Il consigliere metropolitano delegato all’Ambiente, Salvatore Fuda, è intervenuto al Forum conclusivo del “Progetto UrbanLab BiodiverCity”, realizzato dai dipartimenti di Architettura e design e di Agraria dell’Università “Mediterranea”, in collaborazione con la Città Metropolitana attraverso il Piano integrato “Aspromonte in Città” finanziato coi fondi del Pnrr.
L’appuntamento, dedicato ai servizi ecosistemici del verde urbano e alla transizione ecologica e tenutosi nell'aula magna “Quaroni” della facoltà di Architettura, è servito al consigliere Fuda per sottolineare come, proprio con “Aspromonte in città”, si sia «realizzato un investimento significativo che, insieme alla nostra Università, si è tradotto in un percorso lungo i territori per diffondere un nuovo approccio nella costruzione delle città».
Nel suo intervento, Fuda ha richiamato l’attenzione «sulla fragilità del territorio metropolitano e sulla necessità di cambiare paradigma nella gestione del dissesto idrogeologico e dell’erosione costiera».
«Non si può difendere la costa senza guardare alle fiumare, all’entroterra e ai bacini», ha spiegato aggiungendo: «Continuare a realizzare opere sempre più rigide non è la soluzione. Ecco perché occorre invertire e lavorare sulla gestione dei sedimenti e dei corsi d’acqua».
Quindi, il delegato all’Ambiente ha ricordato «l’attività svolta dal Settore "Pianificazione - Leggi Speciali" di Palazzo Alvaro, insieme all’Università, che ha prodotto studi su importanti fiumare del comprensorio utili alla gestione dei materiali fluviali, al ripascimento delle spiagge e alla difesa del suolo; un lavoro estremamente valido per le singole comunità e gli enti locali proprio perché fornisce strumenti pratici per la gestione del verde urbano». Si tratta, infatti, di strumenti che «non muoiono con la conclusione del progetto, ma che, se implementati e gestiti, posso diventare utilissimi per aiutare i Comuni».
«Per questo – ha proseguito – il mio ringraziamento non può che andare a tutto il gruppo di lavoro, in particolare alla professoressa Fallanca e al già dirigente della MetroCity, Pietro Foti, oltre che alla nostra dirigente Domenica Catalfamo ed al Rup del progetto, Giandomenico Gangemi».
«Da tempo – ha continuato Salvatore Fuda - insistiamo sulla necessità di consentire la movimentazione dei materiali presenti nei fiumi. Solo recentemente, anche a seguito delle emergenze, sono state introdotte deroghe che permettono di utilizzare questi materiali. È la dimostrazione che investire nella ricerca consente di anticipare le soluzioni».
Il consigliere Fuda ha evidenziato, inoltre, l’importanza delle linee guida elaborate con l’Università per supportare i Comuni nella gestione e pulizia delle fiumare, sottolineando «la debolezza strutturale degli enti locali e la necessità di rafforzarne competenze e strumenti».
Ed ancora, Salvatore Fuda, rivolgendosi alle studentesse ed agli studenti presenti nell'aula "Quaroni", ha espresso loro un monito affinché «continuino ad investire sul sapere, coinvolgendo l’Università quale chiave fondamentale per ogni cambiamento e per costruire le città del futuro».
«Ai ragazzi – ha concluso - dico di approfondire questi progetti, appassionarsi e studiare perché soltanto così il nostro territorio potrà affrontare le nuove sfide ambientali e diventare più resiliente».