«Non abbiamo avuto neanche una bozza del protocollo». Saverio Pazzano, consigliere comunale di «La Strada», spiega ai nostri taccuini le ragioni dell’assenza all’appuntamento sulla nave Elio, dove i sindaci Francesco Cannizzaro e Federico Basile hanno sottoscritto l’intesa per l’Area Metropolitana Integrata dello Stretto. Una contestazione che riguarda il coinvolgimento del Consiglio comunale nella costruzione del percorso: «Non c’è stato nessun dibattito, nessun confronto».

Anche Marcantonio Malara, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, riferisce al nostro giornale di aver chiesto preventivamente il documento: «Abbiamo chiesto di conoscere il contenuto del protocollo. Il protocollo non ci è stato fornito». A richiamare il lavoro istituzionale precedente è invece Mimmo Battaglia, consigliere comunale di minoranza e già sindaco facente funzioni di Reggio Calabria: «Basterebbe mandare avanti quello che c’è già».

Ancora, Pazzano distingue il giudizio sui contenuti da quello sul metodo. Precisa di non aver ancora letto approfonditamente il protocollo e di non voler quindi esprimere una valutazione dettagliata. Riconosce che alcuni obiettivi possono essere condivisibili e ricorda che alcune proposte erano presenti anche nel programma elettorale.

La critica riguarda però l’assenza di uno spazio nel quale discuterle e contribuire alla loro definizione.
«Il Consiglio comunale non ha toccato palla», osserva. Nella sua lettura, l’incontro si è tradotto nella celebrazione di una decisione già assunta, alla quale i consiglieri erano chiamati ad assistere senza aver potuto esaminare prima il testo. «Il Consiglio comunale è svuotato di qualunque ruolo», sostiene, «va là soltanto a festeggiare, a battere le mani».

Sarebbe bastato, spiega, mettere a disposizione almeno una bozza oppure convocare un confronto per illustrare gli argomenti e gli obiettivi del protocollo. Il punto, insiste, è poter esercitare il proprio mandato: «I consiglieri comunali non sono là per fare il pubblico».

Una questione sollevata anche da Malara, per il quale la mancata disponibilità preventiva del documento ha impedito una partecipazione consapevole. Senza conoscere gli impegni che sarebbero stati presentati e senza poter offrire un contributo, spiega, non è stato ritenuto opportuno prendere parte all’appuntamento. Diversamente, la presenza avrebbe assunto il carattere di una «comparsa».

Il capogruppo del Pd precisa di aver dato soltanto una lettura veloce al protocollo e di non aver ancora avuto il tempo di approfondirlo nel dettaglio. Il giudizio sui singoli punti resta quindi affidato a un successivo esame. Riconosce però che l’integrazione tra le sponde ha una storia precedente alla firma odierna: «È chiaro che c’è un percorso che parte da lontano».

L’intenzione annunciata è adesso quella di lavorare sul documento, confrontarsi e formulare proposte. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, spiega, ci sarà modo di «dire la nostra, dare un contributo» e rappresentare una posizione che auspica possa essere unitaria.

Battaglia riparte dalle premesse istituzionali dell’integrazione. Ai nostri taccuini ricorda il lavoro svolto durante la decima legislatura regionale, quando rivendica di aver promosso, come primo firmatario, la proposta per istituire la Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto, che nel 2019 presiedeva.

La Conferenza fu istituita con la legge regionale calabrese del 27 aprile 2015, n. 12. Quattro anni dopo arrivò l’accordo per l’Area integrata dello Stretto, sottoscritto a Palermo il 1° marzo 2019 e ratificato dalla Calabria con la legge regionale del 7 maggio dello stesso anno, anch’essa numero 12.

«Ben venga. Non raccontatelo come una novità», osserva Battaglia. Il richiamo riguarda un’intesa che coinvolgeva le due Regioni, le due Città metropolitane e la Conferenza interregionale, mentre il protocollo odierno è sottoscritto dalle due amministrazioni comunali.

L’accordo del 2019 prevedeva già un bacino territoriale dei trasporti, un percorso per individuarne l’ente di governo, il coordinamento degli orari e l’integrazione tariffaria. Conteneva inoltre la richiesta al Governo di finanziamenti stabili per la continuità territoriale marittima e aerea. Alla firma seguirono atti di attuazione: nel luglio 2019 la Giunta calabrese delimitò la propria parte del bacino, comprendendo tredici comuni.

È su questi precedenti che si fonda la richiesta di Battaglia di riconoscere il lavoro svolto e recuperarlo nei passaggi successivi. Il consigliere richiama la centralità dell’aeroporto e gli obiettivi di mobilità tra le sponde già contenuti nel documento di allora: «Se c’è una continuità amministrativa basta riprendere quello che c’è».

Il nuovo protocollo riprende obiettivi di integrazione della mobilità, affiancandoli a proposte specifiche e a ulteriori ambiti di collaborazione. Il documento firmato da Cannizzaro e Basile, articolato in undici articoli, dettaglia un corridoio intermodale tra Messina e l’aeroporto reggino, propone un titolo di viaggio unico e promuove la costituzione di un’Agenzia unica dello Stretto per la mobilità. Prevede inoltre iniziative su turismo, circuiti culturali, università e ricerca, Protezione civile e condivisione di pratiche amministrative.

Per Battaglia, il passaggio politico e amministrativo consiste nel dare seguito al percorso già avviato. Una considerazione che precisa di voler esprimere «senza polemica»: «Noi abbiamo a suo tempo costruito le premesse e quindi basterebbe collegare i puntini».