giovedì,Ottobre 21 2021

Coronavirus, i sindaci della Locride alzano la voce: «Sistema sanitario deficitario»

Dura presa di posizione da parte degli amministratori locali contro l'Asp: «Se non moriremo di Covid, moriremo d'infarto»

Coronavirus, i sindaci della Locride alzano la voce: «Sistema sanitario deficitario»

«In un periodo di emergenza, dove ansia, nervosismo e paura si diffondono più velocemente del virus, dobbiamo anche fare i conti con confusione ed incertezza». Inizia così una dura nota vergata dal presidente dell’assemblea dei sindaci della Locride Caterina Belcastro, dal presidente del comitato Giuseppe Campisi e dal delegato alla sanità Giovanni Calabrese. Il riferimento è al corto circuito di comunicazione sul presunto caso di Caulonia, fortunatamente rivelatosi negativo.

«Dopo averci comunicato la positività al terzo tampone (mai inviato allo Spallanzani, per come riferito) della signora cauloniese, hanno smentito loro stessi, comunicandoci che l’esito era negativo. È una offesa nei confronti del nostro territorio che sta facendo sforzi inimmaginabili per tentare di arginare il virus. La conferma, purtroppo, di un sistema sanitario deficitario, inadeguato e non in grado di affrontare l’emergenza sanitaria in atto».

Gli amministratori locali ribadiscono dunque «la necessità di una corretta, urgente, impellente gestione dell’emergenza sanitaria Coronavirus nella Locride, facendo nuovamente appello alla Commissione Straordinaria dell’Asp di mettere in atto tutti gli strumenti necessari affinché ciò si realizzi. Se non moriremo di Coronavirus, moriremo d’infarto».

«Le istituzioni, a tutti i livelli, prendano atto del fatto che le problematiche della santità calabrese, ed in particolare della Locride, sono uniche e drammatiche rispetto a tutto il resto d’Italia. Non è certo tempo di indagarne le responsabilità, è tempo di agire. Non siamo cittadini di serie B abbiamo bisogno di aiuti reali e di concretezza».

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