venerdì,Febbraio 3 2023

Museo di Reggio, la Biennale dello Stretto abbraccia i Bronzi di Riace – VIDEO

Le due statue rientrano nella visione che ha l'evento di mettere l'area dello Stretto non a sud ma al centro del Mediterraneo

Museo di Reggio, la Biennale dello Stretto abbraccia i Bronzi di Riace – VIDEO

La nuova visione delle due sponde della “Biennale dello Stretto” non poteva non toccare il Museo archeologico di Reggio. Mentre al forte Siacci di Campo Calabro va in scena la mostra “Le tre linee d’acqua”, al MarRc si svolge la presentazione del contest “La biennale dello Stretto under 35”.

La biennale dello Stretto, la storia

La rassegna Biennale dello Stretto nasce da un progetto di 500×100 società benefit, ideato oltre che da Femia, da Marco Predari, Giorgio Tartaro e Simonetta Cenci nel 2015.

Si tratta di un sostanzioso laboratorio permanente che si è posto l’obiettivo di investigare tutto quello che accompagna l’architettura e il design nel processo di integrazione con le città, raccogliendo testimonianze, esperienze, idee che aiutino a capire come tutto stia mutando”.

In sintesi, 500×100 è il motore operativo del progetto Mediterranei Invisibili e della Biennale, promossa assieme all’Ordine degli architetti di Reggio e alle Città Metropolitane di Reggio Calabria e Messina in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Messina.

L’omaggio ai Bronzi di Riace

Come chiarisce il presidente dell’Ordine degli architetti di Reggio, Ilario Tassone: «Seconda giornata dopo quella di ieri, ricca di eventi, oggi nella location del museo di Reggio sono protagonisti i giovani, under 35, con una call che è stata fatta e ha visto partecipare tanti di loro.

Il Museo ci dà anche la possibilità di festeggiare il cinquantesimo dal ritrovamento dei Bronzi che rientrano in pieno nella visione che ha la biennale che vuole mettere l’Area dello Stretto non a sud ma al centro del Mediterraneo».

E Alfonso Femia, architetto internazionale, ideatore del format ribadisce il senso del lavoro pensato per le due sponde delle città metropolitane.

«Il grandissimo risultato è capire che la biennale è un magnete che deve confrontarsi a livello internazionale sui propri temi ma non solo, avere un rebounding sui temi che l’Europa, il Mediterraneo stanno affrontando.

Quindi non solo un evento di successo ma un laboratorio internazionale permanete che lavori mese dopo mese per creare eventi per fare sintesi».

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