mercoledì,Ottobre 20 2021

Reggio, commercianti del mercato fantasma di Mortara: «Regolarizzateci e fate rinascere il centro»

L’ennesima richiesta all’Amministrazione comunale affinché mantenga l’impegno di completare l’opera e di legalizzare la presenza degli operatori che occupano i box da dieci anni

Reggio, commercianti del mercato fantasma di Mortara: «Regolarizzateci e fate rinascere il centro»

«Dal novembre 2011 siamo in questa struttura, purtroppo, con l’etichetta di abusivi anche se fin dal primo momento abbiamo chiesto all’Amministrazione comunale di regolarizzarci. Abbiamo proposto ogni genere di collaborazione, anche economica, per completare l’opera. Vogliamo che la nostra presenza qui sia legale e vorremmo pagare ciò che dobbiamo per fruire degli spazi, al fine di vedere questo mercato rinascere e risalire dal fondo in cui è precipitato. Da primo mercato della Calabria adesso nessuno lo conosce più; è diventato un non mercato perché la nostra presenza non ha la possibilità di essere legalizzata. Continuano a dirci che i soldi per il completamento dell’opera ci sono ma di lavori neppure una traccia. Ci sentiamo abbandonati e trascurati in tutto. Siamo ben visibili a tutti ma, come fossimo invece fantasmi, nessuno ci vede». Ha descritto così la situazione degli operatori del centro agroalimentare di Mortara, nella periferia di Reggio Calabria, Domenico Agliarà, presidente della cooperativa Ora che, anche se con un cambio di denominazione, esiste da sessant’anni e raccoglie trentaquattro commercianti ortofrutticoli del mercato reggino.

Abusivi che da sempre chiedono la regolarizzazione

Abusivi, loro malgrado, e invisibili così si sentono gli oltre trenta operatori che ogni giorno, da dieci anni, lavorano in un mercato ufficialmente mai stato completato e collaudato. Dopo aver lasciato nel 2011 il fatiscente e inagibile, per ragioni igienico-sanitarie, mercato di via Aspromonte nel centro storico di Reggio, hanno occupato gli oltre 40 box di una struttura ancora senza tettoia, illuminazione e bitumazione esterna, all’epoca già impantanata in un contenzioso tra ditta appaltatrice, ad oggi fallita, e Comune. Una situazione di illegalità singolare poiché gli operatori chiedono da sempre soluzioni per essere regolarizzati con il solo scopo di difendere il loro lavoro, che il trasferimento avvenuto in quelle circostanze non ha certamente favorito. «Nelle condizioni logistiche in cui ci siamo ritrovati, inizialmente con un generatore di corrente per illuminare le ore della notte in cui iniziavamo a lavorare, molti sono andati via. Fin dall’inizio abbiamo registrato anche delle perdite nei guadagni. Chi veniva dalla costa Ionica ha quasi subito optato per Catanzaro piuttosto che arrivare fino a qui, percorrendo una strada che nel segmento che consente l’ingresso al mercato noi abbiamo dovuto provvedere ad asfaltare. Questo mercato, annunciato come fiore all’occhiello, è oggi un mercato fantasma», ha sottolineato Domenico Agliarà.

Promesse mai mantenute

Si sono succeduti nel tempo amministrazioni, prefetti e questori; tante le promesse non mantenute, gli impegni assunti e disattesi, solo rassicurazioni sulla disponibilità dei fondi per completare l’opera realizzata con il decreto Reggio. Un’opera che, paradossalmente, senza la presenza degli operatori, sarebbe oggi in preda allo stesso degrado che attanaglia la zona circostante, divenuta una discarica a cielo aperto dove si getta ogni genere di rifiuto e si smaltisce dando fuoco anche in pieno giorno, senza controllo alcuno. Situazioni che gli stessi commercianti hanno denunciato. Non si sentono insicuri perché stanno in una struttura non collaudata ma sono più preoccupati per quello che avviene immediatamente fuori, terra di nessuno. Una situazione che allarma tutto il quartiere e che, tuttavia, non desta nelle istituzioni l’attenzione che dovrebbe.

Il degrado e i rifiuti bruciati

«Noi abbiamo più volte denunciato quanto avviene intorno di cui non siamo noi, che qui lavoriamo tutti i giorni, i responsabili. I nostri rifiuti sono differenziati e in attesa di essere ritirati. Noi non possiamo certo intervenire o sostituirci alle forze dell’ordine. Inoltre non siamo qui tutto il giorno. Abbiamo più volte chiesto un sistema di video sorveglianza che rassicurerebbe tutti. Ci eravamo anche resi disponibili dinnanzi al Comune per contribuire ad installarlo ma non abbiamo mai avuto riscontri positivi», ha rimarcato il presidente della cooperativa Ora dei commercianti ortofrutticoli del mercato di Reggio Calabria.

L’autogestione ma serve una prospettiva

Organizzatisi per autofinanziare la pulizia, la vigilanza e lo smaltimento dei rifiuti, che differenziano e depositano laddove avrebbe dovuto essere fiorente tutto l’indotto del mercato, gli operatori lavorano e continuano a chiedere il completamento dell’opera, controlli e soluzioni. «Affrontiamo costi per mantenere questo luogo nelle condizioni di poter operare. Ogni giorno raccogliamo e differenziamo i rifiuti, li accumuliamo per la raccolta periodica che abbiamo regolarmente e a nostre spese concordato con una ditta. L’organico viene quotidianamente smaltito da allevatori che vengono a prendere cibo per il loro bestiame. Si tratta comunque di una condizione che noi vorremmo definitivamente superare al fine di vedere anche questo centro crescere e divenire quella struttura fiorente che potrebbe essere», ha concluso Domenico Agliarà.

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