domenica,Maggio 22 2022

A Reggio, nel trentennale delle stragi del 1992, un murales per ricordare Falcone e Borsellino

Dinnanzi al comando provinciale dei Vigili del Fuoco della città dello Stretto, sulla parete di un edificio l'opera realizzata dal pittore reggino Alessandro Allegra, su iniziativa della ditta edile

A Reggio, nel trentennale delle stragi del 1992, un murales per ricordare Falcone e Borsellino

Si arricchisce di una nuova suggestione l’atmosfera di memoria nel tratto del viale Europa che confluisce in via Sbarre Centrali a Reggio Calabria. Accanto alla rotonda dedicata ai caduti dei Vigili del Fuoco, si staglia infatti la parete di un edificio impreziosita da un murales per ricordare i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e il loro prezioso impegno nella lotta contro le mafie. Una significativa iniziativa della ditta edile nel segno dell’arte, dell’impegno civile e della memoria e un messaggio rafforzato dal nome che assumerà il condominio che sarà ospitato nell’edificio stesso, ossia 21 marzo, il giorno dedicato al ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Il trentennale delle stragi

«La ditta Soseteg ha voluto celebrare il trentennale delle stragi con questa iniziativa, marchiando un edificio per non dimenticare queste vite donate per la legalità. La ringrazio per il messaggio che ha voluto lanciare e per averlo voluto affidare alle mie umili mani. Da oggi in poi chiunque passi da queste strade e alzi lo sguardo potrà ricordare e magari raccontare a chi lo volesse scoprire questa storia di impegno e dedizione per il bene comune. Una storia che ha tanti volti non solo quelli di Falcone e Borsellino ma anche quelli di Rosario Livatino, recentemente beatificato, e del reggino Antonino Scopelliti», ha dichiarato il pittore reggino, Alessandro Allegra.

Un lavoro di un mese e mezzo, terminato lo scorso dicembre, affinché il murales potesse essere visibile nella sua compiutezza fin dall’inizio di questo 2022, appunto l’anno del trentennale delle stragi consumatesi a Capaci il 23 maggio e a Palermo in via D’Amelio il 19 luglio del 1992.

Un murales per non dimenticare

«Su un’impalcatura, che adesso è stata ovviamente rimossa e che mi è stata necessaria per gestire l’approccio con la parete e la stesura del colore, avevo iniziato a lavorare verso metà ottobre dopo avere sottoposto alla ditta l’immagine, che è quella più celebre, scelta anche per la moneta di due euro coniata solo qualche settimana, proprio per ricordare i trent’anni dalle stragi. Ho scelto il monocolore, in particolare il bianco e nero che ha sempre il suo fascino, utilizzando il pennello e colori al quarzo adatti per le facciate esterne e idrorepellenti. Partendo da un bozzetto condiviso con l’azienda edile ho riportato su scala, come si è sempre fatto per gli affreschi, realizzando un murales di dimensioni pari a nove metri per sette», ha spiegato il pittore Alessandro Allegra.

L’emozione e la responsabilità

Un’immagine ormai nota ma che non smette di emozionare e, per il pittore, non solo un impegno artistico ma anche un’intensa esperienza emotiva.

«Particolarmente emozionante è stato cogliere l’essenza dei loro sguardi, in particolare quello di Paolo Borsellino che ha gli occhi più aperti, i riflessi e le sfumature. Ho pensato a tutto quello che potevano aver visto durante le loro indagini, ho cercato di immaginare gli altri occhi che avessero incrociato durante gli interrogatori o gli incontri con i testimoni, con le madri di figli uccisi in quegli anni così terribili. Tanta emozione ma anche una grande responsabilità pensare che alle mie pennellate era affidato questo messaggio così importante e significativo. Loro non hanno smesso di combattere e di credere nella Giustizia e, insieme, sono ancora lì a ricordarci da quale parte sia giusto stare», ha concluso il pittore reggino Alessandro Allegra.

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