L'Associazione Luca Coscioni ha consegnato le sottoscrizioni in Consiglio Regionale a Reggio Calabria. La proposta di legge punta a garantire tempi certi e procedure senza ritardi per l'accesso al suicidio assistito, in linea con la sentenza della Consulta. Ora la palla passa all'istituzione regionale, che dovrà esaminare il testo entro sei mesi
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È stata depositata questa mattina, presso la sede del Consiglio Regionale della Calabria a Reggio, la proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, finalizzata a regolamentare l'assistenza sanitaria regionale per il fine vita. A sostegno del progetto sono state presentate 10.794 firme, il doppio di quelle necessarie, raccolte grazie alla mobilitazione promossa dall’Associazione Luca Coscioni.
Alla consegna ufficiale erano presenti Marco Cappato, tesoriere dell'associazione, insieme ai rappresentanti del comitato promotore locale (Mariasole Cavarretta, Caterina Forelli, Ivan Papasso, Maria Teresa Prestanicola) e ai volontari.
La campagna referendaria e di raccolta firme ha coperto l'intero territorio calabrese attraverso una rete di 130 volontari e 153 tavoli informativi. In totale sono stati coinvolti 53 comuni, raccogliendo anche il sostegno istituzionale di 12 sindaci (tra cui i primi cittadini di Vibo Valentia, Jonadi e Soveria Mannelli) e di 2 consiglieri regionali.
La risposta delle singole province vede in testa il territorio cosentino con 5.681 firme, poi Catanzaro con 2.680 firme, Vibo Valentia con 1.499 firme, Reggio Calabria con 564 e Crotone con 370 firme
Il testo depositato si muove nel solco tracciato dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale sul cosiddetto suicidio assistito. La proposta non va a modificare o ampliare i diritti già sanciti dalla Consulta, ma punta a colmare un vuoto organizzativo interno al Servizio sanitario della Regione Calabria.
L'obiettivo principale è stabilire procedure chiare e tempi certi – privi di ritardi ingiustificati – per la verifica medica delle condizioni dei malati che richiedono l'accesso legale alla morte volontaria assistita. Provvedimenti analoghi sono già stati approvati in Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Sardegna.
«Dalle 10.794 persone che hanno firmato arriva un aiuto importante al Consiglio regionale della Calabria per affrontare finalmente un tema che è presente nella società, ma che spaventa i partiti», ha dichiarato Marco Cappato, richiamando l'istituzione regionale alla propria responsabilità e ricordando che la Corte costituzionale ha confermato la piena competenza delle Regioni in materia di organizzazione sanitaria. «Ci auguriamo che le decisioni vengano prese ascoltando non la disciplina imposta dai capi partito nazionali, ma la sofferenza dei malati».
Ora il Consiglio regionale è vincolato a scadenze precise per l'esame del testo: entro 30 giorni l'Ufficio di Presidenza del Consiglio deve esprimersi all'unanimità sull'ammissibilità della legge. Se manca l'unanimità, la palla passa all'aula del Consiglio, che delibererà a maggioranza assoluta nella prima seduta utile. Il testo deve comunque essere esaminato dal Consiglio entro i prossimi sei mesi.

