Un Consiglio comunale rovente a Caulonia, dove la seduta si è consumata tra attacchi frontali, malumori mai sopiti e un duro regolamento di conti interno che lascia vistose crepe sul futuro dell'amministrazione guidata dal sindaco Francesco Cagliuso. A far saltare il banco è stato lo scontro aperto tra il vicesindaco Giovanni Maiolo e l’assessore Antonella Ierace. Oggetto della contesa una variazione di bilancio da 18 mila euro destinata ad integrare il già cospicuo finanziamento da 160 mila euro per il Kaulonia Tarantella Festival.

Maiolo non si è risparmiato, contestando duramente l'ennesimo esborso e puntando il dito contro quella che definisce una «gestione personalistica» delle deleghe da parte di Ierace. «È una vergogna che non mi appartiene — ha tuonato in aula — Aggiungiamo altri soldi al Festival quando poi non riusciamo nemmeno a trovare le risorse per coprire le buche che devastano le nostre strade. Nell'amministrazione comunale si scontrano due concezioni diverse di intendere il ruolo di amministratore. Per me chi amministra non comanda, ma obbedisce. I cittadini comandano, gli amministratori obbediscono». Un affondo spietato a cui si sono uniti, seppur con toni più misurati e istituzionali, anche i consiglieri Antonella Caraffa e Andrea Lancia, a testimonianza di un malessere oramai diffuso e mal celato tra i banchi della compagine di governo.

L’opposizione dal canto suo ha colto l'occasione per picchiare duro. Per il capogruppo di minoranza Luana Franco «Le cose che denunciamo da mesi oggi le dicono il vicesindaco e l'ex vicesindaco, arrivati clamorosamente in ritardo alla realtà. Il tutto davanti a un sindaco pavido. Non esiste più alcun percorso politico comune né una ragione valida per continuare a sedere allo stesso tavolo. La maggioranza si è processata e condannata da sola».

Secondo Franco quella che si sta consumando all’interno della maggioranza è una guerra di potere: «Se Ierace resta al suo posto dimostra di tenere più alla poltrona che alla propria dignità, e lo stesso discorso vale per Maiolo e Lancia. Questa non è politica, è solo una fredda partita di potere giocata sulla pelle del paese per ridefinire i futuri assetti» ha sottolineato. Resta ora da capire quali saranno le conseguenze pratiche di questa spaccatura: se si tratterà dell'inizio di una crisi di governo formalizzata o dell'ennesimo arrocco per difendere i numeri in aula nei mesi conclusivi della legislatura.