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Reinserimento lavorativo dei detenuti, Ostellari al carcere di Reggio: «Investiremo per fare di più» – VIDEO

In visita nella città dello Stretto il senatore leghista si è soffermato sul tema dei progetti trattamentali e sulla formazione professionale delle persone detenute

Reinserimento lavorativo dei detenuti, Ostellari al carcere di Reggio: «Investiremo per fare di più» – VIDEO

«Strutture adeguate, personale specializzato e investimenti su progetti trattamentali incentrati sul lavoro. Questo il carcere rieducativo. Una dimensione che qui a Reggio ho respirato anche se c’è bisogno di maggiori investimenti su spazi educativi e lavorativi e, come nel resto d’Italia, anche di implementare il personale di polizia penitenziaria ma non solo. Da sciogliere anche il nodo del reparto di osservazione psichiatrica nuovamente chiuso».

Ha rilanciato anche da Reggio Calabria la sua scommessa per il futuro incentrata sulla funzione rieducativa del lavoro della popolazione detenuta e sull’implementazione delle risorse umane impegnate nelle carceri, il sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega al Trattamento dei detenuti, il senatore Andrea Ostellari.

Il pomeriggio trascorso nella città dello Stretto si è aperto con la visita nella casa circondariale Giuseppe Panzera. È stato accompagnato dal direttore degli istituti penitenziari Panzera e Arghillà, Giuseppe Carrà, provveditore regionale Liberato Gerardo Guerriero, dal garante nazionale dei diritti delle persone detenute Mauro Palma, e dai garanti territoriali Luca Muglia per la Regione e Giovanna Russo per il Comune di Reggio.

«Come ufficio comunale del Garante ho voluto promuovere questo incontro con il sottosegretario Ostellari. Il fine è stato quello di dare seguito alle varie interlocuzioni avviate in questi mesi anche con riferimento al reparto di osservazione psichiatrica. L’ottica dell’ufficio è sempre quella della massima sinergia istituzionale. L’attenzione del sottosegretario verso le questioni sottoposte alla sua attenzione è stata sempre massima. Sulla carenza del personale di polizia penitenziaria, essenziale per assicurare una detenzione sicure e rieducante, si è fatto garante di interventi risolutivi. Certamente, anche grazie alla sua visita, questi avranno luogo anche per il carcere di Reggio». Lo ha sottolineato la garante dei diritti delle persone detenute del comune di Reggio Calabria, Giovanna Russo.

Il carcere come risorsa del Paese

«Dobbiamo ribaltare l’approccio: da voce di costo la dimensione carceraria deve diventare voce di investimento, fattore produttivo per il nostro Paese. Non è un atto di buonismo o di solidarietà ma è un investimento in termini di benessere e sicurezza dell’intero Paese.

Il lavoro per rieducare

L’esecuzione della pena non è un fatto riservato tra detenuto e amministrazione penitenziaria. Essa deve acquisire un respiro più ampio. Dobbiamo costruire una rete attorno alla popolazione detenuta per creare occasioni di effettivo cambiamento di vita. Il 98% delle persone che partecipano all’attività trattamentali e lavorative escono dal circuito criminale anche fuori dal carcere».

Lo ha dichiarato il sottosegretario Andrea Ostellari, a Reggio anche per un incontro presso la sede di Confindustria sul tema delle opportunità delle imprese che assumono detenuti. Lì è intervenuto unitamente al presidente Domenico Vecchio, al commissario regionale della Lega Calabria, Giacomo Francesco Saccomanno e ad alcuni rappresentati delle aziende e delle associazioni di categoria. In chiusura del pomeriggio reggino, la tappa presso l’istituto d’istruzione superiore Raffaele Piria di Rosarno.

Dunque la formazione e il lavoro nel periodo di detenzione costituiscono gli strumenti per dare concretezza alla funzione rieducativa della pena e prospettiva al reinserimento sociale del detenuto una volta tornato in libertà.

La carenza di personale

Ma la visita nel carcere di Reggio è stata anche occasione per una visione ad ampio raggio dell’istituto penitenziario.

«Gli impegni per questo carcere riflettono quelli assunti a livello nazionale nella nostra attività di governo. Specie sul fronte dell’aumento del personale dell’area trattamentale e della polizia penitenziaria. In particolare sul fronte critico della carenza di agenti, ci sono concorsi già pensati e previsti nella legge di bilancio appena approvata. Ne prevedremo altri anche nella prossima.

Rinnoviamo, altresì, la necessità di investire sempre di più sul reinserimento sociale nel segno del lavoro, valorizzando ancora di più quanto già bene si sta facendo. Qui ci sono delle esperienze significative che possono e devono essere implementate e rafforzate. Inoltre si tratta di una struttura degli anni Trenta, quando la pena era concepita per altre finalità. Quindi è necessario investire anche su altri spazi rieducativi e lavorativi». Lo ha dichiarato ancora il sottosegretario Ostellari.  

I detenuti con malattie psichiatriche

Poi la nota dolente del reparto di osservazione psichiatrica

«È un elemento problematico che però non investe solo l’amministrazione penitenziaria, quindi al comparto Giustizia. Esso riguarda anche il comparto Sanità. Ogni Regione deve farsene carico, ogni Asp deve fare la sua parte. Qui già si sta ancora lavorando per un reparto di osservazione psichiatrica che funzioni in modo sicuro, duraturo ed efficace. Noi sicuramente non ci tireremo indietro e troveremo insieme delle soluzioni che metteremo sul tavolo della discussione». Lo ha sottolineato Andrea Ostellari, sottosegretario di Stato alla Giustizia con delega al trattamento dei detenuti.

Al Panzera e ad Arghillà 100 agenti in meno

«Siamo particolarmente contenti dell’attenzione riservataci dal governo con questa visita. È stata un’occasione per illustrare i progetti trattamentali già in essere e quelli in fase di avvio come la riattivazione del laboratorio di lavorazione dei marmi nell’ambito del protocollo recentemente sottoscritto con l’arcidiocesi Reggio Calabria – Bova. Il sottosegretario Ostellari si è preso l’impegno di intervenire sul tema della carenza di organico della polizia penitenziaria. Abbiamo un deficit di 50 unità nel plesso Panzera e di altre 50 unità nel plesso di Arghillà. In quest’ultimo caso, però, la popolazione detenuta maggiore che arriva a 400 detenuti». Lo ha spiegato il direttore degli istituti penitenziari Panzera e Arghillà, Giuseppe Carrà.

«Altro impegno assunto, su segnalazione del garante nazionale Palma, ha riguardato l’attuale assenza, sempre nel carcere di Arghillà, di una caserma per il personale di polizia penitenziaria», ha concluso il direttore Giuseppe Carrà.

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