martedì,Ottobre 20 2020

Dialisi, problemi di comunicazione tra il Grande ospedale metropolitano e l’Asp

VIDEO | Posti liberi a Scilla ma i pazienti continuano ad essere traghettati a Messina in un centro privato. L’appello del direttore del distretto sanitario Domenico Carbone: «Non siamo noi a reclutare direttamente i pazienti nefropatici ma deve essere il Gom a comunicarci l'esigenza»

Dialisi, problemi di comunicazione tra il Grande ospedale metropolitano e l’Asp

Esiste un problema di comunicazione fra Asp e Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. È questo ciò che emerge a seguito degli approfondimenti sulla vicenda dei dializzati. E se il caso di Aicha è stato risolto, c’è ancora qualcosa che manca per evitare che i pazienti debbano raggiungere Messina, come spiega la referente della Casa della Salute di Scilla, Sabrina Albanese.

Sabrina Albanese referente Casa della Salute di Scilla

«Scilla è una struttura che funziona, potrebbe sicuramente funzionare meglio ma noi abbiamo saputo del caso di Aicha solo mediaticamente. Se ci fosse comunicazione si potrebbero risolvere molto più velocemente i casi. In questo momento il dottore Carbone, pur essendo in ferie, è venuto a incontrare la signora e abbiamo risolto l’emergenza, però, dovrebbe esserci una comunicazione continua in modo tale che non si creino questi problemi». 

La mancanza di comunicazione

Una carenza che da mesi ha costretto i pazienti a viaggi estenuanti nonostante il Grande ospedale metropolitano fosse a conoscenza dei posti liberi a Scilla. A confermarlo è il responsabile dialisi della casa della salute di scilla Edoardo Crifò.

Edoardo Crifò referente dialisi Scilla

«Abbiamo affrontato l’emergenza della signora Aicha in modo tempestivo considerando, soprattutto, la delicatezza della situazione sanitaria e umanitaria. È stato possibile grazie all’azienda sanitaria e, in particolare del direttore del distretto. Alla Casa della Salute di Scilla conserviamo la disponibilità di altri 5 posti, quindi potremmo accogliere ulteriori pazienti dializzati. Ma permane una sola problematica, ovvero, da circa sei mesi non abbiamo avuto alcuna richiesta in tal senso, quindi, non abbiamo potuto intercettare eventuali pazienti che sono dovuti migrare in altre regioni. Speriamo di risolvere la problematica con la collaborazione dell’azienda ospedaliera, in particolare, l’unità di nefrologia e dialisi».

La falla che ha penalizzato i pazienti

Una falla nel sistema di comunicazione tra enti che ha penalizzato i pazienti favorendo la migrazione verso il centro privato siciliano. Da qui l’appello del direttore del distretto sanitario Domenico Carbone per evitare che certi casi si ripetano.

Domenico Carbono direttore distretto sanitario

«Abbiamo trovato una soluzione che non vale solo per la signora Aicha. Tramite il servizio di trasporto e rimborso siamo nelle condizioni di garantire altri posti a Scilla ma non siamo noi a reclutare direttamente i pazienti nefropatici ma deve essere il Gom ad inviarci la documentazione clinica e chiedere la disponibilità dei posti in provincia. In accordo con il dottor Crifò, noi siamo già in condizione di accogliere 5 pazienti che, ancora oggi, sono destinati a soffrire i disagi del traghettamento verso Messina. Fermo restando che il Gom deve concertarsi direttamente con Scilla per il quadro clinico mentre noi organizzeremo il mezzo di trasporto con lo strumento del rimborso, mese dopo mese e non semestralmente o annualmente come fino ad oggi è stato fatto».