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Aeroporto Reggio, a metà gennaio le nuove procedure di volo per garantire più operatività nonostante le restrizioni

Il ministero, che le aveva promesse entro l'anno, resta cauto e annuncia in termini di possibilità il loro rilascio nelle prime settimane del 2024. Un simulatore di volo, di cui si farà carico lo stesso Enac, sarà messo a disposizione dell'equipaggio per conseguire l'addestramento

Aeroporto Reggio, a metà gennaio le nuove procedure di volo per garantire più operatività nonostante le restrizioni

Metà gennaio (forse) è il termine annunciato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per la messa a punto di quelle nuove procedure alle quali Enav, Enac e Sacal lavorano dallo scorso anno. Il ministero, che le aveva promesse entro l’anno, resta cauto e le annuncia in termini di possibilità.

Esse consentiranno di mitigare l’impatto dell’obbligo di addestramento dei piloti sulle compagnie che debbano operare a Reggio Calabria. Nessuna rimozione dell’obbligo è stata eseguita. Né ciò avverrà nell’immediata futuro. Una mitigazione anche in termini economici, visto che sarà Enac a farsi carico del simulatore per agevolare le compagnie e quindi favorire lo scalo.

Ultime fasi di verifica

«Fasi finali dei test sulle nuove rotte per rendere massimamente operativo lo scalo aeroportuale di Reggio Calabria. Enav, chiamato a verificare la fattibilità, ha condotto studi con radiomisure e con appositi voli, anche col supporto di ispettori di volo Enac. Le nuove rotte sono poi state testate in un simulatore di volo che servirà per l’addestramento dei piloti, di cui si farà carico lo stesso Enac. Le nuove procedure potrebbero essere rilasciate già a metà gennaio e offriranno la possibilità di utilizzare l’aeroporto anche in condizioni meteo difficili». Ciò è quanto comunica il ministero concludendo con la soddisfazione del ministro Salvini che «aveva chiesto massima attenzione allo scalo calabrese anche in vista dello sviluppo dell’area con la costruzione del ponte sullo Stretto».

Si tratterebbe di un esito atteso da tempo, relativo a una soluzione per mitigare la ricaduta anche economica dell’addestramento sulle compagnie già prospettata anche in altre sedi.

La riunione di marzo presso Enac

Lo scorso marzo, a seguito di una riunione presso Enac era stato comunicato l’esito positivo. In programma la verifica di una nuova procedura strumentale di volo per migliorare l’operatività dello scalo reggino soggetto a restrizioni.

«Al fine di poter valutare l’accettabilità e le possibili mitigazioni delle non conformità rilevate sullo scalo, la procedura di navigazione dovrà essere provata nel modo più realistico possibile. Si ricorrerà a un simulatore di volo Full Flight. Esso rappresenterà un aeromobile del tipo di quelli impiegati normalmente per i servizi aerei di linea sullo scalo di Reggio Calabria (come, a titolo di esempio, A320 e B737). Sarà dotato anche di uno scenario che riproduca lo stato dei luoghi dello scalo reggino», riferiva Enac lo scorso marzo. Grazie all’impiego di sistemi satellitari all’avanguardia, dunque, anche per lo scalo di Reggio si delineavano come possibili e praticabili avvicinamenti alla pista strumentali (non a vista).

Il vertice con Salvini a luglio

Nel luglio successivo, il ministro Matteo Salvini aveva convocato i vertici di Enac, Enav e Sacal. La rimozione della «limitazioni operative relative alla pista 15 percorribile da tutti i vettori e gli equipaggi. Lo studio di un piano di volo ad hoc per la pista 33, attualmente sottoposta a restrizioni», questi gli esiti della riunione dei mesi scorsi.

Sotto l’albero adesso l’annuncio del possibile rilascio delle nuove procedure, atteso già per la fine dell’anno, e che potrebbe concretizzarsi per la metà di gennaio.

Si tratta di una  procedura che di fatto agevolerà le compagnie nel conseguimento dell’addestramento. È il caso di ribadire che questo resta obbligatorio. Per condizioni peculiari dello scalo, le restrizioni non possono essere rimosse senza compromettere il valore supremo della sicurezza dei voli.

Voli sicuri per compagnie aeree il cui interesse per lo scalo viene sovente ritrattato o resta ancora non manifesto.

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