martedì,Ottobre 20 2020

“I viaggiatori” a Riace, il sogno di Chiara Scolastica Mosciatti

L’abbiamo conosciuta come la contestatrice di Salvini, ma l’artista pensa ad un'opera che possa narrare una identità contemporanea ripartendo dai Bronzi

“I viaggiatori” a Riace, il sogno di Chiara Scolastica Mosciatti

Il suo sogno è colmare un vulnus, quella ferita inconscia di un luogo che si è visto privato di una inestimabile bellezza e potenza: i Bronzi di Riace. Un nuovo gruppo scultoreo, non per sostituire il valore delle statue storicamente uniche e preziose, ma per cicatrizzare una ferita. Il progetto pensato da Chiara Scolastica Mosciatti si chiama “I Viaggiatori, Nuovi Bronzi per Riace” e vuole creare un’identità artistica tra Amsterdam e Riace, istallando nella cittadina calabrese una nuova versione dell’opera “The Carriers from Afar”, un gruppo scultoreo in bronzo creato nel 1989 per Amsterdam da uno dei primi e più importanti artisti della diaspora afro-caraibica, Nelson Carrilho. In quel periodo la capitale olandese, scossa da violenti episodi di razzismo, decise di investire su un giovane e sconosciuto artista per ribadire i concetti di diversità e inclusione cari ai Paesi Bassi. In un periodo in cui l’Europa si confronta sempre più da vicino con le voci narranti di chi rappresenta l’altra barricata della storia, Nelson Carrilho – proveniente dal Curaçao, ex colonia olandese – si trova ad essere molto quotato, essendo stato uno dei primi artisti neri in Europa ad aver avuto commissioni pubbliche nate da tali nuove, seppur a volte dolorosissime, esigenze narrative.

Giuseppe Gervasi e l’immagine di Soumaila Sacko

Ma chi è Chiara Scolastica Mosciatti?

I reggini l’’hanno conosciuta lo scorso 12 dicembre quando, a palazzo Campanella, ha contestato aspramente il leader della Lega Matteo Salvini. In realtà in quella circostanza già qualcosa di importante l’aveva detta, cosa che ha poi ribadito il 27 dicembre nel corso della manifestazione “Sarda Klaus” a piazza Castello. Chiara è in Calabria da sette mesi per questo progetto internazionale di promozione culturale a Riace. Nella cittadina ionica, orfana dell’’accoglienza e delle politiche di Mimmo Lucano, Chiara si è trovata a confrontarsi, non senza difficoltà, con il nuovo sindaco Antonio Trifoli, eletto con una lista civica. Andiamo con ordine.

Il progetto su Soumaila Sacko e le memorie del trauma

Chiara, nata nelle Marche, è un’artista e curatrice laureata in Filologia e specializzata in Storia. Dal 2013 é residente ad Amsterdam dove ha avuto una lunga gavetta in gallerie, a fianco di importanti artisti e in un giornale come redattrice d’arte. Nel 2018 completa ad Utrecht il corso in Arte e Politica. Fino al 2017 é attiva anche ad Atene. La sua ricerca ha riguardato l’analisi delle spinte creative presenti in quei contesti, spesso conflittuali, in cui cittadini europei e rifugiati si trovano a convivere. Avvalendosi della teoria delle coppie di colori oppositivi e usando sessioni di pittura collettiva, in cui partecipavano sia operatori che rifugiati, in diversi laboratori fra l’Olanda e la Grecia, Chiara ha rievocato e rappresentato le immagini dei traumi condivisi. Successivamente, in Italia a partire dal 2018, l’indagine si é precisata su come il trauma influenza la memoria.
Nel 2018 infatti, é stato il Sud, quello più profondo, quello di “Manifesta” a Palermo a farle sentire e riconoscere l’energia della possibilità e della trasformazione di cui solo queste terre sono capaci. E da Palermo è arrivata anche a San Ferdinando, alla tendopoli, portando il ritratto in bianco e nero di Soumaila Sacko, il bracciante e militante Usb ucciso con un colpo di fucile alla testa nell’’area dell’’ex fornace Tranquilla di San Calogero (Vibo Valentia). Una morte che è stata «Un trauma che ha scosso molte coscienze – racconta – poiché contiene tutti i mali del mondo: veleni calabresi, corruzione italiana e sfruttamenti globali». Anche in questo caso il progetto ha fatto il giro dell’’Europa, e Chiara ha incontrato politici, rifugiati, attivisti e lavoratori di ogni tipo, mappando quelle fratture che nella memoria collettiva portano a sentimenti contrastanti quali la pietà e il rifiuto. Nel maggio 2019 il progetto su Soumaila Sacko diventa “Soumaila&I, devulnerability perform”, una performance teatrale messa in scena per ArtLab a Parma.

beeld van Nelson Carrillo in Westerpark Amsterdam

L’’arrivo a Riace

«Come artista e curatrice sono arrivata a Riace nell’aprile del 2019 con un progetto della durata di un anno – racconta – che ha sollevato l’interesse ufficiale prima della vecchia amministrazione e poi di quella nuova. Lo scopo finale del progetto è l’istallazione su suolo pubblico riacese di un grande gruppo scultoreo in bronzo prodotto da Nelson Carrilho. Entusiasta del progetto l’allora vicesindaco Gervasi, lo stesso progetto riceve dopo le elezioni l’’attenzione del sindaco Trifoli che lo ritiene rilevante per Riace 2022, il cinquantennio della scoperta dei Bronzi. Che cosa hanno in comune Amsterdam e Riace? Il fatto che, in tempi diversi ma con simili politiche hanno condiviso lo stesso sforzo per una società diversa e inclusiva. E la Calabria condivide col Curaçao la spinta all’autodeterminazione».

I bronzi di Riace, presenze-assenze

Come si legge nella nota che racconta della genesi delle opere indirizzate alla cittadina ionica «Riace, divenuta famosa per un tesoro di cui non ha mai goduto, nel corso del tempo molto ha fatto per abbracciare, investigare e poi superare la mancanza dei Bronzi. Un esempio rappresenta il monumento piatto in lega metallica “Presenze Assenti” dell’’architetto Giovanni Fiammingo, istallato nel 2010 davanti al Municipio di Riace. All’’interno di due enormi elmi da guerriero sono ritagliate le sagome dei Bronzi, le quali creano un ponte concettuale con le coppie oppositive presenza-assenza, pieno-vuoto, luce-ombra.

A Reggio con il presidente del consiglio comunale Delfino

Il furto delle opere

E poi, sempre a Riace, ci pensa l’’esposizione di diverse statue di bronzo di Carrilho a sollevare una suggestione sulla magia del ritrovamento dei bronzi nel 1972, evento a cui l’opera destinata al suolo pubblico della cittadina idealmente si collega e che vuole ricreare. Ma, così come era stato per i Bronzi, ironia della sorte (o forse non solo quella) il 2 ottobre 2019 succede qualcosa d’’imprevisto. «Ho dovuto denunciare ai carabinieri il furto di tre opere d’arte in bronzo esposte in Mediateca –afferma l’artista. Aldilà dell’impatto emotivo che questo avvenimento ha avuto su di me, e sul già difficile e indipendente lavoro che sto portando avanti, ho notato come l’evento abbia creato una certa costernazione tra i locali, come se avesse riaperto una vecchia ferita. Mi rendo conto che il furto di opere d’arte in bronzo a Riace sia qualcosa che interagisca in maniera sotterranea e complessa con il bagaglio di memorie collettive della gente del posto, la quale al momento è anche estremamente provata da molte altre lacerazioni. Profondamente toccato dall’accaduto, Carrilho da Amsterdam non ha esitato a confermare la sua fiducia in me e di voler portare avanti il progetto del suo dono a Riace».

Cosa è cambiato dopo le proteste accese che Chiara, da buona attivista, non ha lesinato nel corso della visita di Salvini?

«C’’è stato un incontro col sindaco Trifoli, lo stesso sindaco che, a settembre scorso, si era impegnato ufficialmente a produrre i documenti necessari per far procedere il progetto. L’’incontro è servito «sia per confrontarci sull’episodio relativo al comizio di Salvini – – evidenzia l’’artista – sia per considerare il da farsi riguardo al mio progetto, rispetto a un bando esplorativo della città Metropolitana per il finanziamento di attività culturali, bando che scadeva intorno a Natale. Da allora non ho più sentito Trifoli, ma considerando che da parte del Comune non è mai partita neanche la denuncia per il furto delle statue di Carrilho, avvenuto lo scorso ottobre in Mediateca, dubito che sia stata fatta alcuna delibera in merito».
Seppur sospeso, il sogno di Chiara per Riace é però sempre piú nitido e condiviso: dopo le diverse presentazioni avvenute ad Amsterdam e i vari incontri istituzionali in Calabria, sforzi necessari alla creazione di una comunitá di senso che supporti la raccolta fondi, l’11 gennaio Chiara sará in Curaçao per narrare la forza di una visione artistica, che ci vuole tutti originati dalla stessa radice umana.