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Reggio, carcere di Arghillà sempre più moderno: stanziati quasi 100 milioni di euro – VIDEO

Per un nuovo padiglione 80 milioni di euro del Pnrr e circa 16 milioni di euro del ministero delle Infrastrutture per gli alloggi per gli agenti di polizia penitenziaria e il primo polo formativo della Calabria. Il direttore Giuseppe Carrà: «Un istituto penitenziario che finalmente riceve l’attenzione dovuta»

Reggio, carcere di Arghillà sempre più moderno: stanziati quasi 100 milioni di euro – VIDEO

«Meritava un miglioramento delle sua infrastruttura e il potenziamento delle sue funzionalità. Finalmente adesso ci sono i fondi per conseguire questo salto di qualità». A parlare è il direttore della casa circondariale di Arghillà a Reggio Calabria, Giuseppe Carrà.

Prospettive positive si delineano, infatti, per il più nuovo dei due istituti penitenziari presenti a Reggio Calabria, quello aperto ad Arghillà nel 2013. Ammonta a 80 milioni di euro del Pnrr l’investimento già in fase di progettazione e a circa 16 milioni di euro lo stanziamento del ministero della Infrastrutture per interventi di edilizia carceraria.

I fondi e i progetti

«Con gli 80 milioni del Pnrr sarà realizzato un nuovo padiglione detentivo all’avanguardia, destinato a ospitare circa 80 detenuti. Una misura che va incontro alle esigenze più volte manifestate e anche agli standard europei. Eviteremo il sovraffollamento e ci sarà più spazio per le attività rieducative e trattamentali.

Dall’altro lato, già lo scorso anno, il ministero delle Infrastrutture aveva annunciato un finanziamento che oggi arriva a circa 16 milioni di euro con il quale si provvederà a sanare un vulnus di questa struttura carceraria, aperta nel 2013 senza una caserma. Costruiremo, infatti gli alloggi per il personale di polizia penitenziaria. Il Ministero ha dunque recepito anche questa istanza. Sarà edificata una caserma con un centinaio di posti di cui 20 per la sezione femminile. Il carcere di Arghillà potrà, dunque, presto assumere la dimensione regionale che merita.
Per quanto concerne l’investimento del Pnrr lo stadio di progettazione, seguito dal provveditorato delle opere pubbliche e che abbiamo migliorato con delle osservazioni, è avanzato al punto da poter prevedere l’avvio dei lavori entro l’anno. I progetti relativi al finanziamento ministeriale, invece, sono in fase di conferenza dei servizi». Così ha spiegato il direttore dell’istituto penitenziario di Arghillà, Giuseppe Carrà.

Il primo polo formativo della Calabria

Non solo un padiglione, per scongiurare il rischio sovraffollamento – al momento il carcere è al limite con una popolazione detenuta di 370 persone – e gli alloggi per la polizia penitenziaria che mancano da sempre ma anche una importante novità nel panorama regionale e oltre.


«È stata anche accolta la mia proposta di istituire un polo formativo per gli agenti di polizia penitenziaria. Il ministero sta rispondendo anche all’esigenza di incrementare le risorse umane al momento assai carenti. Queste, prima di prendere servizio, necessitano anche di una scuola di formazione. Ne esistono in Sicilia e poi dal Lazio in su. Occorre sanare questa lacuna, allestendo in tanto il primo polo formativo in Calabria. Un’altra esigenza molto avvertita dall’amministrazione penitenziaria che mi ha contattato in questi giorni per discutere di questa proposta».

Dunque le prospettive di crescita del plesso di Arghillà sono significative e anche legate alle proposte trattamentali che di recente sono state arricchite con la scuola alberghiera in carcere e il polo universitario penitenziario.

Nulla invece si muove sul fronte sul fronte dell’altro carcere reggino, la casa circondariale Giuseppe Panzera. Noto come San Pietro, esso è vetusto e sarebbe da ammodernare in modo profondo. Lo scorso anno è stato definitivamente chiuso il reparto Argo, sede dell’articolazione di tutela della salute mentale. Ancora non si sa dove verrà aperta la nuova che dovrà, in Calabria, affiancare quella operativa a Catanzaro. «Ho già condiviso con il provveditorato regionale delle carceri la proposta di riadattare quell’area a nuovi spazi trattamentali. Siamo in attesa di riscontro», ha concluso il direttore Giuseppe Carrà, che ha anche la competenza per questo istituto del reggino.

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