sabato,Giugno 15 2024

Reggio, da oltre due anni chiuso il Mandela’s Office, ufficio di Giustizia Riparativa in un bene confiscato – VIDEO

Nel 2018 l’inaugurazione in grande stile e adesso un immobile inutilizzato

Reggio, da oltre due anni chiuso il Mandela’s Office, ufficio di Giustizia Riparativa in un bene confiscato – VIDEO

Persiane impolverate, abbassate evidentemente da tempo, e porte chiuse. Nessun riferimento sul citofono. Questo ciò che resta del Mandela’s Office, un bene confiscato che nel 2018 era stato inaugurato con grande entusiasmo come ufficio di Giustizia Riparativa nell’ambito di un protocollo, unico in Italia, siglato dal Ministero di Giustizia e dal comune di Reggio Calabria, destinatario del bene confiscato al re dei videopoker Gioacchino Campolo e che ospitava lo studio legale di Paolo Romeo, attualmente imputato nel processo Gotha. Una traccia importante nella centrale via Diana, nel cuore della città di Reggio Calabria, che avrebbe restituito alla collettività un bene illecitamente accumulato attraverso delle esperienze di mediazione tra vittime e autori del reato, inteso come danno da riparare con il coinvolgimento del suo autore, in un’ottica di rigenerazione umana e sociale e di un sistema penale non solo punitivo. Una grande prospettiva, purtroppo, sfumata solo dopo qualche mese, dedicata alla memoria di Nelson Mandela che dedicò la sua intera esistenza alla causa di libertà dei popoli del Sudafrica.

Mentre aspettiamo di poter entrare dentro questo bene della collettività, affidato al Comune reggino, ricordiamo che l’ufficio ha visto accrescere il suo portato valoriale grazie alla ristrutturazione ad opera di un gruppo di detenuti di Arghillà. Arredato con il contributo del Ministero, l’ufficio aveva iniziato ad operare, con risorse umane regionali del Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità, proprio in quell’estate del 2018 senza però poter arrivare a fine anno. Dunque il bene confiscato che ospita Mandela’s Office è chiuso e inutilizzato da oltre due anni. Disagi legati a servizi essenziali e utenze (acqua, riscaldamento, internet) che avrebbero dovuto essere in capo al Comune, potrebbero essere tra le principali cause della dispersione di questa esperienza così innovativa.

«Intendo approfondire le cause di questa chiusura. Ci sono evidentemente dei nodi altrimenti l’ufficio oggi sarebbe funzionante in un territorio dove l’emergenza anche sociale è evidente. Dopo la firma del protocollo – ha spiegato Giovanna Francesca Russo, garante comunale delle persone private della Libertà Personale – avrebbe dovuto essere incardinato anche un tavolo con i portatori di interesse. Intendo capire cosa sia accaduto».

«Bene sta facendo la garante comunale Russo a sollevare questa vicenda. Si tratta di un’esperienza nel campo della Giustizia Riparativa che ci chiedono tanto l’Europa quanto il nostro ordinamento. Inoltre il protocollo con il Ministero costituiva un unicum a livello nazionale che avrebbe potuto incidere in modo positivo sul nostro territorio. È un’attività cruciale quella al centro del progetto rispetto al quale è necessario che ciascuno si assuma le proprie responsabilità istituzionali e si adoperi per il rilancio», ha sottolineato il garante regionale delle persone private della Libertà Personale, Agostino Siviglia.

Per capire come risolvere e ripartire, si confida molto nella riunione del prossimo 26 aprile. «Ho già avviato delle interlocuzioni – ha spiegato ancora la garante comunale Russo –  e ho convocato una riunione alla quale ho chiesto di partecipare al sindaco Giuseppe Falcomatà, all’assessore e al dirigente del settore Welfare, rispettivamente Demetrio Delfino e Francesco Barreca, alla direttrice del Centro Giustizia Minorile della Calabria, Isabella Mastropasqua, anche lei firmataria del protocollo, al garante regionale delle persone private della Libertà Personale, all’epoca dell’inaugurazione garante comunale, Agostino Siviglia, all’assessora alla Legalità Rosanna Scopelliti, alla presidente della commissione consiliare Politiche Sociali Lucia Anita Nucera e alla consigliera comunale con delega ai Beni Comuni e Confiscati Deborah Novarro. C’è tutta la volontà di recuperare il protocollo e capire come riattivare il Mandela’s Office. Voglio ascoltare le eventuali doglianze e capire dove la nave si sia incagliata per farla ripartire al più presto», ha concluso la garante comunale Giovanna Francesca Russo.

top