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Alloggi a Reggio, proroga al 10 settembre per le assegnazioni

Il presidente di “Un mondo di mondi” Marino: «Commissariamento deciso dal Tar e non applicato e pagare sono le povere persone che hanno un diritto che gli viene negato»

Alloggi a Reggio, proroga al 10 settembre per le assegnazioni

Anche l’ultima scadenza è trascorsa invano per l’assegnazione degli alloggi dell’emergenza abitativa a Reggio Calabria. Il Comune non rispetta la legge regionale, il regolamento comunale che riguarda l’emergenza abitativa e ancora le sentenze, i due commissariamenti con i provvedimenti disposti dal Tar . Lo scorso 8 giugno il Tar aveva disposto che il Comune dovesse provvedere, entro il 10 luglio, alle prime cinque assegnazioni.

Dopo la scadenza prevista, invece della consegna delle case ai nuclei in lista, viene stabilita una ulteriore proroga di 60 giorni. Cioè per le assegnazioni del Comune si potrà attendere fino ai primi di settembre.

Come spiega il presidente di “Un mondo di mondi”, Giacomo Marino: «Non è accaduto nulla nonostante le sollecitazioni fatte dalla commissaria prefettizia Caracciolo nel corso dei mesi. Ricordo che lo scorso 7 marzo abbiamo avuto un incontro con la dirigente, l’assessore al ramo Gangemi che aveva dichiarato come entro la fine di quel mese sarebbe iniziata la consegna degli alloggi. Cosa mai avvenuta.

La cosa molto grave è che non è bastato il via libera della delibera regionale, il commissariamento tra l’altro, fino ad ora, mai applicato. L’ultimo provvedimento del Tar, che dava come termini il 10 luglio per le assegnazioni che dovevano avvenire o a cura del comune o a cura della commissaria. Quest’ultima continua a interpretare il commissariamento come un’opera di sollecitazione al Comune e alla commissione assegnazione alloggi presieduta da Campagna che, evidentemente, non fanno quello che devono fare, nei tempi normali di un’emergenza abitativa».

«Sono passati non mesi – chiude Marino – perchè la graduatoria risale al 2020. È drammatico che un commissariamento deciso dal Tar non venga applicato. Ma chi paga questo atteggiamento di mancata applicazione? Le povere persone che hanno un diritto che gli viene negato».

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