venerdì,Ottobre 15 2021

Emergenza rifiuti, Cisl: «Mancata o improvvisata programmazione di fronte ad un tema delicato»

Perrone e Giordano pronti a scendere in piazza: «Conclusa l’emergenza vogliamo capire quale saranno le strategie che si mettono da oggi in campo. L’Ato agirà come tale?»

Emergenza rifiuti, Cisl: «Mancata o improvvisata programmazione di fronte ad un tema delicato»

«Già nel 2018 l’ex Presidente della regione Mario Oliverio e il suo Assessore all’Ambiente Rizzo, avevano indicato a Reggio Calabria di ultimare l’ATO (Ambito territoriale ottimale dei rifiuti), già in ritardo rispetto agli altri ambiti già costituiti e quindi, di designare una discarica, tale da renderla operativa in breve tempo, in virtù del passaggio di competenze che sarebbe dovuto concludersi allo scadere dell’anno solare 2018. A quasi 2 anni di distanza, siamo di fronte alla totale debacle, all’incapacità di chi ha e si è preso carico di un settore così importante, di affrontare per tempo, e risolvere il problema che ha radici non certo recenti. Da oggi dovrebbe partire l’assemblaggio in ecoballe e la raccolta ordinaria ma la situazione in città ha valori di criticità altissimi». Così Rosi Perrone, segretario generale CISL RC, Domenico Giordano, segretario generale di Fit Cisl Rc.

Una mancata pianificazione ed un’inesistente lungimiranza progettuale hanno gettato nel baratro una situazione rifiuti divenuta emergenza. La cittadinanza dopo aver vissuto il dramma sanitario del Covid-19, di certo non immaginava di ritrovarsi a far fronte ad una nuova sfida di carattere socio-sanitario. Non solo per una questione di decoro urbano, ma le montagne di rifiuti che per settimane hanno invaso la città, hanno creato disagi dal punto di vista ambientale e sociale. Infatti la scelta di trasferire dopo la raccolta, 3000 ecoballe nell’impianto di Sambatello è risultata essere una soluzione presa in emergenza, ma che impensierisce un intero territorio che sa bene quanto il momentaneo, alle nostre latitudini, rischi di diventare facilmente definitivo.

Il comitato costituito dalla comunità della vallata del Gallico infatti si sta opponendo con una protesta pacifica, ad un eventuale trasferimento ‘fuori regime’ all’impianto di Sambatello appunto. La mancata o improvvisata programmazione rispetto ad un tema delicato qual è la raccolta e lo smaltimento rifiuti, e l’individuazione di siti idonei, ha creato un’impasse che, sostiene il comitato di Sambatello, non è giusto che si riversi sulla comunità dell’intera vallata. Molte sono le preoccupazioni dei residenti, perchè l’area in cui si trova l’impianto, soffre problematiche di natura idro-geologica considerato che si trova all’interno di una conca faunistica, su un terreno di natura torrentizia con le falde acquifere alla profondità di 7-8 metri.

Ma pur auspicando che il comitato di Sambatello responsabilmente accetti, stante l’emergenza assoluta, quanto proposto oggi, conclusa l’emergenza, che speriamo possa risolversi nel più breve tempo possibile, noi vogliamo capire quale saranno le strategie che si mettono da oggi in campo. L’Ato agirà come tale? Il Comune e la Città Metropolitana si stanno dotando di un piano rifiuti? Le discariche pubbliche saranno attivate immediatamente?

I lavoratori dipendenti del settore rifiuti potranno avere i loro stipendi o dovranno continuare a lottare per il diritto alla retribuzione? Ci sarà una metropoli pulita e decorosa o dovremo assistere ad una nuova emergenza in piena estate? Perché non è concepibile vedere Reggio Calabria e il suo territorio in queste misere condizioni. Cittadini senza diritti di cittadinanza, una città metropolitana che da bomboniera è divenuta una pattumiera, e la sua vocazione turistica e non solo, è stata mortificata da una miope visione e da un’inadeguatezza cronica, ma, come in più occasioni sottolineato, la Cisl non starà con le mani in mano. Pronti ad azioni di protesta sempre nel rispetto delle norme di sicurezza anti Covid-19. Scenderemo in piazza e coinvolgeremo tutte le forze civiche di questa città, perché l’emergenza rifiuti è un fardello che riguarda tutti.

Ci impegneremo, inoltre, affinché chi ha la responsabilità del governo della res publica tramuti i rifiuti da fardello ad opportunità per la creazione di un’ economia circolare che valorizzi il valore del territorio ed il lavoro in un settore chiave come l’ ambiente. Oggi purtroppo si può solo costatare che non esiste un programma ambiente e che purtroppo ancora la questione rifiuti in riva allo Stretto, è più incombente di quando – ben sei anni fa – si insediò questa amministrazione nella quale evidentemente si erano deposte speranze che ad oggi appaiono deluse».

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