L’esponente della segreteria Regionale Calabria del partito: «Aziende e famiglie rimarranno senza lavoro senza soluzioni immediate e radicali»
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«È molto opportuno creare un cordone di solidarietà ma anche di condivisione con gli agricoltori e gli autotrasportatori Calabresi (ma la protesta si estende anche ad altre Regioni Meridionali (Sicilia, Puglia, Basilicata).
Dal Pollino allo Stretto, si sono sviluppati i presidi degli agricoltori e degli autotrasportatori che hanno così attivato una forte protesta contro il caro carburante.
Non vi è dubbio che in questi ultimi anni viviamo una crisi economica e politica grave.
Come sempre la crisi non colpisce i centri di ricchezza ma invece i lavoratori.
Ed è evidente quanto sta incidendo l’aumento smisurato dei costi del carburante.
Con l’aggravante che il Governo non è riuscito ad adottare delle misure idonee ed invece è prevalso il profitto. Ci si aspettava che il Governo istituisse un tavolo di concertazione con i rappresentanti delle grandi compagnie petrolifere le quali invece, indisturbate, hanno imposto gli aumenti talmente smisurati che stanno mettendo fuori mercato, intere categorie produttive e tra queste sicuramente in cima al disagio ci sono gli agricoltori e gli autotrasportatori.
Queste 2 categorie si aspettavano dal Governo una attenzione al problema; si aspettavano, come è avvenuto in altre occasioni in passato, una mano mediante sgravi, incentivi, prezzi calmierati ed invece nulla di nulla.
Ancora oggi, dopo giorni e giorni di presidi e di proteste, il Governo sembra cieco e sordo.
Quante aziende e quindi quante famiglie rimarranno senza lavoro se il Governo non adotta subito soluzioni immediate e radicali.
Per questa ragione riteniamo anche noi di dare il nostro contributo alle giuste rivendicazioni che vengono dai presidi di blocco ancora in corso in tutta la Calabria.
Purtroppo, siamo costretti a prendere atto che quando il Sud ha un problema, il Governo si gira da un altro lato dando priorità ad altre questioni certamente meno importanti della crisi enorme che vivono agricoltori e autotrasportatori Calabresi.
Seguiamo con attenzione la questione; che è una questione sociale e non solo economica perché in una realtà territoriale depressa come è la Calabria, dove sono rarissimi i presidi industriali, l’agricoltura costituisce uno dei settori di maggiore insediamento e dà lavoro a tante famiglie.
E soprattutto crea un grande indotto ad altre economie e ad altre famiglie di lavoratori.
E, pertanto, sollecitiamo il Governo affinchè affronti con decisione la crisi del carburante e la ponga in cima all’agenda dei lavori ed adotti soluzioni concrete ed efficaci; non domani ma oggi», conclude Lorenzo Fascì, per la Segreteria Regionale Calabria Pcup.

