mercoledì,Febbraio 28 2024

Reggio, cena di beneficenza per il concorso nazionale di poesie per la Shoah – VIDEO

Tramandare la memoria per evitare di ripetere gli stessi errori: la missione dell'ambasciatrice di pace Miriam Jaskierowicz Arman e dello chef Cogliandro

Reggio, cena di beneficenza per il concorso nazionale di poesie per la Shoah – VIDEO

Ricordare per non dimenticare mai, ritorna lo slogan del concorso nazionale di poesia per la Shoah, arrivato quest’anno alla 4 edizione con la premiazione a Palmi. L Accedemia gourmet di Reggio Calabria ha ospitato una cena di beneficenza per sostenere l’evento.

Tramandare la memoria per evitare di ripetere gli stessi errori. E’ la missione che viene ribadita ancora una volta nel corso della cena nella giornata mondiale della pace.

A portare avanti con dedizione l’evento, con l’incredibile entusiasmo che la sostiene, è Miriam Jaskierowicz Arman. La sua storia è un racconto dalla trama dolorosa e avvincente, di cui l’artista cosmopolita fa tesoro, un ricco patrimonio di esperienze che dona alla città dello Stretto. È professoressa della ricostruzione della voce di fama mondiale, ideatrice di una tecnica unica per ricostruire le voci che hanno perso il loro lustro, unica a portare avanti «il segreto del vero Bel Canto, che affonda le radici nel cantico dei Leviti del tempio in Gerusalemme».

Gli orrori della Shoah non possono restare confinati nei libri di storia. Per questo Miriam porta la sua vita con le sue parole a testimonianza di ciò che è stato.

È nata in Germania dopo la guerra, da genitori ebrei sopravvissuti per cinque anni al campo di concentramento di Bergen Belsen.

«Non è possibile – ha spiegato l’artista, presidente dell’associazione “Accademia per lo sviluppo della voce, ebraismo e kabalah” – che c’è qualcuno nel mondo oggi che nega quello che è stato e dice “non c’è”. I sopravvissuti i numeri non ce li abbiamo. Sono rimaste pochissime persone ad averli. Per questo motivo, ciò che faccio col concorso, con gli amici che sono venuti e quelli che ci aiutano, portiamo avanti il discorso dell’umanità. Non è solo un discorso di quello che erano i miei genitori, io mi chiedo che cosa stiamo vivendo adesso. Il mondo è un macello di cose che non vanno e le persone, i popoli non devono più soffrire».

Animatore delle serata, con i suoi piatti unici e la sua ospitalità, è stato lo chef Filippo Cogliandro, padrone di casa e ambasciatore di pace: «Mi propongo ambasciatore di pace perché credo che il mondo abbia bisogno di persone che raccontino la pace in tutte le sue sfaccettature. La pace non è solo la pace che deve scaturire da una guerra, ma la pace deve essere anche la nostra pace interiore Abbiamo la necessità di stare bene, il popolo ha bisogno di stare bene, pace in tutti i modi».

«Ho accompagnato Miriam primo concorso nazionale – racconta Maria Gabriella Mieli, responsabile per le relazioni esterne dell’Universal Peace Federation Italy e coordinatrice Europa sud,- perché ci siamo conosciuti poco prima e lei mi ha invitata a Reggio che, per la Universal peace federation è importante in quanto si trova sul 38º parallelo. E volevo visitare il monumento a Bocale, sono venuta anche per quello, poi abbiamo deciso di creare questa alleanza insieme quindi di lavorare su vari progetti di pace. Miriam è inserita nell’associazione di Arte e cultura per la pace, essendo lei artista a tutto tondo. Vorremmo collegare Reggio con altre città che sono sul 38º parallelo nel mondo anche per far vedere ad una terra divisa come la Corea che, altre città sul 38º parallelo, possono dare un esempio di come si può vivere ed essere integrati perchè la Calabria e Reggio è un esempio di terra di inclusione, basti pensare alle testimonianze ebraiche e le testimonianze arbereshe».

Lucia De Fiore, presidente dell’Associazione Italia Israele Cosenza: «Porto avanti il pensiero di “Un giusto tra le nazioni”, Angelo De Fiore che ha messo a rischio la propria vita per dare pace alla comunità ebraica. Quinti la pace deve essere trasmessa soprattutto ai giovani, deve essere sempre un segnale forte alle nuove generazione perché bisogna tendere la mano allo straniero accanto a me e quindi essere unico popolo e stare in pace perché la pace ci fa sorridere, una pace è ci fa stare bene».

Una serata multiculturale, con la presenza dell’assessore comunale Lucia Anita Nucera, del consigliere delegato Filippo Quartuccio e del rappresentante della comunità islamica Hassan Elmazi.

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