La denuncia della Soseteg sui social: «A chi pensa di fermarci con l'intimidazione, rispondiamo con il lavoro»
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Questa notte, a Sinopoli, due mezzi della Soseteg sono stati dati alle fiamme. A darne notizia è stata la stessa impresa edile, attraverso la sua pagina social. «Un atto vile, un attacco diretto al nostro lavoro e alla nostra libertà. Ma vogliamo essere chiari: il fuoco brucia il ferro, non le idee. Non la nostra dignità» si legge nel post.
«Soseteg ha scelto da tempo da che parte stare. La nostra non è una posizione di facciata, ma una lotta quotidiana alla criminalità organizzata. Oggi ne paghiamo il prezzo in termini materiali, ma il valore della nostra libertà non ha prezzo e non è in vendita. A chi pensa di fermarci con l'intimidazione, rispondiamo con il lavoro. Non arretreremo di un centimetro. Continueremo a scavare, a posare fibra, a connettere questo territorio al futuro. Perché restare liberi e non piegare la testa è l’unico modo che conosciamo per cambiare davvero la nostra terra. Noi non ci fermiamo. Noi continuiamo».

