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Da Béni Mellal a Reggio, Nezha Rafik: «Attraverso i miei biscotti tengo vive le mie radici» – VIDEO

Arrivata dal Marocco nel 2005, oggi è cittadina italiana, sposata con due figli. Qui ha realizzato il suo sogno, aprendo una pasticceria tutta sua

Da Béni Mellal a Reggio, Nezha Rafik: «Attraverso i miei biscotti tengo vive le mie radici» – VIDEO

Ci accoglie nella sua nuova pasticceria proprio mentre impasta e prepara i Feqqas, biscotti che non mancano in nessuna casa marocchina, fatti con uovo, farina, zucchero, sesamo e mandorle, anice e olio di arancia. Prodotti che ha ritrovato a Reggio e che per lei hanno segnato una vitale continuità con la sua terra di origine. Quei profumi di agrumi e quella gestualità la riportano nel paese che ha lasciato quasi 20 anni fa ma che continua a portare nel cuore. 

Nezha Rafik, oggi cittadina italiana, è arrivata direttamente a Reggio Calabria dalla sua «bellissima città di Béni Mellal» dopo quattro giorni di viaggio in pullman. «Ho attraversato la Spagna, la Francia e tutta l’Italia prima di arrivare qui a Reggio. Il viaggio più lungo che avessi mai fatto», racconta mentre prepara l’impasto per i suoi biscotti. Il viaggio più lungo, eppure lei per inseguire il suo sogno, era già stata lontano da casa e aveva viaggiato per fare esperienza nel campo della ristorazione e della gastronomia. Ma mai un viaggio così lungo, all’estero e con una meta così distante.

E intanto, come sempre, quei biscotti profumano di casa. E non solo perché sono fatti artigianalmente ma anche perché, forte com’è la memoria olfattiva che cuce distanze e attraversa indenne il tempo, essi compiono una magia: da Reggio in un attimo la fanno balzare in Marocco, nella casa in cui è cresciuta. Lì con mamma e papà, i tre fratelli e le altre due sorelle, farli era una tradizione irrinunciabile. Anche gli zii e le zie partecipavano in una sorta di rituale generazionale in cui cucinare e fare dolci univa tutti.

Il sogno realizzato

«Era il dicembre di 18 anni fa quando arrivai dal Marocco e sempre a dicembre, ma di quest’anno, ho realizzato il mio grande sogno di aprire una pasticceria tutta mia. Sogno inseguendo il quale ho lasciato il mio paese alla ricerca di maggiori opportunità. Dopo tanta fatica e soprattutto con tanta determinazione, qualche settimana fa, ho inaugurato la mia pasticceria a Reggio Calabria».

Il nome scelto è quello di un biscotto friabile da farcire con fantasia: Sablè Prestige, dunque sabbiata impreziosita di gusto e di ricordi.

L’inaugurazione, alla quale hanno preso parte l’arcivescovo Metropolita Reggio Calabria – Bova, Fortunato Morrone, il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria Antonino Tramontana, il responsabile della comunità marocchina reggina Hassan Elmazi e la coordinatrice del progetto Job in progress Monica Tripodi, ha rappresentato un traguardo importante per Nezha Rafik e per tutta la comunità.

«È stata la mia amica Monica a incoraggiarmi. Così con l’associazione Soluzione Lavoro ho intrapreso il percorso», spiega Nezha.

L’iniziativa imprenditoriale è stata promossa con il supporto del progetto Job in Progress, il patto multisettoriale per il Lavoro nella Città Metropolitana di Reggio Calabria, promosso da Arcidiocesi e Camera di Commercio con il supporto di associazioni, sindacati, enti di formazione e ordini professionali.

Il sogno di Nezha partiva da lontano e si è realizzato qui a Reggio Calabria anche se non proprio nel modo in cui aveva immaginato. Ma quando si sogna, si sa, bisogna lasciare che il sogno corra.

«Pensavo che sarei tornata in Marocco e invece…»

«Ho lasciato la scuola presto. Mio padre era contrario ma io desideravo dare il mio contributo. Fin da quella ciambella fatta con il forno a legna quando ero piccola, ho sempre saputo quale sarebbe stata la mia strada. Per un periodo – racconta Nezha – avevo pensato di frequentare la scuola militare ma poi il primo vero amore per il salato e per il dolce ha trionfato. 

Ero partita con l’idea che sarei tornata in Marocco per aprire la mia attività, invece l’ho aperta in Italia, a Reggio Calabria, dove mi sento a casa pur avendo nostalgia del mio paese di origine. Qui è nata la mia famiglia, sono nati i miei figli. Ho conosciuto mio marito Achille, che mi ha sempre sostenuta, e sono diventata mamma di Elias 14 anni e Marco Amir di 3 anni».

La nostalgia dei genitori

«Dunque la mia vita non è stata come me l’aspettavo. È stata migliore, seppure con il grande rimpianto di aver avuto i miei genitori vicino, di non aver avuto la possibilità di fare quello che desideravo stando anche accanto a loro. Avrei voluto che mio padre potesse vedere questa pasticceria, potesse vedere che sono riuscita in quello che lui non ha mai dubitato sarei riuscita a fare. Mio padre e mia madre, che non si sono più, sarebbero stati contenti di vedermi realizzare il desiderio. Di vedermi aprire un’attività tutta mia in cui fare quello che, nel calore della nostra casa e del nostro paese, al loro fianco, avevo imparato fin da bambina»-. Mentre lo racconta Nezha, i suoi occhi esprimono, con la commozione, la stretta che le avvolge il cuore.

La voce si interrompe. Per un attimo smette anche di impastare. Poi riprende, in silenzio. Sa che quel gesto segna la continuità con la sua vita in Marocco; un modo per sentirli lì, vicino a lei, sempre. Come una stella polare per non smarrirsi e mai sentirsi sradicata dal Marocco. Così continua a impastare. Le Feste sono arrivate e desidera che sulle tavole dei reggini non manchino anche i suoi Feqqas. Anche se i musulmani non festeggiano il Natale, lo spirito di comunità che esso genera raggiunge e unisce, al di là di ogni credo religioso. «Sento il calore tra le persone e i miei biscotti sono un modo per contribuire ad alimentare quel calore e anche per augurare a questa comunità, che adesso sento anche mia, pace e serenità», racconta ancora Nezha.

I Feqqas …che profumano di casa

E in particolare sono proprio i Feqqas, i biscotti tipici del Marocco che più di tutti rafforzano questo legame nuovo alimentando anche quello antico. «Prepararli, avere cresciuto anche i miei figli come sono cresciuta io con questi profumi, avere riscaldato anche la mia casa qui con questa abitudine. Poi ancora farli conoscere e assaporare ai reggini come ai miei compaesani.

Tutto questo mi ha fatto e mi fa sentire a casa, tiene vive le mie radici e il mio legame con la mia terra di origine, il Marocco. Ritrovare gli aromi e i sapori, scoprirne di nuovi come il pistacchio di Bronte, mi ha arricchito scandendo di fatto il mio percorso di integrazione. Attraverso i miei biscotti è come se raccontassi e condividessi la mia storia. Quando le persone li assaporano e li apprezzano, è come se condividessi con loro i miei ricordi più belli».

L’altro sogno nel cassetto

I Feqqas contengono più di tutti quella magia che fa rima con nostalgia; quelli che inebriano di profumi di casa e della sua infanzia una cucina e un laboratorio di pasticceria, trasformandole in una macchina del tempo che attraversa i continenti. E infatti un profumo di agrumi ad accompagnare la loro preparazione e il racconto di Nezha. Un racconto che unisce due terre lontane e lambite dal Mediterraneo, l’Italia, la Calabria, e il Marocco.

Un racconto di profonda tenerezza ed emozione perché «il Marocco è la terra madre che chiama sempre, ma anche qui dove sono nati i miei figli, mi sento a casa. Sono ormai anche calabrese, reggina. Adesso ho un altro sogno nel cassetto. Spero che i mie fratelli e le mie sorelle possano venire qui a vedere la mia pasticceria e trovare i loro nipoti», dice Nezha.

Era dicembre

«Era dicembre come adesso quando arrivai a Reggio. Avevo 25 anni ed era il 2005 tanta voglia di mettere in pratica l’esperienza che avevo maturato nel campo della ristorazione e della pasticceria. Purtroppo non potei fare subito questo e mi accontentai di altro. Non sempre si considera che chi emigra, lo faccia con dei talenti e delle competenze alla ricerca di un luogo in cui metterli a frutto.

Ho fatto altre esperienze e altri lavori – racconta Nezha – ma dentro di me quel fuoco sacro di un’attività tutta mia non si è mai spento. Non mi sono mai lasciata abbattere e ho continuato a credere nel mio sogno di essere un giorno titolare di un’attività tutta mia. Ho avuto pazienza e tanta tenacia. Ogni cosa avrebbe avuto il suo tempo. Sapevo, come lo sapeva mio padre che sempre mi aveva incoraggiata, che prima o poi ce l’avrei fatta».

L’amore e i sapori

«Ero lontana dai miei affetti più cari – prosegue Nezha – ma qui a Reggio ho conosciuto delle persone splendide che mi hanno sostenuta e incoraggiata. Tante donne con il cuore grande e con le quali ho condiviso anche la mia passione per la cucina, per il salato come per il dolce. Non conosci mai davvero un Paese se non “entri nella sua cucina”, se ne conosci i gusti e i sapori. E più conoscevo e più mi sentivo a casa: stimolata verso nuove combinazioni e sperimentazioni ma anche coccolata da sapori mediterranei davvero tanto familiari.

Così anche nel segno del gusto e dei sapori ho scandito il mio percorso di integrazione. Con le donne straordinarie che ho conosciuto abbiamo condiviso esperienze e ricette. Qui ho continuato a fare i “miei Feqqas” ma ho anche imparato a fare i “vostri petrali”. Così mi sento non solo più ricca ma sempre di più a casa». Così conclude Nezha Rafik, mentre continua a impastare e, così, a ricordare da dove viene e dove ha scelto di restare.

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