martedì,Febbraio 27 2024

Porto di Reggio in prima linea nell’accoglienza dei migranti: quasi 10mila arrivi nel 2023 – VIDEO

La maggior parte sono arrivati da Lampedusa per poi essere trasferiti. Oltre tremila persone, soccorse in mare, nella città dello Stretto hanno toccato la terraferma. Centinaia i minori non accompagnati

Porto di Reggio in prima linea nell’accoglienza dei migranti: quasi 10mila arrivi nel 2023 – VIDEO

La pressione migratoria sull’Italia e su Lampedusa ha avuto riflessi anche sulla Calabria e in particolare sui porti di Reggio Calabria e Roccella Ionica. I migranti accolti al porto di Reggio sono stati, dall’inizio del 2023, quasi 10mila. Di questi circa 6mila provenivano da Lampedusa. Per allentare la pressione sull’hot spot Imbriacola dell’isola, la città dello Stretto, quindi, ha assunto anche la funzione di luogo di transito dalla quale ripartire verso altre destinazioni.

Ma la banchina di ponente del porto reggino è stata anche il primo approdo in Europa per oltre 3mila migranti soccorsi in mare in operazioni Sar (Search and Rescue), condotte prevalentemente dalla nave Diciotti della guardia costiera, e dalle navi Cassiopea e Vega della Marina Militare.

Venti sbarchi in nove mesi

Dall’inizio del 2023 sono stati, infatti, complessivamente 20 gli sbarchi. Tre di essi hanno avuto luogo nell’arco di meno di una settimana alla fine di luglio, quando in una settimana da Lampedusa a Reggio sono arrivate 1500 persone.  

Prevalentemente uomini, anche particolarmente giovani, di nazionalità varie: Tunisia, Senegal, Gambia, Mali, Nuova Guinea, Togo, Burkina Faso, Eritrea, Camerun, Guinea Bissau, Sierra Leone, Benin, Nigeria. Molti nuclei familiari con bambini anche di pochi mesi. Centinaia gli adolescenti non accompagnati.

L’attività di accoglienza continua a fare i conti con le criticità legate alla mole di migranti in arrivo su una banchina priva di infrastrutture, al netto di qualche tendone del ministero dell’Interno e dei gazebo, in occasione degli ultimi sbarchi allestiti dalla Croce rossa e dal coordinamento diocesano sbarchi.

Due soli bagni chimici e diverse ore di attesa a terra e sotto il sole, con una fornitura di acqua che dovrebbe essere adeguata ai lunghi tempi di attesa.

Le attività sanitarie da eseguire al porto richiederebbero più dell’unico medico in attività, e fortunatamente supportato da altri medici volontari. Ciò favorirebbe una velocizzazione delle procedure.

Resta assolutamente essenziale il ruolo del volontariato nell’accoglienza di queste persone che sopravvivono a tutto ciò da cui fuggono – stenti, guerre, persecuzioni e violenze – e infine anche al mare.

Il centro di accoglienza mai finito …e smantellato

La necessità di miglioramento era stata recepita con la costruzione di una infrastruttura per la prima accoglienza proprio su quella banchina nel 2018. Una infrastruttura mai completata, mai entrata in funzione e poi addirittura smantellata, come se il porto non avesse mai più dovuto accogliere, come aveva fatto all’epoca negli ultimi cinque anni. Uno spreco di denaro pubblico e una scelta che oggi diventa inspiegabile.

Accoglienza da migliorare

C’è poi la questione dell’assenza di strutture di prima accoglienza ad hoc nella città di Reggio Calabria. Da anni è adibita a centro in cui attendere la destinazione la palestra della dismessa scuola media Boccioni di Gallico, che nel frattempo il Comune vuole comunque rifunzionalizzare.

La struttura di recente passata dalla gestione della Protezione Civile San Giorgio a quella della Croce Rossa, ha una capienza che non supera i 350 posti, dati dalle brandine poste all’interno della palestra e dai posti dentro i moduli abitativi montati fuori. L’acqua è garantita da un serbatoio quotidianamente rifornito da autobotti.

Ci sono stati sbarchi numerosi al punto che la struttura ha subito un significativo sovraffollamento. Ciò è avvenuto anche in occasione negli ultimi due arrivi: 900 migranti in meno di una settimana. Nei mesi estivi, la stessa struttura è stata anche punto di passaggio di altri gruppi migranti provenienti da Porto Empedocle e Trapani.

Gli arrivi in Italia

Dunque Reggio Calabria continua e continuerà ad essere attraversata in modo diretto dal fenomeno migratorio. Fenomeno portato, pare, in questo frangente all’attenzione dell’Europa in modo più pregnante.

Secondo i dati del Viminale, fino al 15 settembre 2023 sono arrivati in Italia oltre 127mila migranti, a fronte dei poco più di 66mila del 2022. Arrivi che hanno impattato prevalentemente sull’isola di Lampedusa, dove l’hot spot nei giorni scorsi ha superato le 6mila presenze a fronte della capienza massima di 1200 persone. Nell’ultimo fine settimana di agosto in due giorni sono arrivate 4mila persone.

Lampedusa in Europa

Lì ieri la visita della premier Giorgia Meloni e della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Con loro sull’isola, la commissaria europea agli Affari interni Ylva Johansson e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

La premier Giorgia Meloni ha confermato la sua linea dura di contrasto ai trafficanti. Dunque blocco delle partenze e rimpatri soluzioni preferite alla ridistribuzione dentro i confini nazionali ed europei.

Annunciata all’ordine del giorno dell’odierno Consiglio dei Ministri l’approvazione delle misure per velocizzare i rimpatri e per consentire al ministero della Difesa di iniziare a lavorare sulle nuove strutture di accoglienza.

Il piano Europeo per aiutare l’Italia

Dal canto suo la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha presentato il piano in dieci punti per aiutare l’Italia. Ha assicurato che non saranno i trafficanti decidere chi debba raggiungere l’Italia e l’Europa.

Il piano prevede la lotta ai trafficanti, pattugliamenti aereo e navale supportati da Frontex e massimo apporto di tutte le strutture europee, come l’agenzia per l’asilo, per le richieste di asilo e i rimpatri. Saranno, pertanto, intensificati i rapporti con i paesi di origine primo tra tutti la Tunisia. Bruxelles si impegna a intensificare i suoi sforzi per alleggerire Lampedusa, anche sollecitando i Paesi Ue ad attivare il meccanismo volontario di solidarietà per accoglierli sui propri territori nazionali.

Altri strumenti per indebolire i trafficanti saranno il sequestro e la distruzione delle imbarcazioni utilizzate per il traffico di esseri umani. Previsto, altresì, rafforzamento dei corridoi umanitari, quali alternative sicure agli arrivi illegali e anche pericolosi.

Minori non accompagnati

Per chi ha titolo a raggiungere e restare in Italia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva già annunciato la costruzione di nuovi centri di accoglienza. In particolare si lavora per aumentare la capacità recettiva delle strutture dedicate ai minori stranieri non accompagnati, attivando oltre 800 posti di prima accoglienza nelle province di Agrigento, Siracusa, Trapani, Crotone e Reggio Calabria.

In conclusione, mentre si attendono dall’Europa risposte finalmente responsabili, il porto di Reggio, con tutti gli attori istituzionali e i volontari impegnati a fronteggiare le criticità, resta in prima linea nell’accoglienza dei migranti.

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