«Otto agenti della Polizia Penitenziaria sono finiti in ospedale nelle scorse ore a seguito di una violenta aggressione avvenuta all'interno della casa circondariale di Reggio Calabria plesso Arghillà, nei reparti di isolamento e regime speciale (sezioni Asclepio e Orfeo).

Un bilancio gravissimo e intollerabile, che non può in alcun modo essere derubricato a semplice "incidente di percorso". A renderlo inaccettabile è un dato oggettivo: l'esistenza di un documento ufficiale, la nota sindacale Prot. S.D.R. N° 98 del 24 settembre scorso – dichiara il delegato Regionale Osapp Luigi Barbera  – avevamo descritto con estrema precisione e denunciato per iscritto all'Amministrazione penitenziaria regionale il rischio imminente di collasso operativo e di aggressioni fisiche a danno del personale.

Lo avevamo scritto nero su bianco appena poche settimane fa – dichiara ancora Luigi Barbera –: pretendere di presidiare sezioni critiche come l'isolamento e l'ex art. 32 con organici inesistenti, consentire la promiscuità dei passaggi e costringere la prima linea a operare senza tutele strutturali e percorsi protetti significava mandare il personale al massacro. Oggi 8 poliziotti sono ricorsi alle cure del pronto soccorso esattamente nelle condizioni e nei reparti denunciati. È la cronaca di un disastro preannunciato di fronte al quale l'Amministrazione è rimasta colpevolmente in silenzio.

Puntiamo a evidenziare – dichiara ancora il delegato Regionale Osapp Luigi Barbera - le gravi e note criticità rimaste prive di riscontro: l'assenza di un presidio minimo di tre unità dedicate per la copertura della vigilanza delle due sezioni e movimenti, i varchi promiscui e l'assenza di percorsi protetti per i passeggi, che trasformano ogni turno in un azzardo quotidiano per chi opera in prima linea.

Chi sta dietro una comoda scrivania non può continuare a sacrificare la carne e le ossa di chi difende lo Stato in prima linea – conclude con fermezza Barbera –. Abbiamo formalmente comunicato e intimato al Provveditore Regionale che, qualora anche di fronte a questo gravissimo episodio non dovessero pervenire risposte immediate e interventi concreti e tangibili, ci riserviamo di investire direttamente della questione il Ministro della Giustizia, il Capo del Dap e l'ufficio Ispettivo Centrale del Dipartimento, depositando contestualmente un formale esposto presso la Procura della Repubblica per l’accertamento di eventuali reati commessi da chi, con la propria inerzia, mette costantemente a repentaglio l'incolumità fisica dei poliziotti penitenziari», conclude il delegato Regionale Osapp Luigi Barbera.