venerdì,Aprile 19 2024

Oppido, qualcuno cerca di boicottare il Comitato pro ospedale: «Non ci fermerete»

Intanto la struttura versa in condizioni di abbandono e gli attivisti scrivono al direttore sanitario dell’Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia, chiedendo interventi urgenti

Oppido, qualcuno cerca di boicottare il Comitato pro ospedale: «Non ci fermerete»

Qualcuno cerca di boicottare il Comitato 19 febbraio a difesa dell’ospedale Maria Pia di Savoia di Oppido Mamertina. A renderlo noto, attraverso la propria pagina Facebook, sono gli stessi componenti, con in testa la portavoce Margherita Mazzeo: «Qualcuno ha ritenuto di segnalare la nostra pagina per le violazioni delle linee guida. Ha formulato molteplici segnalazioni! La nostra pagina rischia di non poter essere più utilizzata e oscurata. Bene – hanno sottolineato – sappiate che potete segnalare la pagina e bloccare l’account, ne faremo uno nuovo, ma non ci fermerete!

Noi non ci nascondiamo dietro le segnalazioni anonime, ma proseguiamo uniti in difesa del nostro ospedale. I riflettori continueranno a rimanere accesi sul Maria Pia di Savoia, perché nell’oscurità e nel silenzio del passato abbiamo perso tutto! Oscurateci, ma continueremo a splendere e batterci per il sacrosanto diritto alla salute. Considerato che i post segnalati riguardano il sostegno ricevuto da terzi, adesso iniziate a segnalare quanti condivideranno questo post».

La lettera a Lucia Di Furia

Solo tre giorni fa, il Comitato spontaneo – che per cinque mesi ha difeso strenuamente il nosocomio cittadino, con un sit-in permanente e che continua a battagliare per cercare di farlo tornare funzionale come un tempo, aveva inviato una lettera al direttore sanitario dell’Asp di Reggio Calabria Lucia Di Furia, per segnalare alcune anomalie riscontrate all’interno dell’ospedale, certificate con tanto di foto.

Per prima cosa una «stanza insalubre e indecorosa con suppellettili di varia natura riversi sul pavimento e liquidi maleodoranti; continui guasti della sviluppatrice dell’ambulatorio di Radiologia e segnalazione della presenza di due CR inutilizzate all’ospedale di Gioia Tauro e all’ambulatorio di Taurianova; innumerevoli richieste di soccorso e assenza del medico del 118, ribadendo l’importanza di avere un punto di gestione dell’emergenza urgenza».

Il Comitato ha poi chiesto, ancora una volta, che venga «restituito alla cittadinanza l’ambulatorio di visita internistica ed elettrocardiogramma, permettendo a chiunque ne abbisogni di poterne usufruire, prenotando attraverso il Centro unico di prenotazione. Abbiamo poi ribadito la necessità di personale e strumentazione – ecografo e pc – per il consultorio familiare».

Il confronto

La lettera a Lucia Di Furia è stata inviata a seguito della riunione degli attivisti del Comitato 19 febbraio, che incontratisi all’ospedale per fare il punto della situazione e confrontarsi sul futuro della struttura ospedaliera, hanno avuto modo di «constatare lo stato di abbandono della struttura». «Come abbiamo ribadito più volte – hanno spiegato – dal mese di luglio, sono cambiate le modalità di lotta e abbiamo abbandonato il sit-in permanente in attesa di assistere alla realizzazione di quanto annunciato. Adesso i tempi sono maturi per chiedere nuovamente risposte.

A oggi abbiamo potuto soltanto constatare lo stato di abbandono della struttura, la radiologia chiusa a causa dei continui guasti, lavori per l’ospedale di comunità mai iniziati e continue richieste di soccorso da parte dei cittadini oppidesi e di tutto il territorio aspromontano e l’assenza del medico del 118 e alcune volte anche dell’infermiere. Chiediamo risposte, pretendiamo risposte! Chiediamo rispetto nei confronti di chi soffre, pretendiamo rispetto». Risposte spontanee e legittime a più di tre mesi dall’annuncio, da parte del consigliere regionale Domenico Giannetta, del nuovo Piano di potenziamento e valorizzazione dell’ospedale di Oppido.

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