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In occasione della XXXI Manifestazione Nazionale di Archeoclub d’Italia «Chiese aperte alla conoscenza», l’Archeoclub Area Integrata dello Stretto, costituito tre anni fa, parteciperà con un evento speciale previsto per domenica 11 maggio.
L’antica Chiesa di Pepe, ubicata in Via Trabocchetto III, sarà aperta ai visitatori dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 18:30, con visite guidate a cura della vicepresidente Francesca Crea e dei soci dell’Archeoclub.
La Chiesa di Pepe rappresenta il più antico edificio cristiano esistente in città, databile al X secolo. Nel corso dei secoli ha subito diverse vicissitudini: danneggiata dalle incursioni turche e arabe, fu chiusa al culto dopo la peste del 1576. Successivamente, nel 1858, i ruderi furono acquistati dal pasticcere Paolo Albanese, detto «Paolo Pipi», che sulle sue macerie edificò una chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie, successivamente intitolata a San Paolo Apostolo.
Completata nel 1863 in stile neoclassico, l’edificio subì gravi danni con il terremoto del 1908, che distrusse gran parte della struttura risparmiando però l’abside e i muri risalenti al X secolo. Questi resti furono poi inglobati in una chiesa baraccata ricoperta di lamiere, costruita da una squadra di soccorso americana, e conosciuta come «a krèsiê i landa». Nel 1932, l’edificio divenne sede della congrega della Madonna dei Poveri e iniziò a essere chiamato dai fedeli «Cresia Pipi» in memoria del benefattore.
Grazie all’iniziativa di frate Carlo Longo e al sostegno degli abitanti del rione, l’edificio fu ristrutturato mantenendo le strutture murarie originali e integrando solo le parti mancanti. Il 30 novembre 1980, la Chiesa venne ufficialmente consacrata.
All’interno, di particolare pregio sono il parato murario, sul quale sono visibili graffiti, disegni e simboli apotropaici, la statua di San Paolo Apostolo in legno e cartapesta risalente al 1863, e una nicchia che conserva la statua ottocentesca della Madonna Immacolata. Nel presbiterio, l’altare ospita un elemento marmoreo con l’iscrizione «Ave Maria» e un dipinto del XVIII secolo raffigurante la Madonna nera con Gesù Bambino, arricchito da due corone in argento del 1865.
Nel 1913, all’interno della chiesa, fu rinvenuto un vaso di terracotta contenente monete d’argento magno-greche databili al V secolo a.C., oggi parte delle raccolte numismatiche del MArRC. Di origine bizantina, la Chiesa di Pepe ha ricevuto la visita di S.S. Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, il 22 marzo 2001, durante il suo pellegrinaggio ai luoghi sacri della grecità di Calabria e Sicilia.

