martedì,Ottobre 27 2020

Reggio, un referendum per creare una grande città metropolitana dello Stretto

L’idea di Perna e Castrizio: il distacco dal resto della regione, lontana da tutti i punti di vista, e l’unione con Messina

Reggio, un referendum per creare una grande città metropolitana dello Stretto

Un referendum per creare una grande città metropolitana dello Stretto L’idea di Perna e Castrizio: il distacco dal resto della regione, lontana da tutti i punti di vista, e l’unione con Messina.

Perché due città metropolitane contigue hanno diritto ad unirsi, lo dice la legge. Reggio e Messina unite da un comune destino, l’affaccio sul mare dello Stretto, la storia le tradizioni e un’unica peculiarità loro comune: non essere parte del restante territorio delle Regione.

Da una parte Reggio e il resto della Calabria, le province di Cosenza, il capoluogo Catanzaro: lontane anni luce, come conformazione del territorio, come storia, come tradizioni. Lo stesso vale per Messina, città quasi insignificante, avulsa dal contesto dell’asse siciliano formato da Catania, Trapani e Palermo. Due mondi a parte che troverebbero nell’unione il loro coronamento.

Lancia un sassolino il professore Tonino Perna, già presidente del Parco d’Aspromonte, nel corso del dibattito al teatro Cilea nella giornata di confronto con la cittadinanza e la magistratura, che precede l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Un momento di ascolto e di comunicazione fortemente voluto dal presidente della Corte d’appello di Reggio Calabria, Luciano Gerardis.

Sul palco insieme a Perna, Daniele Castrizio, storico, docente di numismatica all’università di Messina, che spiega «Nella storia siamo stati Calabria a tratti: quando sono arrivati turchi Reggio è rimasta sola; durante il periodo bizantino invece eravamo Calabria, nel corso del monachesimo. Invece siamo sempre stati Stretto».

E proprio il professore l’idea della “regione dello Stretto” l’aveva già lanciata, in un moto di rabbia, ad inizio del mese, quando in un video su Facebook aveva espresso il desiderio della creazione di un’area integrata dello Stretto, intesa «come l’unica salvezza per i reggini».

Spinto a parlare da una motivazione «seria e profonda – considerato che – la politica negli ultimi 50 anni non ha mai partorito un’idea progettuale. La politica è diventata sottrazione: il Nord toglie al Sud e al Sud le grandi città tolgono alle piccole. In Calabria l’alleanza Catanzaro e Cosenza sottrae a Reggio.

Ed è contro questa sottrazione che dobbiamo operare» aveva detto. E l’aveva buttata lì questa possibilità. Una possibilità che potrebbe prendere corpo in due modi: uno più semplice l’altro più difficile da realizzare.

Secondo Perna: si potrebbe pensare ad una “regione dello Stretto” e fare un referendum per indagare la volontà popolare. Un po’ come è accaduto in Veneto, tre comuni hanno chiesto di essere staccati ed annessi al Trentino alto Adige, regione a statuto speciale, proprio come la Sicilia.

La seconda possibilità, concretamente più complicata, comporterebbe la creazione di una nuova macroregione dello Stretto, con Reggio e Messina, una regione capace di inglobare i territori da Gioia Tauro fino a Milazzo.

L’ideale sarebbe la fusione tra città metropolitane dello Stretto, con un’unica università (le attuali la smetterebbero di contendersi fino all’ultimo studente) e con un trasporto che risulterebbe intercomunale.