La gente è la vera protagonista della vita vissuta realmente per strada e Cardeto, vive sempre  con il tempo lento della tradizione. Silenzi spezzati da corse di bambini di diversa nazionalità, nigeriani, eritrei, curdi, marocchini, strade colorate con gli abiti delle donne del nordafrica  e momenti di inclusione tra culture diverse.

Da pochi giorni Cardeto chiude le porte all’integrazione, si è concluso il progetto Sprar per il mancato rinnovo da parte dell’amministrazione comunale, che  ha generato l’effetto domino con la perdita di posti di lavoro di operatori del luogo e danno economico ai commercianti ,con conseguente perdita di immagine di una comunità che attraverso lo Sprar gestito dalla Cooperativa marzo 78, ha messo il paese al centro di iniziative culturali e sociali di grande impatto.

Iniziative che hanno registrato il coinvolgimento di intellettuali, scrittori, musicisti, attraendo  turisti catturati dalle bellezze del borgo e dalla contaminazione tra lo street food etnico e la realtà locale, diventando volano di sviluppo anche nell’ottica di Città metropolitana.

Adesso è tutto finito, con gli ultimi beneficiari trasferiti presso lo Sprar di Camini. “Grazie Sprar” è il pensiero della gente, scritto sui volti dei tanti immigrati e rifugiati politici inseriti nella vita sociale ed europea. Grazie Sprar per avere regalato un futuro a donne e bambini. L’umanità e le azioni solidali rimangono impressi per sempre, come i cartelli affissi  sulle porte delle case o sulle vetrine dei negozi. ”Grazie Sprar”.