sabato,Maggio 18 2024

Viaggi d’istruzione, Leone: «Calabria esclusa dalle mete, occorre legge regionale con incentivi»

L'intervento dell'ex ispettore tecnico dell'Ufficio scolastico Regionale

Viaggi d’istruzione, Leone: «Calabria esclusa dalle mete, occorre legge regionale con incentivi»

«Con l’arrivo della primavera per molte classi delle scuole, in particolare medie e superiori,sono
iniziate le partenze per il classico viaggio d’istruzione. Ci riferiamo alle gite scolastiche di più
giorni, il viaggio d’istruzione per eccellenza che gli studenti ricorderanno per sempre nella loro vita.
Il viaggio d’istruzione non è solo una opportunità di divertimento, ma è soprattutto una tappa
importante per la maturazione
e la crescita degli alunni. Ed è per questo che organizzare un viaggio
d’istruzione e scegliere la meta non è mai semplice». È quanto dichiara in una nota Guido Leone, già ispettore tecnico Usr Calabria.

«Il problema, per gli scolari di oggi, è che se ne fanno sempre meno. Le gite scolastiche, anche per le
scuole reggine e calabresi, stanno diventando merce rara. La conferma giunge anche dal sondaggio, edizione 2024, effettuato da Skuola.net secondo il quale per 1 studente su 2, anche quest’anno il
viaggio di istruzione con pernotto fuori probabilmente resterà un miraggio.
Al 31% di loro la scuola ha già comunicato che non si partirà, l’8% rinuncerà a titolo personale (per
sua scelta o della famiglia), il 12% è in attesa di capire cosa accadrà con poche speranze residue
visto che siamo già alla fine del mese. E , tra questi, una quota consistente – circa 1 su 4 –
probabilmente non farà neanche la meno impegnativa escursione dalla mattina alla sera. Una
situazione, questa , del tutto simile a quella rilevata l’anno scorso.


E chi non parte? Il 46% ha dovuto rinunciare a malincuore al viaggio. I motivi? Il fattore docenti è
ancora quello predominante
: in 4 caso su 10 sono proprio i prof a far saltare la gita, rifiutandosi di
accompagnare le classi. Nel 17% dei casi ci sono questioni disciplinari alla base dello stop delle
partenze. I motivi economici si aggiungono ,poi, a quelli legati alle paure del terrorismo . Per una
fetta consistente di loro (il 12%) la rinuncia è dovuta alle difficoltà economiche della famiglia, che
non può permettersi di pagare la quota. Caro – prezzi che, in qualche modo, ha condizionato anche
quel 7% che, pur in presenza di una proposta di viaggio da parte della sua scuola, non parte perché
non si è raggiunto un numero minimo di adesioni.


Come meta principale per le gite scolastiche, si conferma l’Italia, specie alle scuole medie.
Complessivamente, il 57% ha puntato una località del nostro Paese (l’80% nel caso delle secondarie
inferiori), con le città in cima alle preferenze che sono le città d’arte come Firenze  (12%), seguita
da Napoli (10%) e Roma (10%).  Più giù fra le mete troviamo Palermo (6%), Torino e Trieste
(entrambe al 5%).
Le gite all’estero comunque rimangono una valida alternativa: il 43% degli studenti, infatti,
organizzerà  una visita nelle capitali europee con Berlino, Londra, Praga, Atene, Vienna e Budapest
in cima alle preferenze al 6%. A seguire Madrid, Barcellona e Amsterdam (4%). Cosa ha portato alla scelta finale della meta? Nel 67% dei casi è stato l’interesse culturale del posto. Ma il 22% ha preferito puntare sulle città più economiche.


I viaggi di istruzione di oggi sono corti, per lo più in Italia, e con mezzi di trasporto quanto più
economici possibili. Per quasi la metà dei partecipanti (46%) , la gita non si prolungherà oltre i tre
giorni.
Poco più di 1 su 5 potrà allungare la permanenza fuori fino a quattro giorni. Solo 1 su 3
riuscirà a prolungarla dai cinque giorni in su. Nel 2023 solo il 48% degli studenti delle scuole
secondarie è riuscito a intraprendere un viaggio di istruzione da uno o più giorni fuori casa.
Tutto questo si tramuta in un budget totale che varia tra i 200 e i 600 euro.
I consigli di istituto devono quindi tenere conto dei costi, al momento della scelta degli itinerari.
Quest’anno inoltre è stato possibile chiedere il bonus fino a 150 euro messo a disposizione dal
ministero dell’istruzione per le famiglie meno abbienti con un reddito Isee inferiore ai 5mila euro.
Complessivamente, il ministero ha messo a disposizione 50 milioni di euro. Non appena la scuola
saprà quanti bonus ha ricevuto e per quali studenti, potrà poi ricalcolare la spesa della gita per ogni
ragazzo che ha diritto al buono.


Anche quest’anno i paesi italiani si confermano nuove mete del turismo culturale scolastico.
Infatti,oltre alle città d’arte più importanti, sono proposte come mete di gite anche i centri abitati più piccoli,pensiamo ai borghi italiani che rappresentano una grande risorsa culturale ed economica per
il paese da cui partire per innovare e creare comunità resilienti e partecipate e orientare il turismo
culturale scolastico non solo verso le destinazioni tradizionali.
Ormai da anni non si riesce ad invertire la tendenza che costantemente vede la Calabria quasi mai
indicata come meta principale di un viaggio d’istruzione con pernottamento. Poche sono infatti, le
scolaresche del nord che visitano i nostri luoghi pur ricchi di storia, e quant’altro.
La nostra regione viene,di fatto, baipassata.
Ma ancor più stupefacente é verificare che gli studenti calabresi disconoscono per la maggior parte la Calabria nel suo vasto variegato patrimonio, naturale, storico, architettonico.
Le istituzioni scolastiche della regione dovrebbero favorire sempre più gite e viaggi d’istruzione
nelle varie località calabresi.


In tal senso, può venire incontro una legge regionale più puntuale e direi più rigorosa in termini di
vincoli, per l’erogazione del supporto finanziario a favore di quelle scuole che inseriscono nei loro
programmi attività mirate
o scambi culturali all’interno della regione e si impegnino a restituire in
termini di elaborazione culturale il frutto dell’esperienza realizzata.
Credo che anche la datata legge regionale sulla incentivazione del turismo montano, che ripropone
anche per l’anno in corso il suo sostegno economico (317.000 euro per le richieste di 88 istituti
calabresi e 28 provenienti da altre regioni) alle scuole di ogni ordine e grado,vada ampliata al resto
del territorio calabrese e rivisitata anche in questa ottica. Una normativa premiale in questo senso
potrà essere vincolata, per esempio, alla validità di una ricerca, di una significativa testimonianza di
impegno presentata dalle scuole e che si intende realizzare in quella determinata parte del territorio.
Dobbiamo, quindi, avere il coraggio di dare al turismo scolastico un senso più profondo e
strutturato.
Ma bisogna avere anche un altro coraggio: certificare la validità delle gite scolastiche.
Ci deve essere, in pratica, un soggetto terzo che dica se ci sia un rapporto positivo o meno tra il
modello di un gita e la finalità che si vogliono perseguire. Ciò vuol dire, ovviamente, anche togliere
dal circuito delle proposte di viaggio quegli itinerari che non raggiungono certi livelli qualitativi di
educazione.

Ma anche la volontà istituzionale di motivare e incentivare i docenti con la reintroduzione
dell’indennità di missione e lo sgravio delle responsabilità
, invitandoli allo stesso tempo a
conoscere prima di tutto la propria regione di residenza e poi l’Italia.
Se i giorni della gita sono una parentesi senza collegamenti con la didattica in classe, ovunque si
vada ha poco senso. Se invece si crea un’aspettativa attraverso attività di preparazione e poi si pone
un obiettivo, una attività da svolgere durante e dopo il viaggio, allora c’è un significato che può
unire i ragazzi, oltre al fatto buono e giusto di socializzare e divertirsi». Così conclude Guido Leone, già ispettore tecnico Usr Calabria.

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