Dopo anni di carenze e procedure europee per la mancata depurazione, parte un primo intervento da oltre 256mila euro. A Solano sarà realizzato un impianto di fitodepurazione al servizio di cinque località del territorio
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C'è un sottile filo che lega Scilla al suo mare, alle sue frazioni, alle sue case arroccate e alle sue spiagge. È un filo invisibile, che scorre sottoterra, ed è quello della rete fognaria. Per anni quel filo è rimasto interrotto, incompleto, insufficiente. E con esso è rimasta aperta una ferita ambientale che ha pesato su uno dei borghi più belli e più fotografati d'Italia, finito, come tanti altri comuni calabresi, dentro le procedure di infrazione europea per la mancata depurazione delle acque reflue urbane. Ora, però, qualcosa si muove davvero. E si muove con un atto concreto: l'affidamento dello stralcio del primo lotto funzionale per il completamento della rete di collettamento e il potenziamento del depuratore, con l’intento, in questa fase iniziale, di realizzare un impianto di fito-depurazione da 200 abitanti equivalenti a Solano, a servizio delle località di Furci, Scarnici Forche - Tagli, Aciarello e Runci.
Una soluzione moderna e sostenibile, pensata per integrare il depuratore con il territorio invece di violentarlo. A metterlo nero su bianco, sono stati il subcommissario alla depurazione Tonino Daffinà, che agisce in perfetta sinergia con il commissario Fabio Fatuzzo, ed il rappresentante legale dell’impresa che si è aggiudicata i lavori. L'importo, in fondo, non è nemmeno altissimo se rapportato all'importanza dell'opera: 254.333,87 euro per i lavori a base di gara, più 1.932,69 euro per gli oneri di sicurezza, per un totale di 256.266,56 euro.
Ma il valore non sta solo nelle cifre. “Sta nel fatto - sottolinea Daffiná - che si tratta del primo tassello di un disegno più ampio, quello seguito dal Commissario Straordinario Unico per la realizzazione degli interventi di collettamento, fognatura e depurazione. Scilla, in questo disegno - spiega ancora il Subcommissario - non è un comune qualsiasi. È un simbolo. Perché qui il mare non è solo paesaggio, è economia, è turismo, è identità. E un sistema fognario incompleto, in un luogo così, diventa un paradosso inaccettabile”.
Ad ogni modo, chi segue da vicino tali vicende, sa bene che dietro ogni affidamento c'è un lavoro lungo, fatto di carte, di verifiche, di confronti con gli enti, di ostacoli superati uno a uno. “Proprio per questo siamo di fronte - conclude Daffinà - a un risultato concreto e atteso da anni. Con l'affidamento dello stralcio primo lotto funzionale, d’altronde, completiamo un tassello fondamentale per una parte del territorio Scilla. Si tratta di un intervento che guarda alla salute dei cittadini, alla tutela del mare e allo sviluppo turistico di uno dei borghi più belli d'Italia e costituisce l’incipit di un percorso che bisognerà seguire cantiere dopo cantiere, fino a quando l'ultima condotta non sarà posata e l'ultimo impianto non entrerà in funzione”.

