venerdì,Maggio 14 2021

Reggio, ad Arghillà da oltre un decennio l’incompiuta pista di pattinaggio e lo scheletro di una palestra saccheggiata

Avrebbe dovuto essere un luogo di aggregazione sportiva, in un quartiere assetato di sana socialità, invece è uno spazio segnato da degrado e illegalità. Assessori Muraca e Palmenta: «Intendiamo recuperare entrambe le opere»

Reggio, ad Arghillà da oltre un decennio l’incompiuta pista di pattinaggio e lo scheletro di una palestra saccheggiata

Ci sono opere iniziate e, che rimanendo incompiute, non possono essere utilizzate e ce ne sono altre che, pur essendo state completate e persino collaudate, non fanno in tempo ad essere utilizzate e fruite dalla collettività perché più lesta della burocrazia è la mano di chi ripetutamente ruba e danneggia.

Un’opera incompiuta e una vandalizzata

Siamo ad Arghillà, quartiere di Reggio Calabria segnato da difficoltà ma anche capace di alimentare energie positive. In questo microcosmo di grande complessità, rappresentativo è questo lembo di terra dove insistono da oltre un decennio due fantasmi, l’incompiuta pista di pattinaggio e lo scheletro di una palestra polivalente, fin dal suo completamento letteralmente saccheggiata fino a diventare oggi un luogo degradato e abbandonato. Piuttosto che un centro di aggregazione sportiva, oggi è una discarica a cielo aperto, uno spazio in cui attività illecite sono svolte in modo indisturbato. Pneumatici, materiale di risulta, mobili smontati e altri rifiuti giacciono dentro e fuori da ciò che resta di questa struttura.

La storia

Finita e collaudata nel 2008, dopo una serie di vicissitudini amministrative e un progetto iniziale datato 1994, finanziato con oltre 600 mila euro dei fondi del Decreto Reggio, nelle more dei tempi di installazione delle video camere e di avvio a gara per la gestione, la palestra è stata teatro di furti e atti vandalici. Dopo i primi danneggiamenti si era rivelato necessario richiedere la somma di 300 mila euro per ripristinare lo stato ottimale dei luoghi. La realizzazione dell’opera rientrava nella convenzione sottoscritta dal Comune di Reggio Calabria e dal consorzio Reggio 90 per la realizzazione di una serie di interventi finanziati con il decreto Reggio. Nel 1995 c’era stato l’affidamento alla ditta Linea Enne, per un importo di oltre 900 milioni di lire. I lavori erano stati consegnati nel 2000 e l’opera avrebbe dovuto essere completata nel 2002. Una vertenza e un poi un accordo tra ditta e Comune dilatarono i tempi. I lavori furono ripresi nel 2004 ma nuovi ritardi furono registrati. «Dopo ripetuti solleciti rimasti infruttuosi, intervenne nel 2005 una rescissione in danno con successiva nuova gara di appalto e, nel 2007, il nuovo affidamento alla ditta Sima per il complemento dell’opera, realizzata fino ad allora nella misura di quasi il 70%. I lavori furono completati nello stesso anno e nel 2008 si procedette anche con collaudo statico», ha spiegato il geologo comunale Enzo Postorino, dal 2002 alla fine dei lavori responsabile unico di quel procedimento.

«La palestra era finita, come testimoniano le foto scattate all’epoca. Nelle more dell’espletamento dell’iter burocratico preliminare alla consegna al comune di Reggio Calabria, l’impianto era stato più volte oggetto di furti e atti vandalici che avevano pesantemente danneggiato gli impianti idrici, igienici ed elettrici e che avevano già motivato la muratura degli ingressi. Ciò nonostante, altre incursioni l’avevano privata nel tempo di infissi, attrezzature varie e persino dei cancelli esterni del peso di 600 chilogrammi e alti oltre due metri. Rimasti sempre ignoti i responsabili, nonostante le denunce da noi sporte», ha spiegato ancora Enzo Postorino, geologo del Comune di Reggio Calabria.

Il degrado

Una depredazione rimasta impunita che nel tempo ha privato anche il tetto delle sue componenti e gli interni di ogni arredo, sancendo l’assenza totale di controllo su questo territorio e l’ennesimo sperpero di denaro pubblico e rendendo una palestra finita questo scheletro di lamiere che continua a campeggiare accanto al cemento dell’incompiuta pista di pattinaggio.

Le prospettive

Nuovi interventi sull’area ci sono all’orizzonte. «Nella programmazione del Pon 2021 – 2027 intendiamo inserire il recupero della pista di pattinaggio e della palestra di Arghillà. Dobbiamo valutare con i tecnici la fattibilità dei vecchi progetti e certamente riadeguarli alle nuove normative. Sicuramente intendiamo inserire questi interventi tra gli altri già in essere ad Arghillà, una periferia che questa amministrazione intende continuare ad attenzionare», ha sottolineato Giovanni Muraca, assessore ai Lavori Pubblici del comune di Reggio Calabria.

«Stiamo già interloquendo con la presidente regionale della federazione Italiana Hockey e Pattinaggio, Marisa Lanucara, per capire come riprendere o eventualmente ricostruire la pista non completata in passato. Da parte nostra c’è tutta la volontà di ampliare gli spazi da dedicare allo sport in tutte le zone della Città», ha sottolineato l’assessora comunale allo Sport del comune di Reggio Calabria Giuggi Palmenta. Mantenendo le idee progettuali di allora si ripenseranno gli spazi e si intercetteranno nuovi fondi. Ferma restando la necessità di intervenire e di recuperare quest’area, resta legittimamente da chiedersi se tutto ciò, questa volta, basterà per vincere la sfida in un quartiere che evidentemente richiede maggiore impegno.

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