La vicepresidente M5S: «Continuerò a battermi affinchè i diritti siano rispettati»
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«Sono profondamente addolorata dalla notizia della scomparsa di Sergio Carrozza. Ho conosciuto Sergio e sua moglie Sabina nella loro casa di Taurianova. Non dimenticherò mai quell’incontro. Sabina combatte contro la SLA. Sergio, che le è rimasto accanto prendendosi cura di lei, combatteva a sua volta contro un tumore». Così in un lungo post su Facebook la Vicepresidente M5S Vittoria Baldino.
«Due persone costrette ad affrontare prove durissime. E come se non bastasse, anche l’indifferenza e gli ostacoli di una burocrazia incapace di garantire persino i diritti fondamentali. Mi ero interessata alla loro vicenda, avevo denunciato pubblicamente le inadempienze dell’ASP, presentato interrogazioni parlamentari. Perché Sergio e Sabina non chiedevano raccomandazioni o scorciatoie, non utilizzavano le conoscenze politiche per chiedere privilegi. Si erano aggrappati a me, a noi, per avere il diritto sacrosanto a una assistenza domiciliare e sanitaria adeguata».
«Oggi provo una rabbia e una tristezza profonde, perché dietro ad ogni risposta che non arriva, ad ogni diritto negato, ci sono persone in carne e ossa. Persone che non hanno il tempo di aspettare. Sergio, infatti, quel tempo non ce l’ha più. A Sabina voglio dire che non è sola. E che continuerò a battermi perché i suoi diritti siano rispettati. Rivolgo sin d’ora un appello a tutte le istituzioni competenti, dal Comune di Taurianova, alle istituzioni sanitarie locali affinché Sabina non sia lasciata sola e le sia garantita l’assistenza domiciliare di cui ha bisogno in maniera tempestiva, ininterrotta e senza calvari burocratici».
«Sabina non cammina, non parla, ma è perfettamente cosciente di quello che accade ed è consapevole dei propri diritti. Sergio era la sua voce, le sue braccia e le sue gambe. Ora che Sergio non c’è più le istituzioni hanno il dovere di non abbandonarla, perché uno Stato che abbandona le persone più fragili non è degno di essere considerato civile. Ciao Sergio. Mi dispiace profondamente che tu abbia dovuto spendere una parte così preziosa del tempo che ti restava a combattere battaglie che non avresti mai dovuto combattere».

