venerdì,Maggio 24 2024

Piazza De Nava a Reggio, il 7 luglio la decisione sul ricorso

Rispetto agli atti del Comitato, le argomentazioni dell'Avvocatura di Stato hanno riguardato la mancanza di competenza del giudice ordinario

Piazza De Nava a Reggio, il 7 luglio la decisione sul ricorso

Udienza preliminare ieri mattina al Tribunale di Reggio Calabria relativa al ricorso ex art. 700 cpc, a tutela dei diritti soggettivi della cittadinanza, esperito dal Comitato civico contro Ministero ai Beni Culturali, Soprintendenza e Comune di Reggio sulla questione della demolizione piazza De Nava. L’atto è formalizzato per chiederne la restitutio in integrum del sito per la e rimodulazione del cantiere. Il procedimento è svincolato procedimenti penali attivi spiega il comitato «nei confronti dei responsabili del c. d. “crimine urbanistico”, concretizzatosi nella distruzione di un bene paesaggistico e culturale, snodo urbanistico altamente identitario e parte integrante della struttura storica cittadina perché risalente alla ricostruzione dopo il terremoto del 1908».

La parti

Ma il Comitato non è solo, è affiancato fa Legambiente Reggio Calabria, Società dei Territorialisti (come espressione della comunità scientifica nazionale), Fondazione Mediterranea, Fondazione Lamberti Castronuovo, Fondazione Girolamo Tripodi. Gli avvocati di parte sono: Angiolino Palermo, Antonino De Pace, Alessandro Elia davanti al giudice Elena Luppino.

Secondo Enzo Vitale il caso presenterebbe una «oggettiva e plateale violazione dei diritti della cittadinanza, privata di un bene ambientale e culturale in pieno centro cittadino senza aver potuto esprimere la propria opinione in merito, subendo così un poderoso vulnus democratico»; a stridere fortemente sarebbe poi la coincidenza delle figure di progettista, direttore dei lavori, decisore sui vincoli e controllore.

L’udienza preliminare

Dei ricorrenti erano presenti in udienza Vincenzo Vitale, per la Fondazione Mediterranea, Lidia Liotta per Legambiente. L’Avvocatura della Stato, rappresentata dall’avvocato Francesco Triolo, in difesa del Ministero della Cultura e della Soprintendenza reggina ai Beni Culturali, ha perorato l’inammissibilità del ricorso per via giudiziaria civile in quanto esclusivamente competente la magistratura amministrativa. Il Comune di Reggio Calabria, rappresentato dall’avvocato Stefania Morgante, ha depositato una sintetica memoria scritta.

Gli avvocati Angiolino Palermo, Alessandro Elia e Antonino De Pace che, in difesa dei ricorrenti (Comitato Civico De Nava, Legambiente, Società dei Territorialisti, Fondazione Mediterranea, Fondazione Lamberti Castronuovo e Fondazione Girolamo Tripodi), hanno sottolineato l’importanza dell’art. 9 della Costituzione della Repubblica Italiana La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.

La decisione

Nel caso di specie Piazza De Nava «fa parte del paesaggio urbanistico reggino, con il suo relativo patrimonio storico, è stato demolito proprio da quella articolazione periferica dello Stato deputata a conservarlo e tutelarlo. La qual cosa ha comportato, pur prescindendo dal poderoso vulnus democratico rappresentato dal non aver accolto il senso della volontà popolare espressa nel Consiglio Comunale aperto del 31 gennaio del 2022, una palese violazione del diritto soggettivo del cittadino, privato dell’uso di un bene storico/culturale». Da qui il rinvio per la decisione 7 luglio.

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