Alla vigilia della consegna ai cittadini del Ponte sul Calopinace, l'infrastruttura destinata a unire l'area del Tempietto al Parco Lineare Sud, si accende il dibattito politico a Palazzo San Giorgio. I consiglieri comunali di opposizione del gruppo di centrosinistra sono intervenuti con una nota congiunta per rivendicare la paternità dell'opera, nata sotto la programmazione delle precedenti amministrazioni guidate da Giuseppe Falcomatà.

La rivendicazione della paternità dell'opera

L'opposizione ha accolto con favore l'apertura dell'opera per la città, sottolineando tuttavia la necessità di fare chiarezza sull'origine del progetto. In merito alla consegna dell'infrastruttura, i consiglieri hanno dichiarato: «Domani, finalmente, il ponte sul Calopinace viene consegnato ai cittadini. E questo è un fatto positivo, soprattutto, per i reggini cui l’opera appartiene perché la finanziano e ne usufruiscono. Ma proprio perché la città merita verità, è doveroso ricordare che un'amministrazione che subentra eredita anche progetti, finanziamenti, gare e cantieri già messi in moto. Portarli a compimento è un compito istituzionale importante che non equivale a poter presentare opere come fossero concepite ex novo».

I rappresentanti di minoranza hanno poi rimarcato il legame tra la struttura e la visione urbanistica complessiva sviluppata negli anni precedenti: «Il ponte è frutto di una visione, di una programmazione e di progetti realizzati dalle passate amministrazioni che hanno immaginato e concretizzato quelli che, alla storia, passeranno come i cinque chilometri più belli d’Italia».

Le contestazioni sui costi e le risorse economiche

Un punto centrale della nota del centrosinistra riguarda l'aspetto finanziario dei lavori e il superamento delle previsioni iniziali della nuova giunta. I consiglieri hanno richiamato le dichiarazioni estive del primo cittadino, evidenziando il ricorso a nuove somme da parte dell'ente: «All’attuale compagine amministrativa va dato atto di aver posto l’ultimo tassello su un puzzle talmente complicato che persino il sindaco, Francesco Cannizzaro, è stato costretto a ricalibrare le sue dichiarazioni di agosto: se allora annunciava il completamento dell’opera a costo zero per l’ente, oggi si è reso necessario il ricorso ad ulteriori risorse economiche».

A supporto di questa affermazione, l'opposizione cita la determina n. 4702 del 1° ottobre 2026, che dispone l'impiego di ulteriori 355 mila euro attinti dal progetto RI.CO.PO.. Secondo i consiglieri, ciò dimostra come il cantiere abbia vissuto vicende complesse, ritardi e difficoltà contrattuali, legate anche a decisioni della ditta incaricata.

Il richiamo sulle promesse elettorali e le opere future

Pur riconoscendo alla giunta in carica il merito di aver concluso l'iter dei lavori, la minoranza avverte che il Ponte sul Calopinace rappresenta soltanto il primo di diversi interventi avviati dagli esecutivi Falcomatà che giungeranno a compimento. Per questo motivo, il centrosinistra chiede risposte concrete sulla realizzazione dei progetti annunciati dalla nuova amministrazione: «Una cosa è inaugurare ciò che si eredita – avvertono – un’altra è mettere in campo una propria visione della città, trasformando gli annunci in progetti, finanziamenti, gare, cantieri e opere concluse».

Tra gli interventi su cui si sollecitano tempistiche e modalità attuative figurano, in particolare, la cabinovia tra il Porto e i fortini di Pentimele e il tunnel sul lungomare Falcomatà. La nota politica si conclude con una sollecitazione sul futuro della città: «Il calendario delle inaugurazioni non può diventare il calendario delle realizzazioni. Se davvero l’apertura del Ponte sul Calopinace vuole essere “l'alba di una nuova era”, allora dopo l'alba dovrà arrivare anche il giorno in cui vedremo le grandi opere promesse dalla nuova amministrazione diventare finalmente progetti, cantieri e risultati concreti».

La posizione è stata sottoscritta dai consiglieri comunali Domenico Battaglia, Francesco Catalano, Demetrio Delfino, Marcantonino Malara, Giuseppe Marino, Filippo Quartuccio, Carmelo Romeo e Carmelo Versace.