Il dirigente comunale Francesco Consiglio illustra i conti del gruppo e chiarisce la posizione della partecipata, il cui bilancio attende ancora l’approvazione. Sulle somme da riconoscere alla società si concentrano le richieste di Zimbalatti e Versace
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Il Consiglio comunale di Reggio Calabria approva il bilancio consolidato 2025, che presenta un risultato economico positivo di circa 90 milioni di euro, secondo i dati illustrati da Francesco Consiglio, dirigente del settore Finanze ed Economato. Il documento passa con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione della minoranza, al termine di un confronto concentrato soprattutto su Castore: la partecipata non ha ancora approvato il proprio bilancio e nel consolidato sono confluiti i dati della bozza trasmessa agli uffici.
È il dirigente comunale, ai nostri microfoni, a spiegare il significato dell’operazione. Il consolidato mette insieme i conti del Comune e quelli delle società comprese nel perimetro del gruppo, eliminando le partite che gli enti si scambiano tra loro. Un passaggio necessario per evitare duplicazioni e restituire una rappresentazione complessiva dei risultati economici.
La componente principale è quella del Comune, che presenta un utile di esercizio di circa 92 milioni di euro. Dopo le operazioni di consolidamento, spiega il dirigente, il risultato del gruppo si attesta intorno ai 90 milioni. Un dato economico, dunque, che non coincide con una somma immediatamente disponibile per nuove spese o investimenti. «Questo è il fatto positivo, perché non abbiamo rilevato perdite», sottolinea il dottor Consiglio.
Il dirigente chiarisce anche la situazione di Castore: nella bozza trasmessa la società presenta un risultato in utile, pur dovendo ancora completare l’approvazione del bilancio. «La norma prevede che, fin quando non approvano, noi possiamo consolidare i dati che Castore ci ha già inviato, che sono la bozza di bilancio 2025», afferma. «Non credo ci saranno scostamenti rispetto alla bozza che hanno inviato».
Resta però l’obbligo di approvare il documento societario, che l’inserimento dei dati nel consolidato comunale non sostituisce. «Sono passati 180 giorni, il bilancio va approvato, punto e basta», precisa il dirigente.
Anche il Comune aveva una scadenza da rispettare. Il dottor Consiglio ricorda il termine del 31 ottobre e le conseguenze sulle possibilità di assunzione dell’ente in caso di mancata approvazione. Da qui la scelta di procedere: «Non potevamo aspettare più Castore e siamo andati avanti. Ora faremo le verifiche». Il passaggio successivo, aggiunge, sarà sollecitare la società a completare l’iter, con il coinvolgimento del sindaco o di un suo delegato.
In aula, il presidente della commissione Bilancio Nicola Falduto ha illustrato il lavoro svolto sul documento, richiamando il parere favorevole dei revisori e riconoscendo l’attività degli uffici. Una valutazione positiva sul piano tecnico e contabile, accompagnata dalla necessità di proseguire nel miglioramento della gestione finanziaria. Il consolidato riguarda infatti l’esercizio della precedente amministrazione, sul quale l’attuale maggioranza è stata chiamata a esprimersi.
È su questo aspetto che insiste il consigliere comunale Nino Zimbalatti, che ai nostri microfoni pone il tema delle responsabilità: «Ci troviamo ad approvare un bilancio che ha qualche criticità e quindi una responsabilità che ci accolliamo su responsabilità altrui».
Zimbalatti racconta di avere approfondito la situazione con l’amministratore di Castore, che avrebbe evidenziato stati di avanzamento dei lavori non pagati dal Comune. Partite che, secondo la sua ricostruzione, genererebbero debiti fuori bilancio. Il consigliere collega la questione alle difficoltà finanziarie dell’ente: «Sono una delle ingessature nei vari bilanci comunali», osserva, indicando tra le conseguenze le criticità di liquidità e la riduzione dei margini per gli investimenti.
A spiegare l’astensione della minoranza è Carmelo Versace, che nel dibattito ha rivendicato il lavoro svolto negli anni sulle partecipate, richiamando il percorso di risanamento di Atam e la maggiore tranquillità restituita ai lavoratori. Su Castore, però, l’opposizione chiede di affrontare le questioni ancora aperte.
«La motivazione per cui noi ci siamo astenuti è fondamentalmente perché, dal nostro punto di vista, Castore non ha approvato il bilancio del 2025», spiega ai nostri microfoni. Versace indica come possibile fattore anche l’avvicendamento ai vertici della società, ricordando il cambio di due amministratori nell’arco di tre mesi e mezzo.
A questo si aggiunge il tema delle somme ancora da riconoscere: «Ci sono diversi debiti fuori bilancio che non sono stati portati in commissione». Secondo il consigliere, riguardano «prestazioni già eseguite, riconosciute anche tecnicamente», per le quali manca il passaggio necessario per essere sottoposte al voto. Versace sostiene di avere verificato che le pratiche non siano arrivate in commissione né durante la presidenza di Filippo Quartuccio né durante quella di Falduto.
Il confronto riguarda anche le prospettive operative della partecipata. Nel suo intervento Versace ha richiamato l’affidamento all’esterno del servizio di pulizia dei cimiteri, collegandolo alla necessità di chiarire quali attività Castore possa sostenere e con quali risorse. Una valutazione che dovrà accompagnare l’esame del nuovo piano industriale della società.
Il Consiglio approva dunque il consolidato, mentre resta aperto il confronto sul bilancio di Castore e sulle somme ancora da riconoscere alla società. Il prossimo passaggio indicato dal dirigente comunale è il completamento dell’iter di approvazione dei conti della partecipata, seguito dalle verifiche degli uffici.

