Si è concluso con l’applauditissimo spettacolo teatrale “Poe. Protocollo Baltimora” di Manuela Cricelli per la regia di Bernardo Migliaccio Spina, l’edizione autunnale di “Stratificazioni”, il festival di Sant’Agata del Bianco nel segno di Saverio Strati.


Dopo la rassegna musicale di settembre, quella autunnale è stata davvero “stratificata”: dai versi dei poeti dialettali al pensiero delle scrittrici di “Stiamo Strette”, dalla musica di Romano Scarfone e Francesco Romeo al teatro del Gruppo Spontaneo di Bovalino, dal dialogo coinvolgente tra il professore Domenico Talia e Maria Teresa D’Agostino sull’IA, alle riflessioni di Vincenzo Stranieri su poesia e letteratura, dalle canzoni di Fabio Macagnino, in duo con Rocco Novella, al talento multiforme di Manuela Cricelli. Celestino Rossi, dell’associazione culturale Via Verdi 11, ha dialogato con i protagonisti della rassegna e con l’ospite Gioacchino Criaco, nella forma moderna della comunicazione podcast, raccogliendo così pensieri e riflessioni di questa nona edizione.

Un percorso “stratificato”, dicevamo, e multisfaccettato che ha messo al centro la bellezza di creatività, storie e talenti di alto profilo per un racconto che dalla dimensione dei piccoli borghi può farsi narrazione universale.

«Stratificazioni vuole essere espressione di forme artistiche diverse ma in connessione, muovendo dal linguaggio sempre attuale di Strati per aprirsi ai temi contemporanei – dichiara il sindaco Domenico Stranieri –. La sfida ulteriore, quest’anno, è stata quella di calendarizzare la manifestazione in un periodo insolito per i grandi eventi; la partecipazione calorosa del pubblico ci ha dato ragione e ne siamo soddisfatti. Vogliamo perciò ringraziare gli artisti e gli studiosi che sono stati anima del festival, i concittadini, quanti sono venuti da fuori e quelli che ci hanno seguito da lontano. Con rinnovate energie lavoriamo alla prossima edizione».