martedì,Luglio 23 2024

Aeroporto Reggio: via le limitazioni ma per atterrare serve ancora qualificare i piloti

Questo l’annuncio dopo il tavolo di ieri a Roma con il ministro Salvini. Ma serve chiarezza su quando e come cambierà il destino dello scalo dello Stretto

Aeroporto Reggio: via le limitazioni ma per atterrare serve ancora qualificare i piloti

Rimosse le limitazioni all’aeroporto di Reggio Calabria. Il tavolo urgente convocato ieri a Roma dal ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini ha avuto un esito sorprendente. È riuscito a raggiungere un risultato che da anni era stato solo annunciato e che, evidentemente, bastava una riunione d’urgenza convocata dal ministro competente per essere conseguito nell’arco di un paio d’ore.

Mentre si rincorrono le dichiarazioni politiche di parte, i plausi e le rivendicazioni di questa epocale conquista, legittimamente ci si chiede ancora quando e come cambierà il destino dell’aeroporto dello Stretto. Perché alla città, onestamente, questo interessa.

Un fulmine inatteso come la disposizione di Enac che per due giorni ha disposto che si potesse atterrare senza addestramento e con la sola valutazione rischi, per alleggerire i disagi generati dall’incidente nello scalo di Catania.

L’ennesimo annuncio

«Rimosse le limitazioni operative relative alla pista 15 che da oggi è a regime: risulta percorribile da tutti i vettori e gli equipaggi, mentre è stato studiato un piano di volo ad hoc per la pista 33, attualmente sottoposta a restrizioni», si legge nella nota diramata dal Mit proprio ieri dopo l’incontro. Poi un altro annuncio in chiosa, di una previsione di «crescita entro quattro anni fino a un milione di passeggeri» che né Enac né Sacal, nelle loro previsioni, hanno al momento mai avallato.

Le perplessità sono più che legittime, visto il fallimento recente di tre bandi per nuove tratte andati deserti, forse anche a causa di queste restrizioni. Nessuna compagnia si è candidata e ciò ha lasciato nel limbo lo scalo per un’altra estate e, visti i tempi che in Cittadella e in Sacal sembrano necessari per studiare un’alternativa, almeno per un altro anno.

La necessità di chiarezza

Qui non si tratta di essere disfattisti o di non volere riconoscere i meriti, laddove vi siano, ma di volere capire, al di là degli annunci, cosa accade. Volere capire come sia possibile che da anni si senta parlare di eliminazioni delle restrizioni, salvo poi apprendere che Enac nelle sedi di sua competenza, certifichi che «l’aeroporto di Reggio Calabria presenta caratteristiche orografiche, meteorologiche e operative che richiedono la qualificazione preventiva degli equipaggi». È quanto si legge nelle informazioni aeronautiche Aip relative allo spazio aereo nazionale in vigore dallo scorso 26 gennaio.

I due aspetti sono inscindibili: è proprio l’addestramento dei piloti a costituire il riflesso immediato e diretto della persistenza di restrizioni imposte alla pista e allo scalo e anche l’aggravio per il quale, in questo momento storico ma non anche in passato, molte compagnie aeree potrebbero trovare sconveniente atterrare a Reggio. Insomma chiarezza, non si chiede altro.

L’interrogativo che resta

Eravamo in attesa di risposte, ieri, e invece restiamo con la solita domanda. Se le limitazioni allo scalo di Reggio sono state rimosse perché resta l’obbligo di addestramento per l’equipaggio?

L’obbligo, formalizzato da Enac di recente, resta vigente al punto che Enac si premura di «coprire i costi di noleggio di un simulatore di volo, con i percorsi di avvicinamento dello scalo reggino, da mettere a disposizione delle compagnie interessate per l’addestramento dei propri equipaggi». È quanto si legge ancora nella nota diramata dal Ministero.

Addestramento più accessibile ma sempre obbligatorio

Dunque forse la direzione intrapresa è quella di un addestramento più accessibile per mitigare l’impatto delle restrizioni che invece restano. Addestramento più accessibile ma pur sempre obbligatorio.

Il tutto ancorato alla «nuova procedura di volo tracciata da Enav», da mesi ancora in fase di approvazione da parte di Enac. Pare forse (e purtroppo) più probabile che l’attesa prima di un effettivo decollo del Tito Minniti non sia finita.

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