Oltre al dramma di una malattia grave e cronica, 34 pazienti fragili vivono l'incubo quotidiano dello sfinimento fisico e della solitudine. Il coordinatore regionale di FINTRED Calabria dà voce al dolore e alla disperazione di chi deve pietire un passaggio nella notte per tornare a casa
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Oltre la diagnosi, oltre la terapia salvavita, c'è un dolore invisibile che non fa rumore ma logora ogni giorno la dignità delle persone. È la disperazione di chi, già provato da una malattia cronica e invalidante, si ritrova a dover combattere contro i tempi morti, le lentezze e le insensibilità della burocrazia sanitaria.
A Reggio Calabria l'emergenza nefrologica ha assunto i contorni di un vero e proprio dramma umano, trasformando il diritto alla salute in una corsa ad ostacoli carica di sofferenza física e psicologica.
Per 34 cittadini reggini la dialisi non è soltanto un trattamento indispensabile per rimanere in vita, ma una prova di resistenza estenuante. Si tratta di persone anziane, soggetti con disabilità e malati affetti da comorbilità severe che tre volte alla settimana sono costretti a sottoporsi ai turni notturni presso il Grande Ospedale Metropolitano.
La terapia inizia alle 21:00 e si conclude intorno all'1:00 di notte. Chi conosce la dialisi sa bene che, al termine delle tre ore di trattamento, il corpo si ritrova completamente svuotato di ogni energie. Uscire dall'ospedale nel cuore della notte, con il freddo e lo sfinimento addosso, è un calvario.
Chi ha la fortuna di avere un familiare viene riaccompagnato a casa ma per chi è solo o non ha una rete d'aiuto, la fine della terapia si trasforma in un'ulteriore umiliazione. «Chi è più sfortunato deve letteralmente pietire ed elemosinare un passaggio a qualcuno per strada», racconta con amarezza Francesco Puntillo Coordinatore Regionale di FINTRED Calabria. L'associazione ha richiesto all'ASP l'attivazione urgente di un servizio navetta emergenziale per questi pazienti, ma dalla burocrazia sanitaria non è arrivata alcuna risposta.
Per rompere il muro di silenzio che circonda questo dramma e mostrare concretamente alla comunità la condizione di chi soffre, FINTRED Calabria ha promosso un sit-in pacifico nel piazzale esterno antistante l'ingresso principale ai reparti del GOM.
L'appuntamento è stato fissato nella notte appena trascorsa, esattamente all’una di notte per attendere l'uscita dei pazienti dal turno di dialisi iniziato alle 21:00.
L'iniziativa nasce con un duplice obiettivo, in primis esprimere profonda gratitudine ai medici, agli infermieri e agli operatori socio-sanitari che lavorano in turni notturni gravosi e straordinari per assicurare le terapie salvavita e per dare voce e volto ai malati e per far toccare con mano all'opinione pubblica e alle istituzioni quanto sia disumano finire una dialisi a notte fonda e dover affrontare il rientro senza alcun supporto. «Siamo qui per ringraziare chi si prende cura dei nostri malati e per dare voce a chi è costretto a curarsi nel cuore della notte», dichiara Puntillo. «Vogliamo rappresentare la difficoltà che persino un cittadino sano incontra nel partecipare a un sit-in all'una di notte, per far comprendere cosa significhi per un anziano sfinito affrontare tutto questo tre volte alla settimana».
Ciò che rende ancora più inaccettabile questa sofferenza è la consapevolezza che il problema nasce da ritardi amministrativi che si trascinano da oltre un decennio. La carenza di posti rene è nota dal 2018, quando l'ASP quantificò un deficit di 29 posti mai recepito dalla Regione. Nel frattempo, annunci come quello della realizzazione di 16 posti all'ex ENPAS si sono rivelati vuote promesse.
Nel gennaio 2025, la Commissione Regionale di Vigilanza ha accertato che il fabbisogno è salito a 38 posti rene. A peggiorare il quadro è sopraggiunta la chiusura del Centro Dialisi San Giorgio, una struttura privata che per due anni aveva garantito dialisi gratuita a 36 pazienti. Non avendo ottenuto l'accreditamento per la mancata formalizzazione del fabbisogno da parte dell'ASP, il centro ha dovuto chiudere, spingendo i malati verso i turni notturni al GOM o verso trasferimenti penalizzanti a Scilla, Taurianova o Melito (strutture anch'esse condizionate da orari serali o carenze di personale OSS).
Di fronte all'ennesima dichiarazione della Giunta Regionale dello scorso 19 ottobre, che annunciava un aumento dei posti rene senza far seguire alcun atto formale, FINTRED Calabria rifiuta di accettare altri “annunci di facciata”.
«Dietro ogni passaggio amministrativo ci sono persone in carne ed ossa che hanno bisogno di cure puntuali e dignitose», incalza Puntillo. «Dopo otto anni di battaglie non possiamo più scambiare una promessa per una soluzione. Chiediamo l'immediata pubblicazione del provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria».
Senza la pubblicazione ufficiale sul BURC, non è possibile avviare l'accreditamento di nuove strutture né sbloccare l'empasse, nemmeno per un primo lotto di 10 posti rene. «Non ci fermiamo più davanti alle parole», conclude il coordinatore regionale. «La dialisi non può aspettare i tempi della burocrazia e la dignità dei malati non può essere nuovamente sacrificata».

