Il sindaco: «Da questo stato di emergenza ne usciremo più forti»
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«Abbiamo tutto quello che serve per contrastare il dissesto idrogeologico e il fenomeno erosivo, limitando così i danni causati dai fenomeni meteorologici di elevata intensità che saranno sempre più frequenti e non risparmieranno nessuna parte del territorio metropolitano». È quanto dichiara Giovanni Verduci, sindaco di Motta San Giovanni, commentando i danni causati dal ciclone Harry e le prime attività già messe in campo dalla Regione, dalla Città metropolitana e dai singoli comuni.
«Non ci mancano le competenze – aggiunge il primo cittadino – l’Università Mediterranea, da sempre, presta molta attenzione alla difesa del suolo e all’erosione costiera. Ci sono professori e studiosi che hanno dedicato quasi tutta la propria vita lavorativa per affrontare questi temi, approfondendo questi fenomeni tanto da essere riconosciuti nel mondo accademico come massimi esperti, non solo a livello nazionale. I nostri ordini professionali, sempre coinvolti, non hanno mai fatto mancare il loro contributo in termini di idee, suggerimenti e consigli. Sono numerosi i professionisti e i tecnici calabresi, reggini in particolare, che hanno già maturato una tale esperienza tanto da essere chiamati anche dall’estero».
«Abbiamo l’attenzione delle istituzioni – continua Verduci. Il Governo è stato tempestivo nello stanziare i primi fondi, la Regione Calabria ha accorciato le distanze con i Comuni ed è quotidianamente vicina, grazie anche all’ottimo lavoro della Protezione Civile, alle comunità e ai territori. La Città metropolitana è sensibile ed è impegnata ad intercettare le esigenze più immediate ed i sindaci, instancabili e spesso maltrattati, continuano a rappresentare l’indispensabile avamposto che rassicura i cittadini e promuove lo sviluppo tutelando comunità e territori».
«Esiste un metodo di lavoro consolidato con protocolli d’intesa, studi e progettazioni esecutive – ricorda il sindaco di Motta - Ci sono piani e masterplan, sicuramente da aggiornare, che rappresentano un importante punto fermo. Abbiamo imprenditori e ditte che sono leader nel settore delle ricostruzioni e della messa in sicurezza e la materia prima non manca. Le nostre fiumare, infatti, sono piene di materiale detritico che può essere utilizzato e le colline sono molto generose di pietrame utile per soffolte e pennelli. Quella della difesa del territorio è una sfida difficile, ma non impossibile e non dobbiamo scoraggiarci. Quello che ho suggerito ai miei colleghi sindaci durante gli incontri di questi ultimi giorni è di pretendere che si lavori con una visione complessiva, per unità e aree fisiografiche. Non bisogna farsi sovrastare dalle emergenze, che vanno comunque risolte, ma intervenire tenendo conto che qualsiasi modifica, anche minima, dei costoni e dei litorali avrà delle conseguenze anche in altri territori, non solo in quelli immediatamente confinanti. Ogni intervento di protezione costiera, anche se frutto di somme urgenze, dovrà tenere conto di questo per evitare di trovarci, ancora una volta, impotenti contro le onde».
«Da questo stato di emergenza che ha già messo a dura prova le nostre comunità – conclude Giovanni Verduci - ne usciremo più forti soltanto se sapremo lavorare insieme, come ingranaggi indispensabili per trasmettere la giusta potenza, variare la velocità e cambiare la direzione».

