Il sole scende lentamente sul mare di Bova Marina e allunga le ombre sulla sabbia. In mezzo c'è una rete da pallavolo, attorno ragazzi, famiglie, bambini, amici. Poco prima su quel campo si giocava, si esultava per un punto, si scherzava dopo un errore. Poi la partita finisce, la musica cambia e tutti si avvicinano. Giocatori e spettatori si stringono attorno al campo insieme alla famiglia di Alessio Legato, formando un unico grande abbraccio. In sottofondo le parole de Il pescatore di Fabrizio De André. Poi sua madre Paola lascia andare verso il cielo un gruppo di palloncini bianchi.

Si è chiusa così, sulla spiaggia di Bova Marina, la terza edizione del Memorial Alessio Legato, il torneo di pallavolo organizzato dal Comitato Giovani Bova Marina e diventato ormai uno degli appuntamenti più sentiti dell'estate bovese.

Una settimana intera iniziata lunedì, fatta di partite, agonismo, sorrisi e serate trascorse sulla sabbia. Ma per comprendere davvero cosa rappresenti questo torneo bisogna tornare indietro di tre anni. Alla prima edizione Alessio era lì. Giocava. La pallavolo era una delle sue passioni e quel torneo che oggi porta il suo nome lo aveva vissuto da protagonista, insieme agli amici e agli altri ragazzi.

È forse questo particolare, più di qualsiasi parola, a raccontare il senso assunto oggi dal Memorial. Dopo la scomparsa di Alessio, morto nel 2024 a soli 30 anni in seguito al terribile incidente avvenuto sulla Statale 106 a Bocale, quella rete è rimasta al suo posto. E attorno a quella rete hanno continuato a ritrovarsi i suoi amici, i ragazzi di Bova Marina e una comunità che negli ultimi due anni ha trovato più volte il modo di ricordarlo attraverso ciò che gli apparteneva: lo stare insieme, lo sport, la musica, la voglia di condividere momenti e costruire ricordi.

È stato Matteo Napoli, presidente del Comitato Giovani Bova Marina, a provare a mettere tutto questo in parole a nome di tutti i ragazzi e partecipanti nel momento più delicato della serata, durante la consegna di una targa alla famiglia.

«A Totò e Paola abbiamo detto che non doveva essere un giorno triste, anche se sappiamo quanto sia difficile dirlo a due genitori che hanno perso un figlio. Alessio ci ha accompagnato e ha vissuto con noi ogni attimo di questa manifestazione: nelle sfide, nell'agonismo, nella gioia, nell'impegno e nel sacrificio di tutti coloro che hanno partecipato. Vivrà sempre in tutti noi e in ogni giovane», ha detto, ringraziando la famiglia anche per il sostegno alle iniziative organizzate dal Comitato.

Ed è proprio qui che il Memorial supera il risultato delle partite e persino la pallavolo. Perché durante questa settimana il campo sulla spiaggia è tornato a essere un punto di incontro, riempiendosi ogni giorno di persone, con squadre e arbitri impegnati nel torneo e tanti altri semplicemente lì per guardare, stare insieme e partecipare.

Il Comitato Giovani ha voluto ringraziare la famiglia di Alessio, le squadre partecipanti, gli arbitri Antonino Genova, Leo Plutino, Nicola Criseo e Giulia Praticò, gli sponsor, gli amici che hanno lavorato dietro le quinte e l'Amministrazione comunale con l'Ufficio tecnico per la collaborazione. Un lavoro collettivo che ha consentito al Memorial di arrivare alla terza edizione e di crescere anno dopo anno, conservando intatto il motivo per cui oggi porta quel nome.

Oltre alle vittorie ed alle classifiche, alla fine sono rimasti tutti lì. Nessuna divisione fra chi aveva giocato e chi aveva guardato, fra organizzatori, amici e famiglia. Tutti attorno allo stesso rettangolo di sabbia mentre “”​​​​​​Il pescatore” accompagnava gli ultimi minuti della manifestazione. Poi sono stati liberati i palloncini e gli occhi si sono alzati verso il cielo. Verso quei palloncini in volo e quel simbolo di una libertà e di una gioia di vivere di cui Alessio è e sarà sempre un grande campione.