mercoledì,Ottobre 21 2020

Elezioni comunali, crisi nera dei partiti. Centrodestra e Fi arretrano, M5S e Pd evaporano

Scompaginato il quadro delle ultime regionali ma ad approfittarne sono le civiche. Incertezza generale che porta tutti e sei i grandi comuni al ballottaggio

Elezioni comunali, crisi nera dei partiti. Centrodestra e Fi arretrano, M5S e Pd evaporano

Incertezze e dubbi in tutti i partiti e gli schieramenti. La tornata amministrativa in Calabria rimette tutti gli equilibri in discussione e segnala la crescente disaffezione dei cittadini nei confronti della politica.

Seppure l’affluenza ha retto nonostante il Covid fermandosi al 62% e quindi appena un punto sotto rispetto alla tornata precedente, i partiti tradizionali sono tutti a leccarsi le ferite e lo schema venuto fuori dalle regionali lo scorso mese di gennaio è già in discussione. Non a caso tutti i sei Comuni superiori a 15mila abitanti (Reggio Calabria, Crotone, Castrovillari, Taurianova, Cirò Marina e San Giovanni in Fiore) non hanno avuto un vincitore al primo turno e andranno al ballottaggio.

Quadro regionale in evoluzione

La maggioranza bulgara di centrodestra che ha eletto Jole Santelli scricchiola in tutti i centri, ad eccezione di Crotone, ma non ne approfittano né Cinque Stelle, letteralmente evaporati, né il Pd che continua ad arretrare anche rispetto alla clamorosa sconfitta di gennaio.

Le civiche sparigliano le carte

Le candidature civiche e alternative hanno catturato la simpatia degli elettori dappertutto rosicchiando certezze e consensi ai vecchi gerarchi.

Esempi lampanti lo sono Vincenzo Voce a Crotone che sfiderà il candidato del centrodestra Antonio Manica escludendo quello del centrosinistra e degli Sculco Danilo Arcuri con il Pd che neanche aveva presentato il simbolo dopo le lacerazioni interne.

Ma anche la candidatura civica di Saverio Pazzano a Reggio che supera il 6% e quella autonoma di Angela Marcianò, arrivata quasi al 14% hanno costretto Giuseppe Falcomatà e Nino Minicuci al ballottaggio.

Imbarazzante il Pd

Imbarazzante l’andamento del Pd anche in riva allo Stretto che dal 22% delle ultime regionali passa al 10% pur sostenendo il candidato uscente. E anche a San Giovanni in Fiore il centrosinistra ha alzato bandiera bianca lasciando la sfida del ballottaggio al centrodestra tra Antonio Barile e Rosaria Succurro.

Fi arretra e a Taurianova è doppiata dalla Lega

Forza Italia può tirare un sospiro di sollievo a Crotone per il buon risultato ottenuto da Manica, e sottolineato da Jole Santelli, ma si fa doppiare a Taurianova dal candidato leghista Roy Biasi che andrà al ballottaggio con il candidato del Pd Fabio Scionti.

In calo netto Fi anche a Reggio dove non c’è stato effetto trascinamento per Minicuci indicato dalla Lega che invece mantiene le percentuali delle regionali. Seppure gli azzurri rimangono il primo partito con l’11%, come sottolineato da Francesco Cannizzaro che ha sottolineato anche i risultati di Reggio Attiva (4%) emanazione azzurra, si arriva alla metà del circa 30% ottenuto da Fi, Santelli presidente e Cdl alle regionali del 2020. I pettegolezzi da seggio, inoltre, segnalano molto disgiunto dalla lista azzurra in favore di Angela Marcianò. Circostanza che sarà oggetto di verifica durante i prossimi incontri tra i partiti.

La situazione in Fdi

Tiene nel complesso Fdi, come dichiarato a caldo da Wanda Ferro che ha messo in evidenza il 10% ottenuto a Castrovillari dove Giancarlo Lamensa ha ottenuto il 44% e sfiderà al ballottaggio Domenico Lo Polito del centrosinistra con il 36%. Ragionamento che  non vale, però, a Reggio dove la flessione è evidente rispetto alle regionali, quasi 4 punti percentuali, con il partito alle prese con una difficile riorganizzazione affidata a Denis Nesci. Ed evidentemente senza il giusto supporto dagli altri eletti, a partire dal consigliere regionale Giuseppe Neri. La lista Fdi è stata trascinata da Demetrio Marino, proveniente dal centrosinistra, e da Massimo Ripepi, storico rappresentante cittadino.

I conti finali si faranno dopo il ballottaggio ma la sensazione è che la tornata amministrativa potrebbe avere pesanti strascichi sia sugli equilibri del governo regionale che sulla stagione congressuale del Pd che è ancora commissariato e affidato alla guida di Stefano Graziano che pure è scomparso dai radar da mesi.

Il quadro nazionale – Pareggio sostanziale e molti ballottaggi

La situazione di incertezza e di sostanziale parità tra centrodestra e centrosinistra anche nel resto d’Italia, almeno nei capoluoghi dove è stato eletto il sindaco al primo turno, cioè appena 5 su 18. In attesa dei ballottaggi in programma tra quindici giorni, il centrodestra si conferma a Venezia con Luigi Brugnaro e conquista Macerata, dove Sandro Parcaroli succede a Romano Carancini. Il centrosinistra, invece, trionfa a TraniMantova e Trento, rispettivamente con la riconferma di Amedeo Bottaro e Mattia Palazzi e l’elezione di Franco Ianeselli, che prende il posto di Alessandro Andreatta. A bocca asciutta il Movimento 5 Stelle le cui uniche speranze sono affidate a Matera ed Andria, dove il loro candidato potrebbe correre per il ballottaggio.

Gli altri capoluoghi che andranno al ballottaggio, oltre Reggio e Crotone, sono: Chieti, Matera, Lecco, Andria, Arezzo e Bolzano.

L’alleanza Pd-M5S si dimostra vincente a Faenza, dove Massimo Isola ha avuto la meglio sul candidato del centrodestra Paolo Cavina. Nel cosiddetto ‘laboratorio Campania’, dove Pd e M5S hanno fatto qualche esperimento di unità, l’alleanza al governo nazionale vince al primo turno a Caivano e finisce al ballottaggio a Giugliano e Pomigliano d’Arco. Il tema della necessità di tradurre l’alleanza che sostiene il governo Conte in alleanza politica sarà comunque altro tema politico dei prossimi mesi.