La Seconda Sezione Giurisdizionale Centrale d’Appello della Corte dei Conti ha emesso un verdetto che chiude definitivamente un lungo capitolo giudiziario legato all'accoglienza dei migranti in Calabria. La sentenza, che riguarda la gestione della cosiddetta "Emergenza Nord Africa" negli anni 2011 e 2012, ha visto il proscioglimento di tutti i soggetti coinvolti, tra il sindaco di Riace Mimmo Lucano e l’ex dirigente della Protezione Civile regionale, Salvatore Mazzeo.

In primo grado, la Sezione territoriale per la Calabria aveva condannato gli amministratori a risarcire somme ingenti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nello specifico, Lucano e Mazzeo erano stati chiamati a pagare in solido oltre 531.000 euro. Tuttavia, i giudici d'appello, accogliendo i motivi presentati dalle difese, hanno ora dichiarato prescritta l’azione di responsabilità.

Al centro della disputa vi era il presunto "sistema" ideato per la gestione dei flussi migratori, che secondo la Procura contabile avrebbe favorito indebitamente società cooperative e consorzi attraverso affidamenti diretti e rendicontazioni irregolari. Tra le contestazioni figuravano pagamenti per «posti lasciati a disposizione» ma mai occupati e maggiorazioni dei compensi non dovute.

Secondo il Collegio d'appello, però, il diritto al risarcimento si è estinto per il decorso del tempo: la Presidenza del Consiglio dei Ministri era infatti in grado di avere la «conoscibilità obiettiva» del presunto pregiudizio erariale già al 31 dicembre 2012, data in cui si conclusero i pagamenti contestati. Poiché i primi atti interruttivi della prescrizione quinquennale sono stati notificati solo tra l'aprile e il giugno del 2021, l'azione giudiziaria è risultata intempestiva.

I giudici hanno inoltre escluso categoricamente l'ipotesi di un «occultamento doloso» del danno da parte degli amministratori. Al contrario, la Corte ha rilevato come l’operato di Mazzeo fosse stato oggetto di frequenti interlocuzioni con il Commissario delegato e di puntuali verifiche da parte della Sezione di Controllo, rendendo i fatti pienamente trasparenti ben prima del limite dei cinque anni.

Questa decisione pone fine a un contenzioso decennale, assolvendo non solo Lucano e Mazzeo, ma anche numerosi altri amministratori locali e rappresentanti di cooperative, tra cui Giovanni Nisticò, Giovanni Manoccio, Ilario Ammendolia e i gestori delle strutture di accoglienza della Locride e del Cosentino.