martedì,Novembre 24 2020

Coronavirus a Reggio Calabria, l’ex ospedale di Scilla non è ancora pronto ad affrontare l’emergenza. Ecco perché

A spiegare gli interventi necessari per rendere operativa la struttura, in grado di gestire l'emergenza Covid-19, è la referente Sabrina Albanese

Coronavirus a Reggio Calabria, l’ex ospedale di Scilla non è ancora pronto ad affrontare l’emergenza. Ecco perché

Si vede una luce in fondo al tunnel per l’ex ospedale di Scilla. L’emergenza dettata dal Coronovirus e l’esigenza di creare nuovi posti letto da dedicare alla terapia intensiva, potrebbero rappresentare la motivazione valida per fare uscire dal limbo burocratica la struttura nota come Scillesi D’America e riconsegnarla alla popolazione. Infatti, i fondi bloccati per la conversione in Casa della Salute, da anni finiti nel dimenticatoio, potrebbero in questo momento mettere la struttura in condizioni di entrare pienamente in funzione. La popolazione ha fatto la sua parte, alle massime autorità dello Stato sono state consegnate petizioni con migliaia di firme e dossier accurati sulla necessità di ripristinare questa struttura.

Finanziamento dimenticato

Ospedale di Scilla

Ma dopo aver raccolto il resoconto dei commissari del Comune di Scilla e dei tecnici che hanno effettuato un sopralluogo, abbiamo voluto chiedere un parere interno a chi questa struttura da oltre un anno, la porta avanti con enormi sacrifici considerando le condizioni:  la referente della Casa della Salute di Scilla, Sabrina Albanese.

L’intervista

Dottoressa partiamo dall’ultima novità: Scilla è pronta ad affrontare l’emergenza Coronavirus come hanno sostenuto i commissari dopo il sopralluogo? La struttura è davvero in condizioni di ospitare la terapia intensiva? Cosa serve per attrezzarla e renderla operativa e secondo lei che tempi, in emergenza , ci sarebbero per renderla usufruibile?

Sono impegnata da un anno per migliorare i servizi di questa struttura, ma non posso assolutamente confermare che qui si possa aprire, in questo momento, una terapia intensiva o un reparto Covid19. Non è un problema di arredare e ripulire le stanze, ma due piani della nostra struttura non sono riscaldati per un guasto, e, soprattutto, non c’è un impianto di ossigeno centralizzato, e lei capisce bene che, per una patologia che colpisce soprattutto i polmoni, è la cosa più importante. Non sarebbe possibile utilizzare delle bombole singole perché ce ne vorrebbe una a paziente ogni 24 ore, ed in questo momento c’è anche difficoltà a reperirle.

Con i vertici dell’azienda abbiamo pensato, eventualmente, che qui si potrebbe (se ce ne fosse bisogno e speriamo di no, attrezzare un reparto per la quarantena obbligatoria dei pazienti con sospetto Covid19, che è meno impegnativa sia nell’organizzazione che nell’impiego di personale, che in questa struttura è già molto ridotto a causa dei recenti pensionamenti.     

La tanto attesa conversione in Casa della Salute è stata formalizzata ottenendo il finanziamento ad essa legato?

Il finanziamento è bloccato dal 2014. Anche di questo abbiamo parlato proprio ieri, e speriamo che, dopo il momento critico in cui ci troviamo, si possa concretizzare questo progetto che farebbe della C. d. S. di Scilla un punto di riferimento della sanità di tutta la provincia di Reggio, con delle idee innovative per quanto riguarda molte specialità.     

Scilla fa parte della rimodulazione dei laboratori territoriali. La struttura continua a perdere pezzi? Cosa prevede il decreto firmato da Cotticelli?

Sul laboratorio non c’è nessuna decisione presa e non si sa nulla di certo. Dobbiamo solo aspettare.  

Questione dialisi, un capitolo ancora aperto nonostante l’emergenza? Come la state affrontando?

Reparto dialisi Scilla

Per quanto riguarda la dialisi ho delle buone notizie: abbiamo attualmente accolto a Scilla tre pazienti che andavano a fare dialisi privata a Messina e che, ci auguriamo, rimangano nostri pazienti nel prossimo futuro. Infatti, sia io che il Dott. Crifo’ e il dott. Carbone (allora Capo Distretto RC) ci siamo tanto battuti, e continuiamo a farlo, affinché si possano migliorare i servizi, in modo tale da evitare migrazione dei pazienti dializzati, eliminando quindi i disagi che questi subiscono ed evitando i costi eccessivi per la nostra Regione.

Facendo un report generale cosa serve a Scilla e cosa invece offre alla vasta popolazione che serve?

Se si farà la casa della salute potenzieremo i servizi già esistenti e aggiungeremo quelli che mancano. In più abbiamo tanti progetti importanti che però resteranno “segreti” fin quando, e spero molto presto, si potranno realizzare. Voglio rassicurare gli scillesi che il miglioramento di questa struttura è per noi un pensiero fisso, non lasceremo che nessuno si dimentichi o che venga abbandonata.