lunedì,Maggio 27 2024

Arrical, il comune di Villa prende tempo: «Decideremo dopo approfondimenti»

Un consiglio comunale in assenza della minoranza: si riaccende la polemica. Intanto su adesione a multiutility interpellata l'avvocatura

Arrical, il comune di Villa prende tempo: «Decideremo dopo approfondimenti»

Il comune di Villa San Giovanni ha visto un consiglio comunale approvare tutti i punti all’ordine del giorno. Il tutto con la sola maggioranza presente. «Un consiglio comunale pieno». Lo ha definito così il sindaco Giusy Caminiti sottolineando come «purtroppo con l’assenza della minoranza consiliare in aula. Un’assenza ingiustificata. Noi siamo andati avanti nei lavori perché c’era da determinarsi su Arrical. Ma anche, finalmente, abbiamo portato in aula le linee guida del piano di localizzazione delle antenne».

Regolamento antenne

Argomenti urgenti come, ha ribadito il sindaco «il nuovo regolamento delle stazioni radio base.Abbiamo interloquito con la città sin dal mese di novembre. Essendoci una scadenza imminente, quella del 31 marzo entro cui le compagnie di telefonia dovranno presentare le nuove istanze per le stazioni radio base, volevamo arrivare pronti. Questo affinchè le richieste possano essere adeguate al nuovo regolamento approvato».

Arrical

Per quanto riguarda Arrical il punto all’ordine del giorno è stato rinviato alla prossima seduta del consiglio comunale su proposta dell’assessore all’ambiente Ruggero Marra per una ragione ben precisa. «Arrical pone una serie di interrogativi dal punto di vista strettamente giuridico ed economico contabile a tutti i comuni e noi – ha detto la Caminiti – abbiamo ritenuto che fosse necessario un approfondimento sulle questioni economiche prima di poter dare la nostra adesione».

Sostanzialmente esiste il problema del trasferimento delle reti e le riparazioni. Quelle che «ordinariamente ma anche giornalmente avendo reti vetuste facciamo noi come enti locali, come amministrazioni comunali. Adesso passerebbero nella disponibilità della regione Calabria – ha ribadito il sindaco – quindi non si capisce bene con quale meccanismo. Con che tempi o peggio ancora se rimangono a carico dell’ente che dovrà anticipare riparazioni per le quali poi avrà il rimborso a fronte, però, di un introito, quello derivante appunto dall’acqua che viene direttamente preso dalle casse dell’ente.

Comune in dissesto

Ovviamente questo vorrebbe dire svuotare i bilanci dell’ente. Ha chiarito la Caminiti, perché «se dal punto di vista strettamente funzionale utilitaristico l’acqua in assoluto il servizio che grava di più sulle casse comunali, tanto da compensarle parte del debito del dissesto del Comune di Villa San Giovanni deriva da un grossissimo debito di acqua, è anche vero però che non possiamo immaginare di anticipare, soprattutto gli enti locali che hanno già debiti per l’acqua con la Regione Calabria, di anticipare senza riscuotere».

L’avvocatura

Tutto questo ha portato il sindaco a chiedere chiarimenti. Infatti, la questione è «al vaglio della nostra avvocatura civica supportato da un legale esterno. Al prossimo consiglio comunale discuteremo il punto con una relazione ad hoc e decideremo circa l’adesione o meno».

La minoranza

I consiglieri Santoro, Lucisano, Siclari, Calderone e De Marco, non hanno partecipato al consiglio comunale. Lo hanno fatto «per difendere prerogative e diritti di ogni singolo consigliere e della città. Una decisione sofferta ma che non poteva più essere rinviata. Proseguire oltre nell’atteggiamento collaborativo a fronte di condotte che non consentono di esercitare i più elementari valori democratici, avrebbe voluto dire tradire la città e le stesse istituzioni».

Le motivazioni 

Per il gruppo di minoranza «è grave e paradossale che un Assessore “tecnico” di fronte alla richiesta di informazioni sulla provenienza di specifici fondi che comportavano una variazione di bilancio, abbia l’ardire di rispondere che tali fondi siano stati <<trovati per strada>>.

Tantomeno è possibile tollerare che bozze di Regolamenti siano portati in Commissione e resi disponibili solo in quella sede. Sprovvisti di una relazione illustrativa ed esplicativa che consenta ad ogni Consigliere di comprenderne l’obiettivo e soprattutto di conoscere le ragioni che portano a cancellare precedenti decisioni. E questo non può essere un semplice errore dovuto ad inesperienza. Vista la presenza di preziosi giuristi che sanno esattamente come devono essere presentate le proposte.

Non è altrettanto tollerabile aspettare mesi e mesi senza poi avere alcuna risposta da parte degli uffici. In modo particolare dal Segretario Generale su richieste di accesso agli atti. Strumento fondamentale di controllo della minoranza ed al tempo stesso non riuscire a definire in modo concreto delle interrogazioni, a causa di una volontà chiara di non fare esercitare il proprio ruolo nella sala consiliare così come previsto».

La polemica

La minoranza reclama circa l’imparzialità della gestione del Consiglio. «Abbiamo assistito troppe volte ad interventi del Presidente del Consiglio volti a zittire la minoranza, su richiesta del Sindaco, con atteggiamenti irriguardosi verso il nostro ruolo e che denotano una scarsa condizione di equilibrio istituzionale.

Appare pertanto oltremodo non più giustificabile l’atteggiamento di una maggioranza che richiede il rispetto delle regole sui lavori del Consiglio, dimenticandosi da par loro di avere medesimo rispetto. In considerazione delle risposte non adeguate ed esaustive rispetto alle nostre richieste per il tramite di interpellanze e interrogazioni.

Alle condizioni attuali, quindi, non possiamo che mantenere, come fatto ieri, una linea di intransigenza. Al fine di tutelare il rispetto delle norme, del Consiglio Comunale, della città e dei valori democratici che nessuno può mettere in discussione.  

In considerazione di quanto suddetto ed a tutela del nostro ruolo comunicheremo questo nostro stato di disagio istituzionale ai massimi organi di governo del territorio».

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