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“Caro professore”, raccolta di lettere di “reggina ostinazione” per Italo Falcomatà – FOTO E VIDEO

Presentato il libro che racchiude la corrispondenza dei reggini col loro sindaco e una mostra con i reperti salvati dall'incendio della Fondazione

“Caro professore”, raccolta di lettere di “reggina ostinazione” per Italo Falcomatà – FOTO E VIDEO

«È un libro che parla di scelte, a volte anche dolorose, ma che soprattutto racconta l’amore per la propria città e credo che ci sia un gran bisogno di recuperare questo amore per la città».

Le parole di Giuseppe Falcomatà, in veste di scrittore, vanno oltre il detto. Nel presentare il libro “Caro professore”, edizioni Readaction, una raccolta di lettere che i reggini hanno inviato nel tempo Italo Falcomatà, sindaco della Primavera di Reggio, c’è molto altro.

C’è l’eco di una città che, a dispetto degli slogan urlati e distruttivi di qualche giorno fa, aveva saputo instaurare col suo sindaco un rapporto: d’amore, di critica comunque propositivo.

Disegni, immagini, racconti: tutto ciò che si è salvato dall’incendio doloso del 2020 della Fondazione Falcomatà a Reggio Calabria prende nuova vita. Da una parte il materiale documentale anima il libro “Caro Professore”. Il resto dei documenti è parte integrante della mostra documentale, a palazzo Alvaro, che ripropone alcune delle più belle lettere indirizzate a Italo Falcomatà, sindaco della Primavera di Reggio.

Lo ricorda il sindaco facente funzioni di Reggio, Paolo Brunetti «Nella sede del partito in cui abbiamo mosso i primi passi» tributando al compianto professore il suo amore per la politica. In sala a palazzo Alvaro, con il sindaco della Città metropolitana, Carmelo Versace, i consiglieri reggini, c’è tutto il centrosinistra reggino degli ultimi trent’anni.

Nel presentare la serata, la giornalista Ilda Tripodi spiega che si tratta della «Corrispondenza dei reggini con il loro sindaco. Cos’è se non la possibilità di comprendere e di avere, nella comprensione – precisa – non solo l’intelletto, ma anche il cuore?».

L’incendio


«L’epistolario nasce da una frattura, da una interruzione- chiarisce Giuseppe Falcomatà – dall’episodio che ricorderete, quando tutta l’Italia era chiusa in lockdown a interrogarsi sul futuro, qualcuno decise di dare alle fiamme parte della vecchia sede della nostra fondazione. La conseguenza è stata che gran parte del patrimonio è andato perduto.

Da lì l’idea che ciò che si è salvato doveva essere restituito alla comunità da dove proveniva. Sono lettere che raccontano la nostra storia, le ansie, i sogni, con reggina ostinazione e poiché ognuno di noi si può rivedere. Abbiamo deciso di dedicarla a una reggina che è venuta a mancare da poco, Lilia Gaeta, che ha lottato tenacemente fino alla fine».

Per l’editore e scrittore, Michele Caccamo: «Un valore nazionale risiede nel testo. È un raro caso di simbiosi tra il potere, il palazzo, la politica, rappresentati a Falcomatà e il popolo. Un uomo di tanta bontà e partecipazione politica così non l’avevo mai incontrato. Questo libro per noi rappresenta la parte più bella, il gioiello. Su 400 titoli che abbiamo è un elemento di pregio per il significato morale che ha e oggi sono felice di vedere tanti ragazzi ascoltare la sua storia».

Caccamo ha poi annunciato la pubblicazione, a gennaio 2023, di un suo libro, una biografia in prosa poetica dedicata al sindaco della Reggio “Bella e gentile”.

Il contest

Durante l’incontro anche la premiazione del contest studentesco “Venti dal futuro” L’evento è stato arricchito dalle letture di alcune lettere da parte degli attori Saverio Malara e Teresa Timpano. Le celebrazioni si chiuderanno domenica 11 dicembre, anniversario della scomparsa di Italo Falcomatà, con la celebrazione eucaristica nella chiesa di Sant’Agostino.

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