lunedì,Aprile 15 2024

Caos oncologia al Gom, Scaffidi: «È la giornata più amara ma nessuno può trasgredire le regole»

Il commissario dopo la sospensione dell’ex primario Correale rassicura l’utenza: «il reparto funziona e funzionerà meglio di prima»

Caos oncologia al Gom, Scaffidi: «È la giornata più amara ma nessuno può trasgredire le regole»

Quella crollata sul reparto di oncologia del Grande Ospedale Metropolitano è una tegola che pesa su tutta la città. Tanta l’incertezza, la paura e la preoccupazione perché la malattia non guarda in faccia nessuna e nella disperazione tutti vorrebbero solo avere una speranza.

La sospensione

Proprio per questo la notizia che in quel reparto cosi delicato, dove ogni paziente, ogni persona guarda in faccia la morte e la sfida giornalmente, si siano commessi degli illeciti che abbiano potuto in qualche modo danneggiare chi è già fragile, ha creato indignazione e rabbia.

È un’indagine ancora in corso e lungi da noi volerci sostituire al lavoro degli inquirenti abbiamo voluto capire qualcosa di più per dare qualche risposta alle tante domande che nelle ultime ore hanno invaso i social. Cittadini increduli e sbigottiti che adesso chiedono di sapere la verità.

L’intervista

Così abbiamo chiesto al commissario straordinario Gianluigi Scaffidi di capire cosa sia successo in quegli anni che i Nas hanno attenzionato facendo emergere un quadro preoccupante.

«Intanto – chiarisce il Commissario – il provvedimento adottato dalla Procura della Repubblica non ha nulla a che vedere con il provvedimento adottato dal Giudice del lavoro che ha rigettato il ricorso del dottor Correale avverso la sua rimozione da primario della Uoc Oncologia confermando, in tal modo, la legittimità e correttezza dell’operato del Gom. La Procura, a seguito di indagine iniziata nel 2021 su fatti inerenti la gestione della Uoc Oncologia da parte del primario ha emanato il provvedimento di sospensione cautelare, asseverato dal GIP, per un anno.

Gli ambiti dei due provvedimenti, non concatenati né consequenziali trattandosi di ambiti giuridici diversi (uno civile ed uno penale) hanno in comune una cosa: la gestione del reparto di Oncologia da parte del primario. Il GOM ha valutato negativamente l’operato del primario e, come da contratto, ha applicato la norma prevista dalla fattispecie e cioè la rimozione dall’incarico primariale mantenendo il rapporto di dipendenza con il GOM con le funzioni di dirigente medico nella Uoc Oncologia. La Procura della Repubblica, riscontrate gravi ipotesi di reato ha ritenuto di procedere alla sospensione per un anno dall’esercizio della professione del dr. Correale e, quindi, anche da medico dipendente del Gom.

Questa vicenda avrebbe dovuto essere stroncata sul nascere. Non avrebbe prodotto questi frutti avvelenati. E oggi due professionisti non sarebbero stati oggetto di questa misura cautelare che comporta anche un danno di immagine all’Azienda ed a tutti i seri e bravi professionisti che in essa operano».

Lo sfogo social dell’ex primario

Risuonano le parole del dottore Pierpaolo Correale che solo qualche mese fa aveva affidato ai social un lungo sfogo che, in quell’occasione aveva suscitato non poco scalpore. E alla luce di quanto accaduto quelle parole, per il commissario, hanno tutt’altro rilievo.

«Nel marzo scorso il dottore Correale fece un video auto promozionale di 20 minuti dalla sua stanza di Ospedale. In questo video, fra l’altro, sostenne esservi una piccola minoranza, in città, che non lo amava. Ovviamente non si tratta di questa Direzione che non agisce certo per simpatie ed antipatie o altre motivazioni poco trasparenti. Sarebbe offensivo nei confronti dell’Autorità giudiziaria individuare in essa questa minoranza. Quindi resta solo una risposta: non esiste alcuna minoranza che abbia avuto pregiudizi nei confronti del dottor Correale.

Il provvedimento

Qualunque provvedimento adottato è stato basato su motivazioni di legge regolarmente formalizzate. Quindi nessuna guerra, nessun pregiudizio, nessun braccio di ferro. Solo il pedissequo rispetto di leggi e norme contrattuali come sancito anche dal Giudice del lavoro che ha rigettato il ricorso del Correale avverso la rimozione dall’incarico. Per quanto riguarda il provvedimento della Procura non sarò certo io a rendere noti i corposi contenuti.

Sui social lo hanno definito luminare ma va chiarito che occorre una qualificazione specifica per attribuire il titolo di luminari e non basta certo una campagna auto promozionale. Quand’anche fosse ritengo che a nessuno è concesso trasgredire le regole. Essere molto bravi, quando lo si è, è un valore aggiunto che non concede a nessuno di trasgredire regole etiche e giuridiche».

La risposta del commissario

Solo pochi mesi fa Scaffidi aveva risposto al lungo video di Correale anticipando l’esistenza di denunce fra medici all’interno dell’Oncologia. Oggi, però, il commissario non vede alcuna vittoria.

«No, non è assolutamente una vittoria. Anzi, questa rappresenta la giornata più amara della mia gestione al Gom. Il perché è molto chiaro. Non ho mai avuto pregiudizi né lanciato sfide nei confronti alcuno. Ma, ovviamente, mi sono preoccupato di correggere le disfunzioni che si riflettevano negativamente sull’assistenza ai pazienti.

Oggi hanno vinto la legalità, la correttezza e, soprattutto, il rispetto delle norme che presiedono al lavoro dei professionisti incaricati di assistere e tutelare i pazienti secondo regole dettate indubbiamente dall’etica personale e professionale. Ma altrettanto indubbiamente anche da norme scritte che vanno rispettate. Io ho ereditato questa patata bollente ed ho esercitato i miei doveri di amministratore pubblico dimostrando che, grazie al lavoro fatto insieme ai miei collaboratori, l’ospedale ha gli anticorpi per potersi proteggere da cattive prassi. Li ha e li mette in atto».

In qualche modo quanto accaduto era già emerso nell’intervista che il commissario ci aveva rilasciato. Abbiamo chiesto conferma se, come annunciato, quest’indagine abbia preso vita dalle denunce di altri medici o, anche, da pazienti.

«L’indagine è partita da denunce di medici, come ho detto mesi fa al vostro giornale, di cui non ho potuto fare altro che prendere atto. Poi l’Azienda si è mossa secondo le prerogative concessegli dalle norme senza nascondere nulla». 

I Cittadini si devono preoccupare per questa vicenda? «Questo è l’aspetto più importante. Stiano tutti tranquilli. Oggi l’Oncologia funziona e funzionerà meglio di prima non fosse altro perché si è ritrovato un clima di serenità lavorativa che si riflette positivamente su tutta l’attività dedicata ai pazienti. Già nei prossimi giorni cercheremo di acquisire i sostituti dei medici sospesi».

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