, ma con la necessità comunque di accogliere detenuti da “osservare”, sono state rese nuovamente inagibili.

«Purtroppo non è stato possibile, come invece preventivato, attivare l’equipe medica e paramedica. Ci siamo però trovati a dovere gestire dei detenuti con patologie psichiatriche e da sottoporre a osservazione. Nelle camere detentive son stati così distrutti gli arredi, rendendo le stesse inagibili. È in corso da tempo, ormai, e ancora prosegue, una interlocuzione virtuosa con Lucia Di Furia, commissaria straordinaria dell’asp di Reggio Calabria che ha dimostrato grande sensibilità e attenzione al tema. Con noi è massimamente impegnata a trovare soluzioni». Così ha spiegato ancora il direttore degli istituti penitenziari Panzera e Arghillà di Reggio Calabria, Giuseppe Carrà.

La ristrutturazione

Il reparto, che rappresenta l’articolazione per la Tutela della Salute Mentale (Atsm) dentro il carcere, dunque è di nuovo chiuso e i detenuti con necessità di osservazione psichiatrica trasferiti.

Necessari adesso nuovi interventi sulla struttura, sulla cui adeguatezza e rispondenza alle norme sta approfondendo da tempo anche la Garante comunale per i diritti delle persone detenute, Giovanna Russo. Intanto all’orizzonte un lasso di tempo oggi non definibile prima della nuova riapertura.

«Sarà necessario ristrutturare nuovamente le celle detentive, dopo i nuovi danneggiamenti, migliorare la video sorveglianza, comunque già predisposta e funzionante. Sarà, altresì, necessario attrezzare le due sale socialità, con le indicazioni che ci verranno date dall’equipe sanitaria, con strumenti di carattere psichiatrico. È essenziale alleviare la tensione del detenuto posto sotto osservazione. Detenuto assistito da personale specializzato, impegnato sia sul fronte sanitario che sul fronte trattamentale con un’equipe multidisciplinare, composta anche da educatori professionali, che metteremo a disposizione». Lo ha spiegato ancora il direttore Giuseppe Carrà.

La riorganizzazione

«Prosegue, dunque, l’interlocuzione con l’Asp reggina per quanto ritenuto necessario a livello operativo a anche e per un incremento delle figure professionali che compongono l’equipe. Rispetto al recente accordo, lo psichiatra sarà a tempo pieno e sarà affiancato anche da uno psicologo, da un altro psichiatra e possibilmente da tecnici della riabilitazione. Fondamentale l’apporto sanitario specializzato per questo reparto. La recente esperienza lo ha confermato. C’è comunque una piena convergenza di intenti tra noi e la commissaria Di Furia. Siamo al lavoro per risolvere e superare tutte le criticità e a riaprire stabilmente e al più presto il reparto». Così ha concluso il direttore degli istituti penitenziari Panzera e Arghillà di Reggio Calabria, Giuseppe Carrà.

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