I giovani chiedono edifici scolastici sicuri, lo stop ai tagli all'istruzione e risposte immediate contro l'impennata dei costi dei carburanti e dei trasporti
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Una piazza piena di megafoni e cartelli ha animato la mattinata di Locri, dove gli studenti sono tornati in piazza per far sentire la propria voce. A far da cornice alla manifestazione è stata una mobilitazione ampia che ha visto i ragazzi uniti non solo per rivendicare un’istruzione migliore e strutture scolastiche sicure, ma anche per contestare duramente i tagli al settore scolastico e il vertiginoso aumento del costo della vita. Ad affiancare i giovani in questa battaglia comune sono arrivati anche autotrasportatori e agricoltori, trasformando la protesta in un unico coro contro le difficoltà economiche che stanno mettendo a dura prova le famiglie.
Nel corso della mobilitazione, diversi studenti hanno voluto condividere le ragioni profonde della propria adesione e della rabbia che li spinge a non rimanere in silenzio. Alessandra, mostrando con orgoglio il messaggio scritto sul suo cartellone, ha sottolineato l'importanza del non restare indifferenti: «Io ho scritto sul mio cartellone "l’indifferenza è veleno per la società" e penso sia veramente importante come concetto. Per come stanno le cose oggi, con la benzina e di conseguenza il caro vita che sono in rapido aumento, non possiamo permetterci di fare finta di niente o addirittura di chiamare lo sciopero "inutile". Non possiamo accettare passivamente delle imposizioni da parte del governo che ci stanno portando un sacco di problemi”.
A farle eco è Nicole, che mette in luce la gravità dell'impatto economico che la crisi sta avendo sul diritto allo studio e sulla quotidianità di ciascuno: «Le manifestazioni di questi giorni sono state ben organizzate nonostante i problemi che abbiamo avuto, ma almeno e spero che siamo stati ascoltati. Il caro carburante pesa sulla vita di tutti noi, a partire dai lavoratori e a finire con gli studenti. Siamo arrivati a prezzi impossibili da sostenere per abbonamenti di pullman e treni: l’istruzione non dovrebbe pesare così tanto sulle famiglie italiane, perché ormai è diventata come un lusso. Il caro vita è alle stelle e i supermercati mancano di tante risorse, questa è un’umiliazione per tutti noi cittadini. Le scuole cadono a pezzi e penso che la sicurezza nelle scuole debba essere garantita. Io spero che con gli scioperi che abbiamo fatto abbiano cambiato un minimo le cose. Abbiamo urlato e ci siamo ribellati per farci valere e farci ascoltare, spero che ogni cosa che abbiamo detto e fatto venga ripagata”.
Infine, una studentessa del Liceo Artistico del Polo Liceale di Locri ha rimarcato il valore dell'unione tra il mondo studentesco e quello degli adulti, critici nei confronti delle scelte politiche ed economiche attuali: “Sono del parere che questo sciopero è stato realizzato in modo positivo grazie a una massiccia partecipazione degli studenti che ha riempito la piazza: anche senza corteo la nostra voce si è fatta sentire. Per quanto riguarda il carovita, ci siamo allacciati agli adulti, essendo un argomento che riguarda sia noi studenti che dobbiamo pagare il pullman per andare a scuola, sia i nostri genitori che devono pagare la benzina che sta arrivando a prezzi inaccettabili. Oggi siamo scesi in piazza per protestare contro il governo che, invece di mandare soldi alle scuole che ci stanno cadendo addosso, li butta su armi. Non dobbiamo rimanere in silenzio su questi argomenti, perché se ci considerate "il futuro", allora dobbiamo avere un futuro»
Gli studenti chiedono dunque ascolto, interventi concreti sull'edilizia scolastica e un argine immediato al caro-carburante, affinché studiare e vivere dignitosamente non rimanga un privilegio per pochi.

