Coronavirus a Reggio Calabria, Falcomatà finisce sul “Guardian” con il suo “passa pa casa”

"This is not a film" è il titolo del video che sta facendo il giro del mondo e raccoglie una compilation con le reazioni più agguerrite ed esilaranti dei sindaci italiani
"This is not a film" è il titolo del video che sta facendo il giro del mondo e raccoglie una compilation con le reazioni più agguerrite ed esilaranti dei sindaci italiani

Il sindaco metropolitano Giusppe Falcomatà ai tempi del Coronavirus si guadagna la copertina del The Guardian con il suo “Passa pa casa”. Conquista il podio dei sindaci “agguerriti” che in tempi di restrizioni scendono in campo per “castigare” i trasgressori.

Diventato dapprima virale sui social nostrani, il talento innato del Sindaco “bello ma severo”  è stato riconosciuto dal giornale inglese che ha visto in Falcomatà un modello sceriffo. 

Ma Falcomatà non è solo entrato nell’esilarante compilation di sindaci “furibondi” contro i trasgressori, no, lui ha meritato il titolo con la sua ormai celebre: “Questo non è un film e tu non sei Will Smith”. 

Un articolo che da solo non basta, a completarlo un video che raccoglie i sindaci che lambiscono le persone per aver infranto le regole di quarantena del coronavirus. 

Uno dei sindaci ha dichiarato: “Ho visto un concittadino correre in modo amichevole su e giù per la strada, accompagnato da un cane che era visibilmente sfinito. Mi sono fermato e gli ho detto: ‘Guarda, questo non è un film. Non sei Will Smith in I Am Legend. Quindi, devi andare a casa” – riporta il The Guardian –  L’appello è arrivato quando il Governo italiano ha vietato qualsiasi viaggio all’interno del Paese e ha chiuso tutte le attività non essenziali per arginare la diffusione del coronavirus dopo un fine settimana in cui sono morte oltre 1.400 persone.

Una risata non ci salverà forse dall’angoscia della quarantena ma basta a dare un momento di stacco da numeri incresciosi. Forse non era questo l’obiettivo del sindaco Falcomatà ma di certo, dopo oggi, le sue dirette Facebook saranno più seguite andando a caccia del prossimo tormentone o della migliore espressione da trasformare nel meme più gettonato sulle chat reggine. Di certo non è da tutti meritarsi un titolo sul The Guardian.