A dieci giorni dalle suppletive, il circolo chiede un bilancio vero e propone un'assemblea programmatica territoriale
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A dieci giorni di distanza dal voto suppletivo nel collegio uninominale di Reggio Calabria e all'indomani dell'ok alla nuova legge elettorale, il circolo del Partito Democratico di Roccella Jonica ha fatto il punto sui risultati elettorali in vista delle politiche del 2027. L'indicazione emersa dal dibattito è netta: serve un'analisi rigorosa e priva di sconti, rigettando qualsiasi logica di «autoassoluzione».
Nel documento diffuso dal circolo si sottolinea la necessità di guardare la realtà per quella che è, senza filtri distorsivi. Il dato politico di fondo viene fotografato senza mezzi termini: «rispetto alle politiche del 2022, uniti abbiamo preso meno voti di quanti ne prendevamo andando divisi». I numeri certificano una contrazione nella capacità di mobilitazione: a fronte di un centrodestra che ha confermato il 58% dei consensi del 2022 (arrivando al 70% includendo Futuro Nazionale), il centrosinistra, pur presentandosi in campo unito, si è fermato a replicare il 42% dei voti di quattro anni fa. Lo scenario nel capoluogo risulta ancora più marcato, con il centrodestra attestato al 70% (82% con Futuro Nazionale) e il centrosinistra fermo al 42% dei consensi cittadini del 2022.
Il circolo respinge inoltre il parallelismo con le comunali evocato da alcuni come segnale di ripresa, etichettandolo come una chiave di lettura fuorviante. La presunta risalita urbana viene definita del tutto marginale, rimarcando come le suppletive siano state perse «addirittura contro un candidato arrivato da Roma».
Riflettendo sulla candidatura di Frank Benedetto, al quale viene riconosciuta la massima dedizione e passione, il circolo evidenzia come essa abbia finito per simboleggiare una criticità strutturale: «l’incapacità della coalizione di esprimere un candidato politico». Secondo l'analisi, gli elettori non avrebbero premiato la scelta come apertura alla società civile, bensì come «una rinuncia a fare politica, l’ammissione implicita che il PD e il centrosinistra reggino non hanno, oggi, una classe dirigente locale spendibile per una sfida di questo livello».
Di fronte a un quadro che impone interrogativi urgenti e scomodi, il partito viene richiamato alle proprie responsabilità: evitare i rinvii e le letture autoassolutorie che rischiano di allargare ulteriormente il fossato con la cittadinanza. Con le prossime elezioni politiche all'orizzonte e il rischio concreto di un ulteriore consolidamento del centrodestra, il Circolo di Roccella ribadisce la necessità di ripartire dai territori. Nelle prossime settimane verrà promossa un’assemblea programmatica aperta a circoli, militanti e simpatizzanti dell'intera area, concepita non come un rito formale, ma come un momento concreto di confronto per ripartire da ciò che può funzionare.

